Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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Da Il Giornale di Vicenza del 28 ottobre 2007
26 ottobre 2007 dalle ore 21 presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore
dal titolo
"RIFIUTIAMOCI - Emergenza Rifiuti: Vicenza come Napoli e Brescia?"
Il nostro intento è quello di far conoscere in maniera più approfondita e sotto un’altra luce un problema che da molti mesi occupa le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali: l’emergenza rifiuti.
Il prof. Ruzzenenti, autore del saggio “L’Italia sotto i rifiuti”, illustrerà l’esperienza della città di Brescia che ha trovato la soluzione nell’inceneritore che fa bella mostra di sé alle porte della città lombarda, ma che, secondo i dati in possesso dello studioso, forse non risulta essere la risposta giusta.
Il dott. Iacuelli, fisico e autore del libro “Le vie infinite dei rifiuti – Il sistema campano”, si addentrerà nella gestione dei rifiuti in Campania. Sarà interessante scoprire, dalle sue indagini, che l’emergenza campana è un problema che coinvolge anche noi cittadini del Nordest perché, direttamente o indirettamente, siamo in parte responsabili della situazione che si è venuta a creare nell’interland napoletano.
Due relatori con due studi che sembrano seguire vie completamente diverse, ma ci si accorgerà nello svolgersi della serata che le loro strade si incroceranno: perché il sistema bresciano sta fallendo e perché il sistema campano è al collasso?
come arrivare
Uno spot per arginare l'allarme inquinamento da diossina, conseguente ai roghi
incontrollati dei rifiuti delle discariche abusive o lungo strade e marciapiedi
della provincia napoletana.
Il messaggio, di 30 secondi, sarà trasmesso da domani
su 20 tv regionali e radio, per un totale di 1200 passaggi televisivi e 600
radiofonici. Previste anche 26 uscite su 18 quotidiani della Campania.
"Se bruci i rifiuti, la diossina brucerà il nostro futuro".
Questo messaggio sarebbe bello leggerlo anche su tutti i blog, di tutte le
piattaforme, degli utenti campani (e non).
Se hai un blog, se hai a cuore le sorti della meravigliosa terra che calpesti,
non aspettare, non esitare a copiare e incollare questo post nel tuo blog,
perchè il futuro della nostra terra dipende anche da te. Così un giorno la
coscienza non busserà alla tua porta per domandarti se hai dato o meno il
tuo contributo, se hai fatto valere, in quell'occasione, la tua opinione
per evitare quel male, mentre un gruppo di cittadini combatteva per evitarlo.
(Copiato e leggermente stravolto da
Mister Cima)
Uno dei punti cardini dello statuto dell’Associazione è quello di informare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche ambientali e lo sviluppo eco ed etico sostenibile, attraverso incontri di approfondimento con studiosi e ricercatori.
A tale proposito abbiamo organizzato una conferenza aperta a tutti i cittadini per il
26 ottobre 2007 dalle ore 21 presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore
dal titolo
"RIFIUTIAMOCI - Emergenza Rifiuti: Vicenza come Napoli e Brescia?"
per approfondire le problematiche sui rifiuti e il relativo smaltimento. Per questa serata riusciremo a far incontrare due studiosi di fama nazionale: il prof. Marino Ruzzenenti di Brescia e il dott. Alessandro Iacuelli di Napoli.
Il nostro intento è quello di far conoscere in maniera più approfondita e sotto un’altra luce un problema che da molti mesi occupa le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali: l’emergenza rifiuti.
Il prof. Ruzzenenti, autore del saggio “L’Italia sotto i rifiuti”, illustrerà l’esperienza della città di Brescia che ha trovato la soluzione nell’inceneritore che fa bella mostra di sé alle porte della città lombarda, ma che, secondo i dati in possesso dello studioso, forse non risulta essere la risposta giusta.
Il dott. Iacuelli, fisico e autore del libro “Le vie infinite dei rifiuti – Il sistema campano”, si addentrerà nella gestione dei rifiuti in Campania. Sarà interessante scoprire, dalle sue indagini, che l’emergenza campana è un problema che coinvolge anche noi cittadini del Nordest perché, direttamente o indirettamente, siamo in parte responsabili della situazione che si è venuta a creare nell’interland napoletano.
Due relatori con due studi che sembrano seguire vie completamente diverse, ma ci si accorgerà nello svolgersi della serata che le loro strade si incroceranno: perché il sistema bresciano sta fallendo e perché il sistema campano è al collasso?
L’incontro lo stiamo organizzando in un periodo in cui si susseguono annunci di progetti di nuovi impianti che si sommerebbero a opere già programmate e ancora da realizzare; iniziative che mettono potenzialmente in crisi la vivibilità della nostra zona.
Pensiamo ad una bilancia a due piatti; nel primo piatto c’è quello che tutti vedono in questa zona: la ricchezza economica. Nell’altro piatto ci sono le conseguenze negative di questo modello di sviluppo: un territorio che nelle sue componenti essenziali per la vita (acqua, aria, suolo) è altamente compromesso.
Questa non è un’affermazione dei soliti “catastrofisti”, ma compare in tutti i documenti ufficiali delle amministrazioni pubbliche che si occupano di ambiente e territorio.
Questa constatazione dovrebbe far sì che, per questa parte del territorio vicentino (ma probabilmente più in generale), si implementassero azioni di salvaguardia, di recupero e di risanamento ambientale.
Fino a qualche tempo fa pensavamo che questo fosse l’obbiettivo comunemente condiviso.
Una serie di elementi però ci fanno temere il contrario.
Oltre ai già annunciati passaggio della Pedemontana, costruzione del Centro Intermodale Servizi con annesso nuovo impianto chimico, necessità di trovare un sistema definitivo di trattamento dei fanghi industriali dei depuratori della zona, dalla stampa locale apprendiamo dell’intenzione di costruire, non si sa da chi, nuovi impianti per la produzione di energia elettrica tramite biomasse, nuove discariche, e un ipotetico inceneritore.
La nostra Bilancia a questo punto difficilmente potrà raggiungere l’equilibrio rappresentato dal concetto di sviluppo etico e sostenibile.
Invitiamo le amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli, nel riprendere in mano una seria programmazione economico-ambientale ripartendo dall’impegno già iniziato con il Progetto Giada.
E anche Francesco Rutelli, dopo la firma di Pecoraro Scanio, ha messo la sua per il NO alla CENTRALE.
Comunicato Stampa del 17 luglio 2007
L’associazione NO ALLA CENTRALE ha come obiettivo l’impegno per la difesa dell’ambiente e del territorio, ma più precisamente la difesa della salute e della qualità della vita dei cittadini che vi abitano.
In quest’ottica l’attenzione agli interventi che possono influenzare, nel bene o nel male, il problema dell’inquinamento e dei rischi per la salute va di pari passo con l’attenzione alla qualità dei servizi socio-sanitari che rispondono direttamente ai bisogni di assistenza dei cittadini.
Recentemente abbiamo seguito, assieme ai gruppi di volontariato attivi, alcune problematiche relative alla sanità pubblica dell’Ovest Vicentino.
Abbiamo potuto toccare con mano quanto la domanda di un buon funzionamento delle strutture ospedaliere e non solo, emerga con urgenza dai cittadini e dagli amministratori pubblici.
La riflessione che ci sentiamo di proporre a tutti coloro che si sono attivati per segnalare le mancanze e le disfunzioni nel comparto socio-sanitario, a partire dal caso oncologia, è che il diritto alla salute dei cittadini è direttamente influenzato sia dalle scelte, o mancate scelte, sull’assistenza socio-sanitaria sia dalle condizioni ambientali che dal carico inquinante del territorio.
È per noi inaccettabile che da un lato manchi da anni una programmazione regionale in tema di sanità, con la Regione che anzi taglia risorse e servizi, come nel caso degli anziani non autosufficienti, con conseguenti ricadute negative e ritardi nell’attivare servizi nelle strutture ospedaliere e servizi sul territorio e, contemporaneamente, si propongono interventi di natura infrastrutturale che aumentano i rischi della salute della popolazione dell’Ovest Vicentino.
Ci riferiamo in particolar modo all’autostrada Pedemontana Veneta che, come concepita dalla Regione Veneto, non è un'infrastruttura al servizio dell’economia locale ma solo attrattore di nuovo traffico con incremento delle ormai famigerate pm10. Inoltre la futura realizzazione del Cis tra Montebello e Montecchio e la costruzione in esso dell’ennesima industria chimica ad alto rischio. Non dimentichiamo inoltre che in zona, oltre al distretto conciario, ci sono già tre industrie ad alto rischio.
Noi non siamo pregiudizialmente contro la crescita, ma vogliamo che essa si accompagni al benessere della popolazione inteso come qualità della vita, tutela della salute e come responsabilità verso i nostri figli nel consegnare loro un ambiente non irrimediabilmente compromesso.
Un benessere che può essere (ed anzi è già) a rischio per il troppo carico inquinante presente nel nostro territorio e con una crisi economica sentita ormai da molte famiglie dovuta essenzialmente alla ancora troppo bassa qualificazione delle produzioni del nostro tessuto industriale.
I costi per l’assistenza sanitaria non possono essere ridotti attraverso il taglio o il peggioramento dei servizi per i cittadini ammalati, ma possono ridursi con investimenti in una attenta politica di prevenzione dei rischi di infortuni e malattie che tocchi tutti gli ambiti di vita dal lavoro all’ambiente ecc…
Invitiamo pertanto gli amministratori pubblici a ritrovare quello spirito unitario, che ci ha permesso di sconfiggere il mostro della Centrale Termoelettrica, anche per quanto riguarda le problematiche dei servizi socio-sanitari e della crescita sostenibile per l’Ovest Vicentino.
Tutela dell’ambiente, riduzione dei fattori d’inquinamento e assistenza sanitaria sono facce della stessa medaglia ed entrambe concorrono a far sì che venga garantito il sacrosanto diritto alla salute per tutti i cittadini.
REGIONE, NO DEFINITIVO AL PROGETTO CENTRALE
Arriva dalla Regione il tanto atteso stop alla realizzazione della centrale a Montecchio.
Su proposta dell’assessore agli investimenti strategici, Renato Chisso, la giunta ha formalizzato con una delibera il “parere non favorevole al rilascio del giudizio positivo di compatibilità ambientale”, espresso all’unanimità dei presenti dalla Commissione regionale di valutazione d’impatto ambientale sul progetto di centrale termoelettrica a ciclo combinato a Montecchio.
«Insomma, la Regione boccia la centrale - ha spiegato Chisso - recependo tutte le motivazioni della Commissione Via. In questo modo abbiamo messo la parola fine ad una vicenda che aveva coinvolto la comunità vicentina, mantenendo gli impegni che avevamo preso qualche anno fa».
La delibera di giunta sarà ora trasmessa al ministero dell’Ambiente, comunicata alla società proponente e pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione.
«Tra le motivazioni della bocciatura della Commissione regionale Via figurano - ha detto Chisso - la non conformità del progetto al Piano di tutela delle acque della Regione in merito ad un pozzo che ricade nella zona di ricarica degli acquiferie e la presenza di un’area di interesse paesaggistico tutelata da legge statale».
Da Il Giornale di Vicenza del 4 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA DEL 09/05/2007
Accogliamo oggi con grande soddisfazione la notizia che da tempo aspettavamo; finalmente il VIA regionale ha dato parere negativo definitivo al progetto di “Euganea Energia” inerente la costruzione di una centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore.
Ora il Ministro dell’Ambiente potrà emettere il decreto già previsto dal parere negativo del VIA nazionale di un anno fa.
L’ultimo tassello di una battaglia combattuta e vinta da tutta la popolazione dell’Ovest Vicentino.
Un ringraziamento va a tutti i cittadini che in questi anni hanno sostenuto l’attività dell’Associazione “No alla centrale”, alle Amministrazioni locali, alle persone che hanno ricoperto, e/o ricoprono attualmente, cariche regionali e nazionali.
L’entusiasmo non ci deve far comunque dimenticare che la questione energetica regionale è ancora una questione aperta e va risolta con soluzioni compatibili con l’ambiente.
Per questo la nostra Associazione non diminuirà il suo sforzo nella sensibilizzazione e informazione su tematiche inerenti l’ambiente (soprattutto dell’Ovest Vicentino) e coglie l’occasione per informare che in data 8 maggio 2007 a Tezze di Arzignano è stato rinnovato il direttivo dell’Associazione: la dottoressa Paola Nardi, dopo due anni di attività nel ruolo di presidente, passa il testimone a Luciano Panato, coadiuvato dal vicepresidente dott. Giorgio Amato e dal segretario Gianpietro Scalchi.