Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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[Comunicato n. 6] SONO TORNATI ALL'ATTACCO!!!: Come ci si aspettava, Euganea Energia ha rotto gli indugi ed il 30 giugno 2003 ha riavviato il procedimento presso il Ministero e la Regione per ottenere l’autorizzazione a costruire la centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore.
Con una grossa novità: preso atto che l’opposizione alla costruzione di una centrale era totale e condivisa da istituzioni, forze politiche e sociali e dai cittadini, Euganea Energia non ha trovato di meglio che cambiare vestito al mostro presentandolo ora non più solo come impianto per produrre corrente, bensì come impianto cogenerativo che servirà a depurare le acque del distretto conciario e a dare acqua calda a una parte delle stesse concerie, producendo nel contempo corrente elettrica (a ore perse, ci viene quasi da dire).
Come nella più vecchia delle favole, per mangiarsi Cappuccetto rosso il lupo si è travestito da rassicurante nonnina, e qualcuno di certo cascherà nel tranello!
Se questa ultima trovata avrà successo, l’impianto verrà autorizzato e noi sappiamo già come andrà a finire: le ipotesi di impianto di depurazione, del costo di 90 milioni di euro, contenute in tre striminzite paginette e presentate a Ministeri, Regione, Provincia e Comuni, veri specchietti per allodole, alla prova dei fatti si riveleranno per quello che sono: ipotesi tecniche senza riscontri, tutte da dimostrare nella loro realizzabilità.
Quelle che l’Euganea chiama sulla carta “compensazioni ambientali” si scontreranno nella realtà con i problemi di dimensionamento degli impianti, impossibilità di trattare volumi così alti di acque inquinate, tipologie di inquinanti da rimuovere dalle acque stesse, gigantesche e costose opere accessorie da realizzare, fanghi residui in uscita da smaltire a tonnellate, e alla fine non se ne farà nulla oppure tutto verrà costruito in dimensioni ridotte.
In compenso sarà costruita prima e sarà perfettamente funzionante la parte dell’impianto che servirà a produrre corrente e a fare i soldini, l’unica parte di impianto che realmente interessa all’Euganea. E l’obiettivo di fare la centrale sarà raggiunto!
Nei nostri incontri recenti con istituzioni, politici e rappresentanti delle categorie produttive, tra coloro che in questi mesi hanno spinto in tutti i modi e a tutti i livelli per piazzare una Centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore, ci vengono segnalati più volte sia il dirigente regionale del dipartimento ambiente ing. CASARIN, sia l’Associazione Industriali di Vicenza, sia la Camera di Commercio di Vicenza.
È venuto il momento di chiedere direttamente a tali soggetti se tale notizia corrisponde al vero e di ricordare loro che:
Le firme che abbiamo raccolto, le bandiere che sventolano nei paesi gridano alto il NO alla centrale!
No ad un megaimpianto di depurazione per il distretto conciario piazzato a Montecchio!
No ad un impianto che dietro nasconde la stessa centrale di prima, con le stesse potenze, le stesse emissioni in aria, gli stessi impatti!
In questi giorni i Comitati stanno ricontattando le istituzioni ed i politici, per accertarsi che qualcuno non diventi il Cappuccetto Rosso di turno. Se questo accadrà, dovrà fare i conti con i cittadini elettori che non desiderano certo essere rappresentati da ingenui sprovveduti e che, come il cacciatore nella favola, impallineranno alle prossime elezioni il malcapitato e con esso la forza politica in cui milita, qualunque essa sia.
Ai primi di settembre poi prepariamoci a tornare in piazza: visto che i 15.000 cittadini che hanno manifestato nel luglio 2002 non sono bastati, organizziamoci per essere molti di più! Se sarà il caso, andremo a trovare direttamente a Vicenza, nei loro uffici, quelli dell’Euganea ed i responsabili di Camera di Commercio ed Associazione Industriali per far loro sentire da molto vicino il nostro NO.
[Comunicato n. 5] ULTIMO COMUNICATO STAMPA DEL 9 LUGLIO 2003: Ieri, martedì 08/07/03, il Coordinamento dei Comitati contro la costruzione di centrali termoelettriche a Montecchio Maggiore ha incontrato la Commissione Ambiente del Comune di Montecchio Maggiore, presenti il sindaco Ceccato e l’Assessore Ribolli.
Durante l’incontro è stato preso in esame il documento di richiesta del riavvio del procedimento per l’autorizzazione a costruire una centrale termoelettrica a Montecchio M. presentato qualche giorno fa agli organi competenti da Euganea Energia.
La posizione del Comune di Montecchio rimane nettamente contraria ad un impianto che viene presentato in una nuova veste come la soluzione ottimale per risolvere i problemi del distretto conciario.
In realtà l’impatto della centrale, al di là della rivisitazione degli scopi per i quali viene proposta, rimane assolutamente inaccettabile per una zona già ampiamente compromessa sul piano ambientale; le vecchie proposte di compensazione, improvvisamente divenute ragioni fondanti la volontà di costruire un impianto a più facce la cui potenza in megawatt e le cui emissioni rimangono inalterate, non ripagano minimamente i danni che provocherà con il suo funzionamento, con l’aggravante di voler localizzarlo in un Comune che non ha né appartenenza con il distretto conciario né responsabilità sul piano degli effetti sull’ambiente che le produzioni conciarie provocano.
Il sindaco e l’Assessore Ribolli hanno espresso il timore che Euganea Energia trovi adesioni alla sua proposta nelle Associazioni di Categoria degli imprenditori e a tale scopo, in accordo con i Comitati, hanno concordato di convocare i Sindaci dei comuni dell’Ovest vicentino nell’ambito del progetto “Giada” per ribadire la contrarietà delle istituzioni locali all’impianto presentato in una nuova veste.
In secondo luogo è stata condivisa la proposta che, nell’ambito degli organismi del progetto Giada, venga elaborato un documento che solleciti le categorie imprenditoriali ad esplicitare le loro posizioni rispetto alle proposte di Euganea Energia così come formulate nella richiesta di riavvio del procedimento.
[Comunicato n. 4] UNA BREVE CRONISTORIA: abbiamo saputo della presentazione dei due progetti circa un anno fa, in circostanze fortuite. Fin da subito ci siamo mobilitati diffondendo ai cittadini la notizia e organizzandoci.
La popolazione non è rimasta in silenzio a guardare ma si è subito attivata per bloccare questo possibile disastro ambientale, prima partecipando alle affollatissime assemblee pubbliche ed in seguito con manifestazioni numericamente senza precedenti nel vicentino (10 luglio a Montecchio Maggiore 15.000 persone, 30 Luglio a Venezia 2.000 persone, entrambe con in testa i 16 sindaci di altrettanti comuni della zona). Molte sono le associazioni economiche e sociali che hanno dato la loro adesione formale fra cui le associazioni degli artigiani, le associazione del commercio, le associazioni sindacali, le associazioni agricole, la associazione degli industriali del comparto concia, la Chiesa e numerosissime associazioni socio-sanitarie.
Compatta e solidale è stata la risposta dei sindaci dei 17 comuni aderenti al progetto GIADA (ad eccezione di uno), i quali hanno sottoscritto un documento comune di opposizione alle centrali.
Contrari si sono dichiarati i parlamentari eletti nei collegi di zona e numerosi consiglieri regionali e provinciali sia del Polo ( con un documento sottoscritto appositamente) sia del Centro sinistra.
La provincia di Vicenza ha espresso parere negativo e dopo la grande manifestazione del 30 Luglio a Venezia, recependo le nostre istanze, il Consiglio Regionale ha votato nello stesso giorno a stragrande maggioranza una mozione urgente che impegna la Giunta Regionale a esprimere parere negativo nella prossima Conferenza dei Servizi a Roma. Nello stesso giorno a Palazzo Balbi, sede del Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, i comitati ottenevano dallo stesso Galan la pubblica promessa ( espressa in interviste alle TV locali e a RAI tre regionale) che “contro la volontà della gente non si può andare” e la conferma del suo convinto no ai progetti di costruzione di centrali termoelettriche nel Comune di Montecchio Maggiore.
Ai primi di Novembre alcuni rappresentanti del coordinamento dei comitati “No alle centrali” hanno incontrato a Roma presso la sede del Ministero per le Attività Produttive il Ministro Antonio Marzano, al quale sono stati esposti documenti tecnici attestanti i gravissimi effetti che il nostro territorio subirà se entreranno in funzione le centrali termoelettriche. In tale incontro emerge chiaramente come vi sia spazio per la costruzione di una sola centrale in loco e del fatto che Ansaldo sembra aver rinunciato al proprio progetto.
La faccenda sembra avere un epilogo positivo ma da questo momento in poi prende una piega che definire strana è ancora poco.
A cavallo fra i mesi di Giugno e Luglio la Regione Veneto formalizza ai costruttori delle centrali termoelettriche, la richiesta, in nome delle compensanzioni ambientali previste dal decreto Marzano (noto come decreto sblocca-centrali), di farsi carico dell’acqua che esce dai depuratori dell’Ovest Vicentino per ricondurla nei parametri di legge. Il tubo che convoglia le acque reflue dei depuratori di Arzignano, Montecchio, Montebello, Trissino e Lonigo, scarica le stesse nel fiume Togna-Fratta-Gorzone e la quantità di sali presente nell’acqua stessa (conseguente alle lavorazioni delle industrie conciarie) fa sì che questa non possa essere usata per usi irrigui da parte dei coltivatori del basso vicentino e della bassa veronese. Per risolvere la questione si decise, 3 anni fa, con un’opera costata alla Regione Veneto svariati miliardi di lire, di fare giungere, prolungandolo, il tubo collettore fino a Cologna Veneta dove era possibile far confluire le acque del canale Leb ( le cui acque giungono dal fiume Adige), allo scopo di far diluire la concentrazione di cloruri. Durante la fase di costruzione del tubo, la Regione ha concesso una deroga ai limiti imposti dalla legge. Non è chiaro se, in nome delle compensazioni ambientali, sia la Regione ad aver chiesto ai progettisti delle centrali termoelettriche di occuparsi delle acque inquinate o se sia su proposta delle società costruttrici che la Regione ha deciso di aprire questo nuovo fronte.
Fatto sta che Euganea Energia propone quindi di costruire un impianto (il dissalatore) che trattando una certa quantità di acqua le toglie il sale, utilizzando una parte di vapore prodotta dalla centrale termoelettrica che serve per fare energia elettrica e probabilmente utilizzando le acque depurate allo scopo di raffreddare l’impianto, ovviando così ad uno dei punti più critici del progetto iniziale, il raffreddamento ad aria della Centrale.
All’inizio di luglio la Regione Veneto ha contestato attraverso il S.I.A. (studio di impatto ambientale) e il V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) ben 13 punti (rispettivamente 7 punti il primo e 6 punti il secondo) del progetto Euganea-Marubeni, dato che il progetto presenta vistose lacune. Il 27 Luglio 2002 l’Euganea Energia ha chiesto la sospensione dell’iter che la riguarda, per rispondere alle sollecitazioni richieste da Regione e dal Ministero dell’Ambiente, richiesta che è stata accettata il 29/11/2002 dal Ministero delle Attività produttive.
Durante il mese di Agosto qualcuno poi ha fatto balenare l’ipotesi di una santa alleanza fra i comuni della Bassa Veronese e del Padovano sui problemi legati alla presenza del sale nelle acque del Togna-Fratta-Gorzone e precedentemente illustrati, sostenendo che la soluzione ottimale potesse essere la costruzione della centrale con l’annesso dissalatore come compensazione ambientale. Come Coordinamento dei Comitati avevamo il legittimo sospetto che qualcuno ad arte, avesse riproposto la questione per cercare di fare rientrare il progetto della centrale dalla finestra proponendo una sorta di guerra fredda fra provincie interessate. È per questo che ci siamo immediatamente attivati per ottenere un incontro con i sindaci del Basso Vicentino e del Veronese. Grazie all’interessamento del Sindaco di Lonigo, Giuseppe Boschetto abbiamo potuto constatare come tali notizie, non solo erano del tutto false ma addirittura molti dei sindaci interpellati non ne erano neanche a conoscenza. In quella sede in presenza del Presidente dell’Unione dei Comuni del Colognese, Giancarlo Lunardi, e del vice presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello si sono presi l’impegno di formalizzare con una delibera il loro dissenso alla costruzione delle centrali. Dall’incontro è emerso in maniera chiara la preoccupazione sia sugli effetti ambientali della costruzione degli impianti sia per il cospicuo prelievo di acqua dalle falde per il funzionamento delle centrali.
Durante questi mesi l’Euganea Energia si è buttata a capofitto sull’unica compensazione ambientale richiesta dalla Regione Veneto, arrivando persino a dire che i loro progettisti sarebbero riusciti a risolvere i problemi della concia nel distretto della Valle del Chiampo. Ora su questo tema si potrebbe dire di tutto e di più e ci viene lecito chiederci quale bacchetta magica abbiano questi progettisti per poter sostenere di risolvere problemi in poche settimane quando esperti ed industriali del settore, dopo parecchi anni, non sono ancora riusciti a presentare soluzioni tecnicamente ed economicamente accettabili. Per maggiore chiarezza riportiamo le dichiarazioni fatte da Giannino Beschin, Presidente della sezione concia dell’Associazione Industriali, apparsa nel Giornale di Vicenza il 01 Luglio 2002 : “asserire che la centrale serve a risolvere i problemi della concia è una falsità che lede l’immagine del nostro settore e mette in seria discussione l’attendibilità dei progettisti che rilasciano certe dichiarazioni sulla stampa”.
A fine luglio 2002 Euganea Energia ha presentato un corposo dossier in risposta alla richiesta di integrazioni avanzata dalla Regione Veneto, nella quale viene presentato il sistema di depurazione delle acque legato alla Centrale; citiamo letteralmente dalla documentazione presentata: “ il costo dell’intervento, sia in fase realizzativa che in fase di gestione è molto alto e non può essere sopportato dal sistema utenti/centrale, senza contributi in conto capitale di origine pubblica e soprattutto senza contributi che ne abbassino il costo di produzione, riconosciuti agli operatori dei due impianti dissalatore/centrale che concorrono a definire la cogenerazione”.
Ed inoltre, nella pagina successiva “ gli investimenti necessari per la realizzazione dello schema proposto…risultano dell’ordine di 70 milioni di Euro di cui circa l’80% per l’impianto di trattamento ed il rimanente destinato alla realizzazione del progetto e delle infrastrutture di adduzione e di restituzione”.
Emerge chiaramente da questi e da altri passaggi come l’obiettivo sia da un lato di far riconoscere l’impianto come cogenerativo, per usufruire dei vantaggi e dei finanziamenti legati a tale status e dall’altro la richiesta che a sopportare i costi del sistema di dissalatura sia lo Stato.
Per capirci: allo scopo di costruire una centrale termoelettrica che fa profitti privati, deve pagare lo Stato (cioè noi cittadini) che dovrà costruire un impianto per disinquinare nel contempo ciò che viene inquinato dagli industriali della concia. Perfino gli stessi conciari sono contrari ed hanno presentato una loro proposta alternativa per il dissalaggio, senza alcuna ipotesi di costi a carico del soggetto pubblico.
Negli ultimi giorni dell’anno 2002 (notizia apparsa sul Giornale di Vicenza il 30/12/2002) la Regione Veneto ha deliberato uno stanziamento di 500.000 Euro per uno studio sul riciclo delle acque dell’Alto Fratta Gorzone e dandolo in affidamento all’Ambito Territoriale (ATO) del Bacino Brenta-Bacchiglione. Per una stana coincidenza, si tratta della stessa tematica che sta studiando l’Euganea Energia. Seconda strana coincidenza, appena 2 mesi per redigerlo, lo stesso arco di tempo concesso come sospensione dell’iter all’Euganea.
Sabato 25 Gennaio 2003 alla Villa Cordellina nel comune di Montecchio Maggiore abbiamo incontrato l’assesore all’ambiente Renato Chisso il quale ci ha garantito che la posizione sua e del Presidente della Regione Giancarlo Galan non è cambiata.
Concludendo vogliamo portare alla vostra attenzione le ultime iniziative : da fine Dicembre stiamo raccogliendo le firme dei cittadini che sottoscrivono, riportando nel foglio di raccolta il numero del loro certificato elettorale o gli estremi di un documento, il seguente impegno: “Con questa firma DICHIARO LA MIA FERMA CONTRARIETÀ alla realizzazione di centrali termoelettriche a Montecchio Maggiore e MI IMPEGNO FIN D’ORA a consegnare il certificato elettorale in segno di protesta nel caso in cui non venga confermato il NO definitivo e incondizionato alle centrali”.
[Comunicato n. 3] LE RAGIONI DEL NOSTRO NO ALLE CENTRALI: L’area interessata dal possibile insediamento delle centrali termoelettriche è nota come distretto industriale della concia e tutta la zona è densamente antropizzata e caratterizzata: […] dalla presenza di 110 mila abitanti in un circondario di raggio pari a 10 km (Comuni di Montecchio Maggiore, Arzignano, Montorso, Zermeghedo, Montebello, Chiampo, Trissino, Brendola, Sovizzo, Altavilla); […] dalla presenza massiccia di industrie metalmeccaniche, chimiche e farmaceutiche; […] dalla presenza di quasi 800 aziende conciarie; […] dalla presenza di 3 aziende ad alto rischio (Legge Seveso) […] funzionano 5 depuratori per una capacità depurativa pari a circa 2 milioni di abitanti equivalenti; […] rilevanti sono i fenomeni di inquinamento odorigeno dovuti in particolare alle lavorazioni della concia; […] esistono 9 discariche per rifiuti speciali, tossici e nocivi, 5 per rifiuti solidi urbani, 1 impianto di trattamento di rifiuti umidi di origine domestica; […] vengono immessi in atmosfera 14.000 t/anno di solventi organici inodori e cancerogeni; […] 3 statali confluiscono in loco (la SS. 246, la SS. 500, la SS. 11) e vengono immessi in atmosfera i gas di scarico veicolare di 80.000 veicoli al giorno (il nodo stradale di Montecchio Maggiore è secondo solo al passante di Mestre); il carico nei prossimi anni verrà ulteriormente aggravato da: […] dalla prossima variante prevista in trincea della nuova statale 246, già appaltata; […] dalla programmata costruzione della Autostrada Pedemontana; […] della programmata costruzione del Centro Intermodale Servizi di Montebello al confine col Comune di Montecchio Maggiore; […] dalla progettata Complanare Sud che collegherà il casello autostradale di Montecchio Maggiore (che sarà spostato) a Torri di Quartesolo. Come potrete notare ci si trova di fronte ad un’area carica di componenti che determinano un condizionamento pesante dell’atmosfera, un carico di rumore continuo ed al limite dei parametri normati dalla legge ed una aggressione delle risorse idriche. La stessa Regione Veneto ha individuato l’area del polo conciario come “area soggetta a particolari interventi di tutela” nel Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera adottato dalla Giunta Regionale in data 15/02/2000. La consapevolezza della criticità ambientale della zona ha spinto 17 Comuni dell’area a sottoscrivere un impegno per una gestione integrata dell’ambiente denominato Progetto GIADA, finanziato dalla Comunità Europea e certificato dall’ENEA, con il quale si sta elaborando una politica di progressiva riduzione degli impatti ambientali della zona. Le società proponenti insistono sulla necessità di costruire un impianto nel Comune di Montecchio Maggiore perché in loco avvengono frequenti temporanei black-out facendo prefigurare uno scenario rischioso per i prossimi anni. Tuttavia le cause vanno ricercate non in una mancanza di energia elettrica ma di una cattiva distribuzione della rete al punto tale che il GRTN (Gestore Rete Trasporto Nazionale) ha previsto, nei prossimi anni, la costruzione di una sottostazione elettrica nel Comune di Montecchio Maggiore. La Regione Veneto inoltre è una delle poche regioni italiane ad avere un surplus di energia elettrica prodotta, surplus tale da permettere la cessione di energia elettrica ad altre regioni. Attualmente con il libero mercato molti sono già i consorzi (quelli vicentini sono già pronti) che acquisteranno l’energia elettrica all’estero perché economicamente più conveniente.
[Comunicato n. 2] COSA VOGLIAMO: Rappresentiamo il coordinamento dei comitati “No alle centrali termoelettriche” delle valli del Chiampo e dell’Agno, in provincia di Vicenza, comitati sorti spontaneamente e senza appartenenze politiche. Ci opponiamo alla volontà di autorizzare nel territorio del comune di Montecchio Maggiore (VI) la costruzione di due centrali da 760 MGW, progetti presentati nel corso dell’anno 2002 rispettivamente dalla Marubeni-Euganea Energia e dall’Ansaldo. Il coordinamento dei comitati rappresenta direttamente 13 fra associazioni e comitati provenienti da 8 località diverse dell’Ovest Vicentino ed indirettamente coinvolge gruppi e persone appartenenti a più di 20 comuni delle valli del Chiampo e dell’Agno. Il progetto della Marubeni-Euganea Energia prevede la costruzione di una centrale termoelettrica in località Canova, in confine fra il comune di Montecchio Maggiore e la frazione di Tezze di Arzignano mentre il progetto della Ansaldo prevede la costruzione di una centrale termoelettrica in confine fra il comune di Montecchio Maggiore e il Comune di Montorso lungo la statale Montorsina. Sinteticamente queste centrali termoelettriche sono impianti che utilizzano metano per produrre energia elettrica. I progetti presentati sono molto simili e le caratteristiche tecniche di questi impianti sono: […] utilizzo di metano con un consumo di 1 miliardo di metri cubi allíanno bruciato in caldaia con recupero termico; […] potenza di circa 760 MGW; […] i gas di scarico escono da un camino di 80 metri alla temperatura minima di 85 gradi per un totale di 3.9 milioni di metri cubi all’ora (un fronte di 200 metri di larghezza per 200 metri di altezza per una profondità di 100 metri); […] l’impianto è raffreddato ad aria con 4 ventilatori da 9 metri di diametro che fanno circolare 200 milioni di metri cubi di aria ogni ora (un fronte di 1000 metri di larghezza per 1000 metri di altezza per una profondità di 200 metri); […] la temperatura dell’aria di raffreddamento avrà un aumento di circa 4-5 gradi in uscita con inevitabili variazioni del microclima circostante in una zona quasi completamente circondata da colline; […] entrambi le centrali lavoreranno 8000 ore annue ossia a ciclo continuo pressappoco tutto l’anno; […] le emissioni di ossidi di azoto saranno pari a 185 kg per ogni ora; […] la superficie occupata da un impianto è pari a 120.000 metri quadrati (20 campi da calcio); […] il livello di rumorosità al perimetro della centrale varia dai 54 ai 64 decibel; […] l’altezza degli edifici principali della centrale è di 30 metri (un palazzo da 10 piani); […] le ricadute inquinanti in atmosfera ricadranno in una area di 15 km di raggio.
[Comunicato n. 1] - SALVE, CI PRESENTIAMO: Comitato “Aria Sana” località Pranovi di Trissino - Comitato “Aria pulita” di Montorso - Comitato “Per la salvaguardia del territorio di Montecchio Maggiore” - Circolo Lega Ambiente di Montecchio Maggiore - Associazione Culturale Zea Mays - Uomini e donne di Montecchio Maggiore - Comitato di Arzignano - Comitato di Costo - Comitato di Restena - Comitato di Tezze di Arzignano - Comitato di Castello di Arzignano - Comitato “Il sogno alta-qualità della vita” di Montebello - Forum Sociale di Montecchio Maggiore.