Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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[Comunicato n. 7] CENTRALE, LE RAGIONI DEL NO - LO BOCCIA ANCHE IL CONSORZIO ACQUE CHIAMPO - MONTECCHIO. INCONTRO TRA I COMITATI CONTRO L'IMPIANTO TERMOELETTRICO E LA PROVINCIA: Da una parte la soddisfazione per aver potuto esprimere le ragioni del "no alla centrale", dall'altra il risoluto "no comment" della presidente della provincia Manuela Dal Lago. Questo in sintesi l'esito dell'incontro dell'altra sera a Montecchio tra i Comitati anticentrale e la presidente, che attraverso l'ufficio stampa si limita a comunicare di non avere alcuna dichiarazione da rilasciare. Un incontro informale e riservatissimo, insomma, sul quale c'è nulla da dire. "Abbiamo esposto le nostre ragioni di contrarietà alla centrale - precisa Claudio Meggiolaro dei Comitati - sostanzialmente le stesse, riguardanti gli impatti della centrale sull'ambiente. Tanto per fare un esempio, nel nuovo progetto dell'Euganea Energia le compensazioni a livello dell'aria, quelle che sarebbero prodotte dall'eliminazione degli scarichi delle caldaie di circa quattrocento concerie, da sostituire poi con la rete di teleriscaldamento, risultano inferiori al 2% rispetto a quelle prodotte dall'impianto. Per non parlare poi delle polveri fini e della difficile realizzabilità di un impianto con il quale trattare così alti volumi di acqua. La presidente ha comunque assicurato che la posizione finale della provincia sarà espressa collegialmente, sulla base delle valutazioni tecniche della commissione."
E a proposito di acqua, sono partite ieri dal Consorzio "Acque del Chiampo" le osservazioni sul progetto della centrale termoelettrica. "Si tratta di considerazioni avanzate sulla base delle nostre particolari competenze - dice il presidente Giuliano Orsetti- e che seguono le due lettere dello scorso 30 giugno nelle quali la società spiegava il nuovo progetto di cogenerazione da affidare ad una NewCo. In realtà più che di compensazioni ritengo più corretto parlare di complicazioni, per le quali sono necessari investimenti notevoli dei quali la società ha già precisato di non voler farsi carico. Dal progetto emerge chiaramente come la società ignori le caratteristiche del ciclo di produzione conciaria, e non viene spiegato dove dovrebbero andare a finire i residui dell'evaporazione per la riduzione della salinità dell'acqua". E accanto a questo, nelle considerazioni presentate il consorzio affronta il problema della temperatura dell'acqua restituita al termine del processo di desalinizzazione, troppo calda per essere reimpiegata nella produzione conciaria e quindi inutilizzabile. Scetticismo infine anche per quanto concerne il problema dell'aumento generale della temperatura dell'aria, con la conseguente alterazione del microclima circostante.
Il presidente del consorzio, sostanzialmente disponibile ad un confronto con la società di progettazione, sottolinea la posizione contraria al progetto dei comuni aderenti al consorzio, deducendone l'impossibilità al confronto. Dai Comitati, che il prossimo 30 luglio incontreranno i Comuni del progetto Giada per invitare Assindustria ad una formale presa di posizione sul problema, è partita nei giorni scorsi una lettera nella quale viene chiesto un incontro con Associazione Industriali e Camera di Commercio per fare chiarezza circa la possibile adesione al progetto da parte delle due associazioni di categoria.
di Arianna Guderzo - da Il Giornale di Vicenza del 23 luglio 2003