Associazione No alla Centrale

Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

Archivi

oggi
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
maggio 2007
marzo 2007
dicembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
febbraio 2006
novembre 2005
settembre 2005
agosto 2005
giugno 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003

La nostra bandiera

Contanime

visitato 5*loading* volte

 
martedì, ottobre 21, 2003

[ MERCOLEDì SIAMO A ROMA, AL MINISTERO DELL'AMBIENTE ]

SINDACI A ROMADirezione Roma. In tre giorni i sindaci dell'ovest vicentino e comitati anticentrale incontreranno i vertici dei ministeri delle Attività produttive e dell'Ambiente. S’ inizia oggi con una quindicina di sindaci e amministratori che andranno ad incontrare i Ministri Marzano e Matteoli per ribadire che la centrale a Montecchio non serve e che le compensazioni ambientali presentate da Euganea Energia nel secondo progetto, sono irrealizzabili. Un incontro quello di oggi fortemente voluto dai sindaci dell'area e ottenuto grazie soprattutto all'azione dei sindaci di Montecchio e Arzignano. Prima Giuseppe Ceccato nelle settimane scorse aveva chiesto al Ministro Giovanardi, suo compagno di partito nell'Udc, di interessarsi al caso. Poi sul fronte arzignanese Signorin aveva lavorato ai fianchi del compagno della Margherita Willer Bordon per un appuntamento al ministero dell'Ambiente. Alla fine le due richieste si sono incrociate e oggi una delegazione di quindici sindaci andrà a ribadire che l'ovest è già fortemente penalizzato sotto il profilo ambientale e che la centrale da 760 Mw a Montecchio non ci può stare. Ma gli incontri romani del fronte anticentrale non si esauriranno oggi, visto che per mercoledì prossimo è in programma un incontro tra i comitati e il sottosegretario all'ambiente Tortolì. Questa volta nella capitale si dirigeranno tre esponenti dei movimenti con l'obiettivo di fare pressione sul Ministero. «Del resto - spiegano i comitati- la stessa Euganea Energia dieci giorni fa andò a Roma per presentare il suo progetto, abbiamo anche noi il diritto di spiegare che quel progetto non aiuta l'area della Valchiampo». Dopo aver incassato un no alla centrale, che comunque aspetta conferma, da parte del consiglio regionale, sindaci e i comitati ora puntano su Roma in attesa che la conferenza dei servizi a Roma, che potrebbe slittare ai primi mesi del 2004, dica cosa si farà a Montecchio, dopo che Regione e Ministeri competenti diranno ufficialmente cosa intendano fare sul fronte centrali. Eugenio Marzotto

Da Il Giornale di Vicenza del 20 ottobre 2003

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 09:09 | link | commenti (1) |
news

venerdì, ottobre 17, 2003

[Comunicato n. 13] 16 OTTOBRE 2003 - L'OVEST VICENTINO INCONTRA I CAPIGRUPPO DEL CONSIGLIO REGIONALE: In occasione della convocazione del consiglio regionale straordinario che affrontava il tema del fabbisogno energetico, i comitati hanno incontrato i capigruppo consiliari in rappresentanza di tutte le forze politiche, per stimolare la Regione a convocare finalmente il V.I.A. ed esprimere con delibera la decisione negativa sul progetto di Euganea Energia, poiché sono passati 15 mesi dalla mozione votata dal consiglio regionale che impegna la giunta in tal senso. Sarebbe, infatti, troppo rischioso arrivare alla convocazione della Conferenza dei Servizi a Roma, per decidere le sorti della centrale di Montecchio, senza un parere negativo della Regione, perché questo silenzio potrebbe essere inteso come una sorta di tacito consenso.

I comitati, accompagnati dai Sindaci, dal vicario della Valle del Chiampo e da alcuni rappresentanti di categorie economiche, del sindacato provinciale e delle associazioni del territorio, hanno presentato un documento ribadendo le osservazioni tecniche fatte dai comitati stessi e da altri enti e associazioni (Consorzio Acque Chiampo, Coldiretti, CGIL) già inviate per iscritto alle sedi istituzionali competenti.

Hanno soprattutto ricordato la sopra citata mozione votata il 30 luglio 2002 dal consiglio regionale, in occasione della prima "calata a Venezia".

Dopo l'intervento dei comitati, dei sindaci e di alcuni capigruppo presenti, in cui è stata ribadita la necessità di un'ulteriore presa di posizione del consiglio regionale, il presidente del consiglio stesso Cavaliere, si è impegnato a spedire una lettera alla Giunta Regionale e ai Ministeri delle Attività produttive e dell'Ambiente nella quale si rinnova il parere negativo del Consiglio regionale che impegna la Giunta a produrre atti concreti prima della convocazione della Conferenza dei Servizi a Roma.

I consiglieri hanno inoltre ribadito l'impegno di inserire il problema di Montecchio nei loro interventi in aula durante il dibattito sul Piano di Fabbisogno Energetico Regionale.

I comitati e i cittadini dell'ovest vicentino, visto l'andamento dell'incontro, restano in attesa di ulteriori sviluppi fiduciosi degli impegni assunti dal consiglio regionale e ringraziano per la disponibilità data.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 13:45 | link | commenti |
news

[Comunicato n. 12] MESSAGGIO DEI COMITATI PRESENTATO PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE VENETO IL 16 OTTOBRE 2003: Egr. Sig. Presidente del Consiglio Egr. Sig. Capigruppo Consiglio Regionale Buongiorno a tutti, sono Pierangelo Carretta del Coordinamento Comitati "No alla centrale termoelettrica" delle Valli del Chiampo e dell'Agno zona nota anche come Ovest Vicentino. Innanzitutto Vi ringraziamo per essere qui presenti e per lo spazio che ci viene concesso. Venerdì 3 ottobre la società Euganea Energia ha presentato il suo nuovo progetto: nuovo perché completamente diverso da quello originario. Da una pura e semplice centrale turbogas da 760 megawatt si è passati da una megaimpianto che mantiene la stessa potenza, ma inserisce il trattamento di acque della concia (la metà di quelle prodotte, secondo le ultime indicazioni) e che di risulta produrrà corrente per 250 megawatt. (Notate bene 250 MW dichiarati nell'avviso di bando pubblico uscito sulla stampa il 14/07/2003 e mentre alla stampa gli stessi proponenti dichiarano una producione di 380 MW).

A questo nuovo progetto i comitati ed i cittadini dell'Ovest Vicentini, scesi in piazza in 20.000 il 25 settembre hanno motivato il loro No per legittima difesa, non sulla base di spinte irrazionali ed emotive ma sul merito di precise considerazioni tecniche e scientifiche. Analizzando puntualmente i progetti i Comitati e altri soggetti istituzionali e forze sociali del territorio, hanno fatto pervenire le proprie osservazioni scritte ai Ministeri competenti e alla Regione ottemperando alle prescrizioni di legge.

Io non voglio esporre in questa sede le ragioni analitiche del nostro No all'impianto, che sono espresse nei documenti che vi abbiamo consegnato; mi permetto solo di riassumere in sintesi qualche punto essenziale:

il primo e più forte elemento di opposizione da parte dei comitatti e delle popolazioni locali, recepito peraltro dalle istituzioni locali (16 Comuni aderenti al Progetto Giada, la Provincia di Vicenza, il Consiglio Regionale Veneto con la mozione N. 71 protocollo n. 7376 deliberata nel 72° Consiglio Regionale di martedì 30 luglio 2002), è rappresentato proprio dalla mancata presa in considerazione del contesto nel quale la centrale termoelettrica andrebbe ad inserirsi. Quali che siano gli impianti, essi andranno a sommarsi ad una situazione ormai vicina ai limiti di una crisi ambientale.

Gli impatti dell'impianto in sé sono assolutamente incompatibili soprattutto con i piani ed i progetti di risanamento in atto, specie per quanto riguarda le emissioni in atmosfera e l'impatto tecnico (Progetto GIADA, finanziato dalla Comunità Europea e certificato dall'ENEA, con il quale si sta elaborando una politica di progressiva riduzione degli impianti ambientali della zona. La stessa Regione Veneto ha individuato l'area del polo conciario come "area soggetta a particolari interventi di tutela" nel Piano di Tutela e Risanamento dell'Atmosfera adottato dalla Giunta Regionale in data 15/02/2000).

Le compensazioni ambientali proposte sono incoerenti rispetto agli impatti, tecnicamente inattuabili (come comprova il fatto che continua ad essere rivisto verso il basso il dato della quantità di acque della concia da trattare), palesemente insufficienti per quanto attiene la comparazione tra quanto si potrà togliere e quanto verrà emesso come scarichi in aria, incomplete perché non si fa cenno dei prodotti di risulta (fanghi) di un eventuale processo di desalinizzazione delle acque e di come verranno smaltiti. Al momento inoltre gli stessi organismi locali considerano il progetto proposto non idoneo (osservazioni Consorzio Acque Chiampo). Gli organismi tecnici regionali hanno a disposizione sufficienti elementi per esprimere il loro parere e in particolare il V.I.A. regionale che va convocato al più presto per ottemperare agli obblighi di legge in modo che subito dopo la Regione Veneto possa assumere la sua decisione contraria, già annunciata pubblicamente, rispetto al progetto di centrale che incombe su Montecchio. Come Coordinamento dei comitati anticentrale dell’Ovest Vicentino, le 70 parrocchie rappresentate dal vicario, il sindacato e le associazioni qui rappresentate, chiediamo un impegno di tutti i Gruppi presenti in Consiglio regionale ad esprimere nel loro intervento, nella medesima sede, la loro contrarietà al progetto previsto a Montecchio Maggiore. Chiediamo inoltre di impegnare la Giunta regionale affinché convochi al più presto la commissione V.I.A. per esprimere un parere negativo sulla base delle osservazioni tecniche e scientifiche presentate dagli enti locali e da altri soggetti (Consorzio Acque Chiampo, 16 Comuni aderenti al progetto Giada, CGIL, Coldiretti, Coordinamento dei Comitati) e che la Giunta dia finalmente seguito alla mozione votata il 30 luglio del 2002 dal Consiglio regionale e alle dichiarazioni di contrarietà rese alla stampa nello stesso giorno dal Presidente della regione veneto, Giancarlo Galan.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 13:38 | link | commenti |
documenti

giovedì, ottobre 16, 2003

[Comunicato n. 11] OGGI SIAMO A VENEZIA PER RICORDARE AL CONSIGLIO REGIONALE IL NOSTRO "NO ALLA CENTRALE": Il consiglio regionale si riunirà in seduta straordinaria per discutere sulla programmazione energetica del Veneto. Saranno a Venezia giovedì anche i sindaci aderenti al progetto Giada, coinvolti dall'ipotesi di costruzione della centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore, e i portavoce dei Comitati anticentrale dell'ovest vicentino. La richiesta di incontro, formalizzata lo scorso 29 settembre, è giunta dai consiglieri regionali dell'opposizione a seguito dei recenti black out. «Nell'incontro di giovedì prossimo - spiega il consigliere Claudio Rizzato - sarà chiesto quale sia lo stato di avanzamento del piano energetico regionale, e quale sia il reale fabbisogno energetico della regione. Il Veneto è ampiamente autosufficiente, dal momento che esporta energia verso altre regioni». I dati del 1999 indicano per il Veneto un saldo attivo di produzione elettrica pari a 2.530 GWh; mentre i dati forniti dal Grtn (gestore della rete di trasmissione nazionale) indicano che a livello nazionale la potenza disponibile è pari al 64% di quella installata. Le previsioni di crescita della domanda energetica regionale oscillano fra il 5 e il 30 per cento: tenendo conto dell'ottimizzazione della produzione idroelettrica, dell'energia derivante dalle fonti rinnovabili, e dell'autoproduzione industriale, si prevede che siano necessari 5.500 GWh, soddisfabili attraverso la realizzazione di una nuova centrale da 800 MW. Anche la scorsa settimana, nella sede di Rifondazione Comunista di Brendola, si è parlato della centrale termoelettrica: erano presenti Rizzato, i Comitati anticentrale, il responsabile nazionale dell'energia di Rc Maggi, il capogruppo in consiglio regionale di Rc Maurizio Tosi, e il sindaco di Brendola Mario Dal Monte, il quale ha ribadito la propria opposizione al progetto. «Il problema non riguarda solo l'ovest vicentino - conclude Rizzato -. È fondamentale che il giudizio negativo della Giunta regionale si esprima formalmente». Da Il Giornale di Vicenza del 14 ottobre 2003

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 11:32 | link | commenti |
comunicati

giovedì, ottobre 09, 2003

[Comunicato n. 10] COMUNICATO STAMPA DEL 08/10/03: A seguito dell’incontro con l’Assessore Finozzi di lunedi sera e alla luce delle notizie che ci giungono dalla Regione Veneto, i Comitati Anticentrali esprimono fortissima preoccupazione per l’immobilismo della Regione Veneto, che non ha convocato ancora il VIA regionale per le valutazioni tecniche sul progetto presentato da Euganea Energia. Le nostre richieste e le nostre pressioni sull’Assessore competente, CHISSO di Forza Italia, rimangono inascoltate e senza esito. Questo rappresenta un fatto molto grave ed inquietante perché un NO politico della Regione ha molto più peso e legittimità se sono stati rispettati i tempi e le procedure e se cioè vi è stato il passaggio al VIA del progetto. Questa situazione rafforza ancor più in noi e nei cittadini il sospetto che qualcuno in Regione volutamene operi ( o meglio, non operi) per fare in modo che si giunga a Roma ad una conferenza dei servizi decisiva senza parere e senza presa di posizione da parte della Regione Veneto, con il rischio che quindi la scelta venga operata a livello di governo.

Crediamo che gli organismi tecnici regionali abbiano a disposizione sufficienti elementi per esprimere il loro parere: in particolare il VIA regionale, che, ribadiamo, va convocato al più presto per ottemperare agli obblighi di legge, in modo che subito dopo la Regione Veneto possa prendere la sua decisione rispetto al progetto di centrale che incombe su Montecchio, riconfermando e soprattutto formalizzando il NO promesso dal Presidente Galan e dall’assessore Chisso pubblicamente ed in piu sedi.

Eccezion fatta per la Lega Nord, la cui posizione è netta, dichiarata e sostanziata da azioni concrete, ci inquieta e ci irrita l’assordante silenzio delle forze di Centro destra in questo ultimo periodo, proprio nel momento in cui sarebbe richiesto un impegno ed uno sforzo, anche a livello di prese di posizione pubblica, forte ed efficace. Moltissimi cittadini, elettori dichiarati di Centro destra, ci chiedono continuamente le ragioni di tale comportamento e francamente ci riesce difficile fornire loro valide giustificazioni.

Facciamo qundi appello a coloro che, sia a livello provinciale che regionale, rappresentano Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC affinchè facciano la loro parte e contribuiscano per quanto è possibile a soddisfare le aspettative che i cittadini dell’Ovest vicentino hanno nei loro confronti relativamente a quanto sopra esposto. Quanto alle prossime azioni, si è deciso di:

1. Pubblicare a pagamento in alcuni i quotidiani una lettera aperta alle forze di Centro destra citate in precedenza, informando l’opinione pubblica della situazione in Regione, esplicitando le responsabilità e rivolgendo loro lo stesso appello già sopra riportato;

2. Se nei prossimi giorni non si sbloccherà la situazione, dare l’avvio alla macchina organizzativa per una seconda, imponente calata a Venezia con lo scopo preciso di indurre l’Assessore Chisso e la maggioranza di governo della Regione a convocare il VIA e a mantenere quanto promesso in occasione della prima manifestazione a Venezia;

3. Incalzare il Ministero dell’Ambiente a riceverci come Comitati e pressare i sindaci e gli altri rappresentanti istituzionali dell’Ovest vicentino affinchè incontrino il Ministro Matteoli e portino direttamente a Roma le ragioni del territorio.

4. Incaricare un legale per verificare se vi sia stato o meno il rispetto delle norme e procedure di legge relativamente all’iter del procedimento ed alla tempistica fissata dal Decreto Marzano.

5. Procedere ad una massiccia campagna informativa sugli impatti nefasti della Centrale in Vicenza città e zone limitrofe per mettere al corrente più cittadini possibile dei rischi e della situazione, campagna che verrà effettuata con volantinaggio diretto porta a porta.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 09:41 | link | commenti |
comunicati

martedì, ottobre 07, 2003

[Comunicato n. 9] COMUNICATO STAMPA DEL 05/10/03: Fuori tempo massimo. Questa la nostra risposta alla richiesta di Valerio Bitetto, presidente di Euganea Energia, di un confronto con i Comitati Anticentrale avanzata sia nelle interviste di venerdi sia ieri per mezzo di un emissario.

Chiederci un incontro a progetto già presentato, dopo averci snobbato per quasi due anni e soprattutto dopo aver riavviato il procedimento ed in pieno iter del progetto stesso presso le sedi decisionali competenti ha il sapore di una presa in giro e di un maldestro tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica. Porre addirittura la condizione di “parlare di cose serie” come se fino ad oggi i Comitati dell’Ovest vicentino si fossero opposti ed avessero detto No solo per scherzo richiama sinistramente il “buffoni” che apre le due lettere minatorie appena ricevute e testimonia quanto arrogante e lontano dalla realtà del territorio sia la posizione di Euganea Energia. Altrettanto paradossale e presuntuosa l’indicazione di essere disposti ad incontrare solo alcuni presunti “capi” di un movimento che notoriamente al proprio interno non ha alcuna gerarchia.

Di un fatto finalmente sembra aver acquisito consapevolezza il signor Bitetto: del fatto che l’incidenza dei tumori nella valle sia da attribuire alla situazione ambientale ed in particolare all’inquinamento atmosferico. Ma ai proclami di bonifica non corrisponde la realtà dei dati forniti dalla stessa Euganea:

1. L’ Euganea con un sistema di teleriscaldamento dice di essere in grado di far chiudere i camini di 400 concerie, eliminando una quantità di emissioni pari a 43.000 mc/ora e definisce testualmente tale possibilità “un importante contributo di risanamento atmosferico”; quello che Euganea non dice, è che la sua centrale scaricherà in aria nel medesimo momento, 3.900.000 mc/ora degli stessi gas. Ciò che l’impianto di teleriscaldamento si propone di togliere rappresenta quindi ben l’1,11% di quanto emetterà il camino della stessa centrale; in altre parole, l’Euganea tirerà via meno del 2% di emissioni aumentando le stesse del 98% rispetto all’esistente.

2. Secondo i dati dell’Euganea la quantità di Ossidi di azoto contenuta nelle emissioni della centrale è pari a 50 mg/Nmc .Sapendo che I metri cubi in uscita dal camino della centrale sono 3,9 milioni all’ora, i calcoli sono presto fatti: complessivamente abbiamo una emissione di: 50 x 3,9 x 1.000.000 = 185.000.000 mg di NOx all’ora = 185 kg/ora di ossidi di azoto emessi. Nello studio ENEA si afferma che gli ossidi di azoto rilasciati da tutto il comparto conciario, in base alla stima della potenza termica installata, è pari a 3,34 kg/ora. Quindi tutti gli ossidi di azoto che attualmente l’intero distretto produttivo della concia scarica in atmosfera sono solo l’1,82% di quanti ne emetterà in aria la centrale in funzione.

Nessun cenno, volutamente, Euganea fa sul resto degli inquinanti che un impianto che brucerà un miliardo di metri cubi di metano all’anno scaricherà in atmosfera per un raggio di 20 km: in particolare delle 290 tonnellate/anno di particolato (polveri fini), le famigerate PM 10, il più pericoloso degli inquinanti per la salute umana e le oltre 40 tonnellate/anno di formaldeide CH2O, fortemente cancerogena.

Siamo ansiosi infine di vedere chi, tra i soggetti pubblici e privati del territorio ed in particolare tra gli imprenditori, avrà il coraggio ed il gusto dell’azzardo di accettare di entrare nella tanto decantata NEWCO avventurandosi in un progetto in cui il ritorno dell’investimento appare tanto precario quanto incerto e lontano nel tempo.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 14:44 | link | commenti (2) |
comunicati

venerdì, ottobre 03, 2003

[Comunicato n. 8] COMUNICATO STAMPA DEL 02/10/2003: Preso atto dell’incredibile e calunniosa affermazione dell’Euganea Energia, che per bocca di Renato Cegalin, ha sostenuto sulla stampa di aver subito “angherie” dai comitati anticentrali, angherie che non abbiamo mai fatto e che non rientrano nella nostra linea di comportamento, come comitati abbiamo deciso di non essere presenti a Vicenza in occasione della presentazione del progetto dell’Euganea Energia prevista per Venerdì 3 Ottobre 2003.

Riteniamo di avere sufficientemente mostrato la nostra capacità di mobilitazione e di avere già fatto sentire assai forte la voce del NO, in occasione della manifestazione di Giovedì 25 Settembre scorso con oltre 20.000 presenze di cittadini dell’Ovest Vicentino.

Invitiamo quindi i cittadini ad ignorare la presentazione del progetto e a non attuare alcuna forma o azione di protesta in città, al fine di evitare qualsiasi provocazione o strumentalizzazione. Troviamo semplicemente inaudito che in questi quasi 2 anni, Euganea Energia non abbia mai trovato il tempo, se davvero credono alla bontà del suo progetto, di presentare direttamente a Montecchio Maggiore alla popolazione locale, le sue proposte d’impianti e di compensazioni, preferendo farlo solo ora, a porte chiuse e a chilometri di distanza.

I comitati scelgono invece coerentemente, di stare in mezzo alla gente e dare voce al NO dei cittadini dell’Ovest Vicentino e in concomitanza con la presentazione di Euganea Energia saranno in piazza a Montecchio Maggiore durante il mercato settimanale.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 10:28 | link | commenti (2) |
comunicati