Associazione No alla Centrale

Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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La nostra bandiera

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mercoledì, novembre 26, 2003

[ Lonigo. A breve l’assemblea pubblica per capire i motivi del «no» al nuovo impianto termoelettrico a Montecchio ] - [ NON C'E' LA CENTRALE, NASCE IL COMITATO ]

Finora da Lonigo si è guardato alla ventilata costruzione di una grande centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore con un certo distacco, come se la cosa non riguardasse le sorti del Basso Vicentino. Ora, da parte di due giovani leoniceni, si leva una voce per chiedere interesse e mobilitazione nei confronti di un problema di interesse generale. «Il nostro Comune ? spiega Lorenzo Gentilin, promotore assieme alla moglie Katia Cristoferi di un’iniziativa di mobilitazione su questo argomento ? si è schierato fin da subito contro la costruzione della centrale sostenendo i vari comitati sorti spontaneamente. Notiamo però che da parte dei cittadini di Lonigo, c’è una pericolosa tendenza a sottovalutare il problema e a rimanere passivamente a guardare. Ricordiamo che, anche se il consiglio regionale del Veneto ha promesso, sulla spinta della mobilitazione popolare, di far sì che la centrale non venga costruita, manca tuttavia ancora il no ufficiale indispensabile per mettere uno stop definitivo al progetto. Per questo è necessario non abbassare la guardia e per questo chiediamo ai nostri concittadini di mobilitarsi». «Pensiamo che sia sbagliato dire no solo per il gusto di opposizione o dire sì solo per obbedienza - continua Katia Cristoferi -. La cosa giusta da fare è interloquire con i responsabili portando motivazioni valide e proposte perseguibili. Come gran parte dei componenti dei vari comitati, anche noi siamo semplici cittadini che non fanno parte di movimenti ecologisti o di partiti politici. Semplicemente ci chiediamo se sia giusto produrre energia "per i nostri figli", dimenticandoci dei danni che potremmo arrecare ai "figli di altri", se non si possa investire in energie alternative, se questo tema non coinvolga solo le questioni legate all’ecologia e all’industria ma si allarghi invece ad altri temi come la giustizia, la pace e la personale responsabilità di ognuno». Entro qualche settimana i due attivisti organizzeranno un pubblico incontro per gettare le basi del comitato leoniceno anti centrale. «Ne abbiamo già parlato con il sindaco Boschetto - concludono ? il quale ci ha assicurato il suo incondizionato appoggio».

Lino Zonin, da Il Giornale di Vicenza del 24 novembre 2003

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giovedì, novembre 20, 2003

[ Ok alla mozione dei Comunisti italiani ] - [ IL CONSIGLIO PROVINCIALE PER LA SECONDA VOLTA VOTA CONTRO LA CENTRALE ]

(g. m. m.) La centrale incassa altri trenta no. È passata infatti all’unanimità ieri, in consiglio provinciale, la mozione proposta dal capogruppo dei Comunisti italiani Giorgio Langella, che ha sollecitato una nuova presa di posizione del consiglio di palazzo Nievo dopo quella votata (anche allora all’unanimità) nel luglio 2002. «Considerato che la commissione Via ha evidenziato, nel progetto presentato, gravi carenze soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale, che a distanza di oltre un anno il problema si ripresenta nella medesima, se non maggiore, gravità procurando nella popolazione un giustificato allarme, considerato che le motivazioni che hanno portato alla votazione unanime contro la costruzione di una nuova centrale termoelettrica a Montecchio non sono state in alcun modo rimosse e che sono ancora attuali, il consiglio provinciale ribadisce il proprio parere contrario e impegna la giunta a trasmettere tale valutazione negativa alla Regione». Così è accaduto che i 30 consiglieri presenti, da sinistra a destra, si sono ritrovati a votare una mozione proposta da un esponente dei Comunisti italiani. Nelle dichiarazioni di voto è parso chiaro che non era il caso di lasciarsi andare a troppi distinguo e ad argomentazioni troppo elucubrate, con il rischio di essere fraintesi, soprattutto dopo le piccole grandi polemiche delle scorse settimane, dentro e fuori la quarta commissione per le problematiche ambientali. Lo stesso assessore all'ambiente Walter Formenton ha preferito limitarsi a ribadire l’ormai scontato parere negativo che verrà dato al progetto attualmente in esame. E se Daniela Sbrollini (Ds) ricorda che il no va ribadito «tanto più in quel luogo, in una regione che ci risulta autosufficiente per la produzione di energia elettrica», Formenton ricorda come dai dati in circolazione l’autosufficienza c’era fino all’altro giorno, ma che in prospettiva futura, vale a dire attorno al 2010, il regime di produzione attuale non basterà più. Dai banchi della maggioranza, per bocca fra gli altri di Giulio Bertinato (Forza Italia) sono giunte parole di fiducia sul modus operandi adottato dalla giunta. Più di qualcuno ha poi sollevato dubbi sulla necessità di esprimersi un’altra volta, giudicandola pleonastica, come ha sottolineato Andrea Pellizzari (FI): «Credo che la contrarietà non abbia una scadenza: comunque, se c’è da votare, si vota». (Da Il Giornale di Vicenza del 19 novembre 2003

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venerdì, novembre 14, 2003

[ La Commissione V.I.A. Regionale il giorno 17 Novembre 2003 ha messo all' ordine del giorno la Valutazione di Impatto Ambientale della centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore. ]

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