Associazione No alla Centrale

Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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venerdì, dicembre 19, 2003

[Comunicato n. 14] FIDUCIA TANTA, PAZIENZA POCA Sono passati ormai tre mesi dalla manifestazione dei 20.000 di fine settembre, grazie alla quale molte porte finora chiuse per i comitati anticentrale si sono aperte, anche sulla spinta di tutte le forze politiche ormai unanimemente schierate per il NO alla Centrale.

Sono stati tre mesi di incontri e di attività a volte riportate dai giornali, a volte poco note anche se altrettanto fruttuose; incontri con i Ministeri, riconferme dei NO in Regione e in Provincia, sopralluoghi dei funzionari del Ministero dell’Ambiente ed altro ancora: noi c’eravamo e in tutte le occasioni abbiamo fatto sentire forte la voce della popolazione dell’Ovest Vicentino e il suo NO alla Centrale.

Sul piano nazionale, sono ormai dati acquisiti e difficilmente messi in discussione il fatto che le centrali turbogas abbiano un fortissimo impatto sull’ambiente, in particolare sull’aria, così come il fatto che certi black-out sono stati strumentalizzati e infatti quelle società che hanno ottenuto l’autorizzazione a costruire nuove centrali in giro per l'Italia stanno rivendendo il loro progetto attuando la classica speculazione economica.

L’unico soggetto a credere ancora che la centrale termoelettrica sia l’affare del secolo è Euganea Energia, che tra l’altro proclama a mezzo mondo di avere gli industriali dalla propria parte, senza aver dimostrato in alcuna sede di essere riuscita a raccogliere consensi e adesioni al suo progetto.

Siamo ancora in attesa di vedere quali riscontri avrà la dichiarazione del manager di Euganea, Cegalin, fatta in sede di V.I.A. in Regione a Venezia, che indica nel presidente della Camera di Commercio, Menarin, la persona che si sta occupando di trovare i consensi delle imprese locali al progetto; lo stesso Menarin peraltro non ha ancora smentito pubblicamente tale affermazione pur sapendo che i comitati e la popolazione sono pronti a marciare su Vicenza.

Il mondo della concia ha redatto un documento di netta contrarietà alla Centrale e alle compensazioni ambientali sulle acque proposte dal progetto Euganea e rifiuta di entrare nella società che dovrebbe gestire queste compensazioni. La stessa contrarietà hanno formalizzato nuovamente i comuni del progetto Giada e la società “Acque del Chiampo”.

A fronte di tutto questo, i comitati desiderano ribadire alcuni punti fermi:

1. Al di là delle promesse dei politici, contano gli atti ufficiali e la popolazione dell’Ovest Vicentino è ancora in attesa sia del parere tecnico della Commissione V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione Veneto sul progetto, sia della Delibera di Giunta che confermi la scelta del Consiglio Regionale di dire NO alla Centrale. Ci si aspetta che tali decisioni vengano prese in tempi brevi e non utilizzate in modo strumentale a ridosso delle future campagne elettorali, per correttezza e rispetto della volontà che la gente ha espresso da svariati mesi.

2. L’ipotesi dello spostamento della centrale in un luogo diverso da Montecchio è solo una voce di fantasia che non trova alcuna conferma. Nei prossimi giorni circoleranno altre voci, come quella di una proposta di centrale più piccola rispetto all’attuale progetto e della possibilità che su questo i Comitati trovino un accordo con la società proponente. Anche in questo caso, il nostro punto fermo è e rimane: NO ad alcun compromesso, NO a qualsiasi tipo di impianto: l’Ovest vicentino in tema di impatti sull’ambiente non può veder aggiunto nulla di più, anzi si deve continuare a rimuovere fattori di degrado ambientale ed a diminuire il carico di inquinamento.

3. Siamo molto fiduciosi, ma la nostra pazienza sta per finire: non è nostra volontà fare come Scanzano Ionico: non abbiamo mai ritenuto necessario, nella nostra lotta, superare i confini della legalità e bloccare strade, autostrade, ferrovie, ecc. Scanzano però dimostra che “contro la volontà della gente non si può andare e non esistono decisioni che non possono essere cambiate” e se le forme di protesta civili e pacifiche non saranno sufficienti per bloccare questa Centrale, non esiteremo (nostro malgrado e come soluzione estrema) a ricorrere ai metodi di Scanzano Ionico. La prima azione che attueremo, come chiesto dalla popolazione nella manifestazione del 25.09.2003, sarà il blocco completo della città di Vicenza. A tale proposito, a fine gennaio, se non interverranno fatti nuovi, sarà organizzata un’assemblea pubblica per decidere quando e come attuare le nuove azioni di protesta.

Per inviare contributi allo scopo di sostenere i Comitati e permettere l’avvio di azioni sul piano legale contro il progetto: c/c bancario n. 452079 della Banca Popolare di Verona e Novara Filiale di Tezze di Arzignano ABI: 5188 • CAB: 60122

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 11:51 | link | commenti |
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