Associazione No alla Centrale

Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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martedì, febbraio 17, 2004

[Comunicato n. 17] COMUNICATO STAMPA DEL 13 FEBBRAIO 2004

NO A QUALSIASI TIPO DI CENTRALE

Colpo di scena: dopo due anni di lotte, d’improvviso si scopre che I COMITATI ANTICENTRALE AVEVANO RAGIONE e che la Centrale termoelettrica da 760 megawatt che Euganea Energia vorrebbe costruire a Montecchio è incompatibile con il territorio dell’Ovest vicentino.

o sentenzia il recente studio tecnico di valutazione presentato dalla Camera di Commercio,che boccia in modo netto il progetto, evidenziandone le lacune, ribadendo l’irrealizzabilità delle compensazioni ambientali sulle acque e confermando tutti gli impatti in atmosfera dell’impianto. Lo conferma la netta presa di posizione odierna dell’Associazione Industriali, che per bocca del presidente Calearo ha dichiarato la contrarietà degli imprenditori tutti. Con la speranza che anche i vicepresidenti dell’Assindustria locale Masello e Malfermo siano allineati con le posizioni del loro Presidente.

Chi vuole una centrale a tutti i costi però non si rassegna e ha già rilanciato, facendo circolare l’ipotesi di realizzare un impianto di metà potenza. Si tratta dell’ennesima trovata nel tentativo di vestire il lupo da agnello; un tentativo che non ha alcuna concreta possibilità di diventare realtà e che è quindi destinato a rimanere sulla carta, visto che il procedimento di valutazione in corso riguarda ancora ed unicamente il progetto da 760 megawatt presentato da Euganea Energia e universalmente respinto da Istituzioni e mondo economico. A certi personaggi della Camera di Commercio i Comitati ricordano che, nonostante i vari tentativi di far circolare una soluzione alternativa al progetto esistente (nella speranza che si abbassi il livello di opposizione della popolazione e delle amministrazioni locali), le decisioni definitive spettano ancora alla Regione Veneto ed ai ministeri competenti, sentiti i pareri delle rispettive Commissioni di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale). Decisioni che non possono passare sopra al coro di NO espresso dalle Comunità locali, dalle forze sociali, dall’intera popolazione dell’Ovest vicentino ed oggi finalmente anche dagli Impenditori.

Chi sostiene poi che la gente è rassegnata e che la centrale si farà comunque, mente sapendo di mentire, dimentica di proposito che sono ormai passati tre anni senza che Euganea porti a casa un solo risultato o un solo consenso al suo progetto e ha già scordato che appena qualche mese fa in piazza più di 20.000 cittadini hanno riaffermato il loro No nella più grande manifestazione che il vicentino ricordi.

Il giochetto di cambiare nuovamente le carte in tavola con l’ennesimo cambio di vestito all’impianto (come se non ce ne fossero stati già abbastanza) ha il sapore di una presa in giro ed è destinato a morire ancor prima di vedere la luce, anche perché i cittadini non sono così sprovveduti (come pensa qualcuno accecato dall'ansia di ottenere solo il proprio interesse economico): ed è venuto il momento che il VIA regionale la smetta di tergiversare favorendo i furbacchioni che vogliono a tutti i costi questo impianto.

IL NO ALLA CENTRALE DELL’OVEST VICENTINO È SCOLPITO SUL GRANITO: ED E' TEMPO CHE EUGANEA ENERGIA ED I SUOI SPONSOR SI RASSEGNINO

Comuni e Comitati riaffermano con forza e di nuovo la loro contrarietà a qualsiasi tipo di impianto termoelettrico, un NO per legittima difesa a tutela della salute nostra e dei nostri figli; un NO coerente con gli impegni di ridurre, in questo territorio, i carichi inquinanti; impegni che che la Regione Veneto ed i Comuni del Progetto Giada, assieme alla Provincia, si sono dati e che vanno rispettati.

ORA SIAMO IN ATTESA DI VEDERE CHI SI AZZARDERÀ, PRESSO LA REGIONE O PRESSO I MINISTERI, A RIAPRIRE UNA PORTA AD EUGANEA ENERGIA, DOPO CHE TUTTE LE PORTE SONO STATE CHIUSE.

Evidentemente due pacifiche manifestazioni non sono bastate, ci costringeranno di nuovo a scendere in piazza con la consapevolezza che stavolta occorrerà lasciar perdere le buone maniere e far sentire concretamente quanto sia alto il livello di irritazione e di esasperazione della popolazione dell’Ovest vicentino.

Se le azioni finora attuate non sono bastate a mettere una pietra tombale su questa centrale camaleonte, vuol dire che è venuto il momento di alzare il livello dello scontro e di attuare azioni di protesta più pesanti e più incisive anche verso quei soggetti istituzionali che continuano a sostenere l’idea di di fare una centrale a tutti i costi a Montecchio Maggiore. Il punto sulla situazione e le nuove azioni da attuare saeranno il tema della prossima ASSEMBLEA PUBBLICA prevista per Giovedi 04/03/2004 alle 20.30 al Polisportivo di Montecchio Maggiore.

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comunicati

martedì, febbraio 03, 2004

DA DOVE NASCE LA TROVATA DELLA CENTRALE DA 400 MEGAWATT?

Tutto nasce da un ottimo studio di tre professori universitari commissionato dalla Camera di Commercio di Vi, che di seguito per brevità chiameremo studio CAMCOM, le cui conclusioni rispetto al progetto di centrale proposta da Euganea confermano tutti gli impatti in aria che noi, Comitati Anticentrale, abbiamo evidenziato in questi due anni, ne evidenziano le lacune progettuali e bocciano in modo inequivocabile le compensazioni ambientali sulle acque. Nel proporre una soluzione alternativa, lo studio sostiene che una centrale pari o inferiore a 400 megawatt potrebbe non alterare lo stato ambientale della zona, farebbe pari con il suo impatto, a due precise ed onerosissime condizioni ben esplicitate nelle conclusioni dello studio:

1. Essere dotata di un raffinato sistema di abbattimento fumi, di tipo catalitico, come viene richiesto negli USA, che da noi nei progetti di centrale nessuno propone per i costi altissimi e, mi dicono, perché ogni anno i costosissimi filtri vanno sostituiti;

2. Che la centrale alimenti un sistema di teleriscaldamento al quale tutto sia allacciato (case, fabbriche, edifici pubblici etc) in un raggio almeno di 9 Kilometri, altra impresa titanica e dai costi facilmente immaginabili.

Quello che sta succedendo ora è semplice: Camera di Commercio ed Industriali caldeggiano questa soluzione, guardandosi bene dal mettere in evidenza le due conditio sine qua non, le due condizioni indispensabili che i tecnici hanno delineato.

Lo fa in particolare Franco Masello, responsabile Energia della CAMCOM, uno dei vicepresidenti Assindustria nonché amministratore della DEROMA di MALO, in compagnia dell’altro vicepresidente Assindustriali Malfermo, sostenendo pubblicamente la tesi che la centrale sta bene da noi nell’Ovest vicentino perché chi ha le industrie che consumano corrente e che producono molto, deve farsi carico della produzione di energia pagandone le conseguenze, stante l’attuale ed il futuro fabbisogno energetico della provincia.

LE RAGIONI DEL NOSTRO NO

all’ipotesi di una centrale da 400 megawatt

NOI non vogliamo un impianto da 400 per le seguenti ragioni:

1. Gli impatti in aria in proporzione sono più alti di una da 760 mgw, come gli stessi dati dello studio confermano: metà potenza non significa metà impatti, tutt’altro, come evidenziano i grafici dello studio CAMCOM; invece di consumare una quantità di metano di oltre un miliardo di metri cubi di metano all’anno, pari al consumo di tutta la provincia (dati del prof. Gasparella, un. di PD, uno dei 3 autori lo studio, ne consumerà la metà, ma i numeri danno l’idea di cosa bruci il mezzo colosso.

2. Rimangono gli impatti termici di un raffreddamento ad aria imponente, l’impatto visivo, l’acqua prelevata dalle falde, l’impatto acustico dei megaventilatori da raffreddamento, l’impatto elettromagnetico, tutte questioni non prese in considerazione dallo studio CAMCOM (si chieda all’Assessore Formenton per l’impatto termico, è la cosa che lo ha sempre preoccupato di più per questo progetto).

3. E’ notorio che le taglie da 400 di centrale sono poco redditive e l’operazione più diffusa in Italia si chiama RIPOTENZIAMENTO, dove si raddoppiano proprio queste; Portogruaro, progetto nuovo, insegna: nata da 400 è subito passata ad 800; una volta fatta, quando si porrà il problema di disporre di più corrente, è più facile raddoppiare un sito esistente piuttosto che cercarne uno nuovo con i casini , ci si passi il termine, che ciò comporta.

4. Anche se la centrale da 400, con le onerosissime compensazioni, irrealizzabili secondo i tecnici per i costi, fa pari tra ciò che emette e ciò che toglie, non ci siamo: il piano regionale di risanamento atmosferico ed il progetto Giada prevedono la RIDUZIONE delle emissioni in atmosfera, non il mantenimento dello status quo; se uno fosse nell’acqua fino al collo ed uno le dicesse: ti aggiungo un ettolitro da sopra e te ne tolgo uno da sotto, chi accetterebbe? E chi garantisce che le due cose saranno fatte in contemporanea? Se la autorizzano, ci immaginiamo come andrà: la costruzione dell’impianto a velocità supersonica, le compensazioni, un intoppo dietro l’altro. Credete che ci sia da fidarsi di una società che pur di costruire questa centrale è disposta a cambiare continuamente le carte in tavola?

5. Il ragionamento con cui Masello vuole legittimare il posizionamento dell’impianto a Montecchio è ridicolo: l’ovest vicentino, per quello sviluppo che ha raggiunto e per ciò che produce, si tiene in casa 12.000 tonnellate l’anno di solventi inodori e cancerogeni, 5 depuratori e relative puzze e fanghi, 9 discariche per rifiuti speciali e 5 normali, una statale per la quale passa una media di 80.000 veicoli al giorno, tanto per citare alcune conseguenze dello sviluppo. Perché dovrebbe papparsi una centrale termoelettrica da 400 MgW in grado di coprire l’81 % delle necessità energetiche della provincia (dati studioCAMCOM) ? Perché farla da noi, ove l’industria conciaria, secondo i dati GRTN disponibili, consuma la metà dell’energia elettrica che consuma il settore siderurgico e idem il tessile, meno del settore plastica, pari quasi alla chimica, un terzo quasi della meccanica? Dal 2001 al 2002, il settore pelli e cuoio ha diminuito i consumi del -5,5%, la plastica ha aumentato del +39,5 ed il settore laterizi, il settore di Masello, ha aumentato i consumi del +33,9%. Ecco spiegato perché sta tanto a cuore a Masello l’avere una centrale a portata di mano!! Siamo curiosi di vedere i dati 2003, ancora non disponibili, ma è troppo comodo per certi industriali proporre localizzazioni distanti da casa loro solo perché i conciari per definizione sono brutti, sporchi e cattivi: non saranno stinchi di santi, ma intanto si vada a vedere i dati del progetto Giada e i risultati che il distretto industriale ha raggiunto in termini di riduzione delle emissioni in aria ed anche in acqua. La pattumiera pian piano si sta riducendo, però per certi personaggi resta sempre pattumiera per definizione e lì sta bene portare una centrale. Le grandi acciaierie sono a Vicenza, c’è una città intera da teleriscaldare, perché non farla lì?? Perché Masello, se vuole la corrente a buon mercato, non se la fa a Malo questa benedetta centrale?

6. Gli esperti di energia non ragionano più nemmeno su scala nazionale; su tutti i prodotti e le merci gli stessi industriali ci hanno fatto una testa così di globalizzazione, di scambi internazionali senza frontiere, di assoluta libertà di concorrenza su scala planetaria e invece per la corrente, una merce che notoriamente se un problema non ha è quello di viaggiare per kilometri e kilometri, per la corrente dicevo, continuano a battere il chiodo di Vicenza, anzi, di Montecchio, delle necessità locali la cui unica soluzione per loro è di prodursela in casa. Ormai anche i cani della provincia, tanto se ne è parlato e scritto e discusso, sanno che il vero problema di Vicenza è oggi nella distribuzione dell’energia, non nell’approvvigionamento: gli unici a far finta di non saperlo sono i personaggi come Masello e certi industriali di Vicenza. E che dire delle 26 autorizzazioni del Ministero, di cui 20 centrali nuove, per oltre 12.000 megawatt in più?? Da una parte ci sono i black out e dall’altra solo di 8 nuove centrali autorizzate sono partiti i lavori: solo due sono ferme per colpa dei comitati locali e degli ambientalisti; come mai le grandi società che hanno il via libera non hanno cominciato a costruirle?? Un rapporto di Legambiente 11/2003 parla di centrali fantasma, già 5 autorizzazioni sono passate di mano, rivendute in un ignobile mercato di carte; un’autorizzazione per un impianto da 400 Mgw, vale dai 15 ai 20 milioni di Euro, esclusi gli ordini dei componenti. Conoscendo Euganea Energia, che ha sul groppone due anni di spese progettuali e il costo del terreno già acquistato per un valore molto più alto di quello che vale (acquistato in verità da Euganea Immobiliare, la società che vuole ristrutturare lo stadio Menti di VI, i cui soci sono gli stessi di Euganea Energia, cioè Bitetto, Cegalin, che dopo se lo rivenderanno), posso scommetterci quel che si vuole che il giorno dopo l’OK del Ministero, mette all’asta l’autorizzazione.

Siamo qui in attesa di vedere chi presso la Regione Veneto e presso i Ministeri si azzarderà ad aprire questa nuova porta all’Euganea: chi lo farà, se di politico si tratta, pagherà caro in termini elettorali. Dopo le uscite di Masello e Malfermo, la tensione è salita e la gente ha l’impressione che qualcuno voglia fare il favore all’Euganea, è molto irritata ed aspetta solo passi falsi di qualcuno per sfogare la rabbia e la frustrazione di questi due anni di continua angoscia. E davvero occorre prepararsi perché, se due manifestazioni pacifiche non sono bastate, forse è venuto il momento di cominciare a lasciar perdere le buone maniere e passare alle vie di fatto.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 09:15 | link | commenti (1) |
documenti

domenica, febbraio 01, 2004

[Comunicato n. 16] LA NOSTRA POSIZIONE UFFICIALE sull’ipotesi di scendere in campo direttamente alle prossime elezioni amminstative: La reazione dei sindaci Signorin e Ceccato e di altri alle parole di Luciano Panato,del coordinamento dei Comitati, che nel Giornale di Vicenza di ieri ha paventato l’ipotesi di un impegno diretto in politica dei Comitati, ci stupisce per la sua tempestività e appare come una levata di scudi che ci conferma quanto alto sia il timore per la nostra capacità di mobilitazione e di aggregare consensi. E’ però allarmismo sproporzionato rispetto alla sostanza delle cose e pochi hanno compreso il senso delle dichiarazioni di Luciano.

Dal ventilare una possibile futura strategia di azione, tra l’altro esplicitamente vincolandola alla decisione a maggioranza di una pubblica assemblea e il presentare la cosa come un fatto compiuto, ce ne passa. Ribadiamo una volta per tutte che, per i comitati, scendere in politica rimane l’extrema ratio, la scelta più impegnativa e meno gradita per tutto il coodinamento.

Una scelta che diverrà obbligata solo nel momento in cui fosse evidente la volontà, in chi deve decidere sulla centrale, di utilizzare l’attendismo ed il non prendere decisioni come mezzo per permettere all’Euganea di raggiungere il suo obiettivo.

Ad oggi, tra le due ipotesi ventilate da Luciano, è molto meno remota la possibilità che, in mancanza di fatti nuovi, alle possime Europee si invitino i cittadini a scrivere sulla scheda un bel “No alla centrale” piuttosto che la scesa in campo nelle amministrative.

Certo che, le prese di posizione recenti di Camera di Commercio per bocca di Masello, spalleggiato dall’ineffabile Malfermo degli industriali, hanno fatto crescere in modo esponenziale la tensione e la rabbia nostra e dei cittadini dell’ovest vicentino: è evidente che è stata lanciata l’offensiva per far passare l’idea di un impianto da 400 megawatt, riaprendo una porta all’Euganea quando tutte le altre sono state chiuse e ciò mette a dura prova la nostra pazienza.

Si tranquilizzino i sindaci : nessuno vuole sconvolgere o alterare il panorama politico locale: meglio che dedichino le loro energie per stroncare sul nascere questo ennesimo tentativo di cambiare le carte in tavola lanciato dagli sponsor della centrale, piuttosto che per ridimensionare noi.

Quanto all’affermazione da veggente di Ceccato sulla naturale collocazione a sinistra dei comitati, appare semplicemente ridicola e ha il sapore di una uscita da campagna elettorale; è ora che tutti la smettano di appicicarci etichette: abbiamo dimostrato con i fatti di non avere colori politici. L’unica bandiera che ci identifica è esposta su migliaia di balconi nell’Ovest vicentino. Ci è sgradito perfino essere chiamati ambientalisti: è un appellativo del quale non siamo degni, che fa torto ai veri ambientalisti che da anni lottano senza visibilità e senza riconoscimenti di sorta per frenare il degrado ambientale delle nostre valli. Noi ci siamo occupati finora di una singola questione, senza metter becco sul resto delle problematiche che rendono così critica la situazione ambientale e che condizionano pesantemente la salute e la qualità di vita della gente dell’ovest vicentino. Infine, sull’uscita polemica di Luciano verso il centro destra, si possono non condividerne i toni e la parzialità: ma confermo come essa esprima un disagio e l’amarezza di molti di noi: in questi ultimi tempi abbiamo la sensazione che vi sia stato un calo di tensione e di attenzione da parte di quei politici che, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, ribadisco, senza distinzione di schieramento, ci hanno fino ad oggi supportato. Questo non tanto a livello locale, ove i sindaci continuano a fare la loro parte, ma a Roma ed a Venezia. Il fatto che non si muova un chiodo a livello di Commissioni VIA non ci fa certo felici; ci si aspettava inoltre una risposta adeguata alle affermazioni di Euganea che fa titolo di vanto degli appoggi e di corsie preferenziali presso i ministeri ed il governo e che delegittima pubblicamente la Regione; ci si aspetta decisamente ora un segnale chiaro di tutte le forze politiche rispetto al tentativo spudorato degli sponsor di Euganea di far passare l’idea della fattibilità di una centrale più piccola, spacciata perfino come benefica per l’ambiente. Non va dimenticato che i comitati sono composti da persone comuni, non da alieni: il silenzio di chi li rappresenta, perché da loro eletto, se infastidisce e disorienta i cittadini, non può certo lasciare indifferenti i comitati.

Postato da: AssociazioneNoAllaCentrale a 16:13 | link | commenti (2) |
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