Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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PER LA SERIE: C'È GENTE CHE STA PEGGIO DI NOI
FOGLIO DI VIA - NUOVE POLEMICHE CONTRO LA CENTRALE DI PORTO TOLLE
Roma, 24 maggio - Il governo non dà risposte sul futuro delle Centrale di Porto Tolle, sia per quanto concerne la valutazione d’impatto ambientale e relativa ambientalizzazione ma anche per la trattativa sulle forniture di orimulsion che, stante questa empasse, non dà garanzia per il futuro dell’impianto stesso e dei suoi lavoratori.
È quanto ha sostenuto Franco Grotto dello Sdi, componente della Commissione Attività produttive della Camera, che si è detto insoddisfatto della risposta avute su una sua interrogazione nel corso del "question time" riguardante gli aggiornamenti del progetto di riconversione della centrale termoelettrica di Porto Tolle.
Nel frattempo l'Enel – ha "rincarato la dose" Grotto - oltre a non dare certezze sul futuro della centrale, mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori, non procedendo alla dovute manutenzioni dell'impianto stesso".
Il Governo dimostra così - ha quindi concluso il socialista dell’Ulivo - "una inadeguata capacità di seguire le problematiche esistenti, non risolvendo le questioni più urgenti ed in particolare sottoponendo il territorio del delta del po a rischi continui per quanto riguarda la salute e la sicurezza dei cittadini".
Da e-gazette.it
[Comunicato n. 23] AGGIORNAMENTO DELLA SITUAZIONE A FINE MAGGIO 2004
Lunedi 17 maggio vi è stata la seconda riunione della Commissione VIA regionale: apprendiamo dalla stampa che l’organismo tecnico, all’interno della valutazione comparata che sta effettuando sulle proposte di centrali termoelettriche presentate alla nostra Regione, ha deciso di chiedere ai tre proponenti le centrali termoelettriche in Regione Veneto (progetti presentati a Montecchio Maggiore, Cona e Loreo) delle integrazioni relative ai progetti.
Questo significa che occorrerà aspettare che i proponenti presentino ulteriori studi e documenti ed i tempi si allungano di molto, contrariamente ai tempi brevi preannunciati un mese fa ad Arzignano, durante una assemblea pubblica, dall’ ing. Morandi del Via regionale su indicazione dell’Assessore Chisso.
Come Comitati Anticentrali consideriamo scandalosa la proroga all'Euganea; significa concedere di continuo alla società di porre rimedio alle evidenti manchevolezze e lacune progettuali che dovrebbero essere il motivo per bocciare il progetto.
È l'ennesimo favore fatto ad Euganea Energia, si continua a dar loro la possibilita di mettere pezze ad un progetto che fa acqua da tutte le parti.
Le ragioni tecniche per bocciarlo c'erano tutte senza bisogno di chiedere integrazioni, ma evidentemente vi è l'indicazione dall'alto di trascinare la cosa ancora e di dare altro ossigeno ad Euganea Energia.
Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto del fatto che ad Arzignano qualche tempo fa qualcuno ha voluto soltanto prenderci in giro, raccontandoci cose che non corrispondono alla verità e che sono in piena contraddizione con l'evolversi della situazione e con le scelte del VIA.
Ancora una volta quindi ribadiamo alla popolazione dell’Ovest vicentino che la vicenda Centrale termoelettrica è ben lontana dall’essersi conclusa e che non possiamo abbassare la guardia.
Montecchio Maggiore - Centrale, l’ennesimo rinvio
La Provincia: «Sito controindicato». I comitati: «Una manovra» Ma la società Euganea sostiene che la procedura è quella prevista
I periti chiedono altri dati così la Regione fa slittare la decisione
«Ma non doveva essere finito tutto entro maggio?». A Montecchio arriva la notizia che non t'aspetti e al mercato settimanale in piazza c'è chi comincia a masticare amaro. Il progetto della centrale firmato Euganea Energia continua il suo corso in Regione, dopo che la commissione V.i.a. ha chiesto altri dati. Dopo l'estate forse, arriverà quel giudizio tecnico che da mesi tiene col fiato sospeso, cittadini, comitati e la stessa Euganea.
È un nulla di fatto che lascia spazio alla delusione quello che arriva da Venezia, non tanto per lo slittamento dei tempi, che in qualche modo erano prevedibili, quanto per quella promessa fatta meno di un mese fa, dai tecnici del V.i.a., per conto dell'assessore regionale Renato Chisso, che in un incontro pubblico ad Arzignano si erano esposti nel dire che la commissione tecnica avrebbe dato un parere sull'impianto di Montecchio in breve tempo.
Quello che è certo invece è che il 17 maggio scorso nella riunione per la valutazione d'impatto ambientale, sono state chieste delle integrazioni di progetto a tutti i tre proponenti di centrali in Veneto, integrazioni che hanno a che vedere soprattutto con le dispersioni di ossido d'azoto, ma anche con quel calore provocato da 20 mila metri cubi d'aria calda al secondo. Chiaro dunque che a questo punto si allungano i tempi perché il V.i.a. dovrà attendere i documenti delle tre società proponenti. Oltre a Montecchio infatti si stanno studiando centrali anche a Loreo in provincia di Rovigo e a Cona nel Veneziano.
L'assessore provinciale Walter Formenton, che il 17 maggio fu presente alla commissione V.i.a. spiega che in questa fase «i tecnici, pur essendo stati nominati dalla parte politica, stanno lavorando in autonomia e solo alla fine della valutazione consegneranno alla giunta regionale il risultato della comparazione. Sembra chiaro in ogni caso - aggiunge Formenton - che il V.i.a. darà parere favorevole ad uno dei tre siti, ma considerando che a Montecchio esistono molte controindicazioni e l'impianto di Loreo è vicino a quello di Portotolle…».
Duro invece, e sensa puntini di sospensione, il commento dei comitati che in una nota scrivono: «Consideriamo scandalosa la proroga all'Euganea; significa concedere di continuo alla società di porre rimedio alle evidenti manchevolezze e lacune progettuali che dovrebbero essere il motivo per bocciare il progetto. È l'ennesimo favore fatto ad Euganea Energia, si continua a dar loro la possibilità di mettere pezze ad un progetto che fa acqua da tutte le parti. Le ragioni tecniche per bocciarlo c'erano tutte senza bisogno di chiedere integrazioni, ma evidentemente vi è l'indicazione dall'alto di trascinare la cosa ancora e di dare altro ossigeno ad Euganea Energia. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto del fatto che ad Arzignano qualche tempo fa qualcuno ha voluto soltanto prenderci in giro, raccontandoci cose che non corrispondono alla verità e che sono in piena contraddizione con l'evolversi della situazione e con le scelte del V.i.a.».
Non canta vittoria comunque Euganea Energia che per bocca del suo rappresentante Renato Cegalin spiega che «quello della commissione tecnica è un atto dovuto conforme alla procedura, così come avevamo sempre chiesto. La commissione sta facendo il suo lavoro, cioè sta valutando il progetto dal punto di vista tecnico e non politico. Del resto da quando tre anni fa siamo partiti per studiare l'impatto nell'ovest vicentino, anche la tecnologia ha fatto il suo corso. Oggi per esempio abbiamo a disposizione impianti che abbattono gli ossidi di azoto almeno del 50%, che due anni e mezzo fa non esistevano».
Scavalca la questione politica invece Cegalin, dopo i no ripetuti prima dal governatore Galan, poi dell'assessore Chisso, passando per il Consiglio regionale veneto. «Sono cose che non mi toccano - ribatte Cegalin - mi aspetto delle risposte tecniche e non politiche a questo progetto di centrale ed è quello che sta avvenendo». Eugenio Marzotto
Da Il Giornale di Vicenza del 22 maggio 2004
[Comunicato n. 22] COMUNICATO del 13/05/2004 DAVVERO NON FANNO PIU’ LA CENTRALE?
Questa è la domanda che sempre più spesso i cittadini dell’Ovest vicentino ci pongono.
Una domanda alla quale non possiamo che dare la stessa risposta: la parola fine alla questione centrale termoelettrica non può che venire da un atto ufficiale scritto. Non perché i Comitati non si fidino delle istituzioni e di tutti quei rappresentanti politici che più volte ed in più sedi hanno affermato che questa centrale non si farà, ma per un fatto tecnico di procedura. Solo una delibera scritta della Giunta Regionale, regolarmente pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto ha validità nei confronti dei Ministeri dell’ambiente e delle Attività Produttive.
Il vero fatto positivo è che il 3 maggio è finalmente iniziata la Valutazione di Impatto presso il VIA regionale, passaggio tecnico importante ed indispensabile perché la Giunta possa poi prendere la propria decisione politica; l’organismo sta effettuando una valutazione comparata su tutti i tre progetti di centrali presentati alla Regione Veneto (Cona e Loreo, oltre che Montecchio), i cui esiti ci si augura confermino tutte le posizioni e le ragioni tecniche che fanno di Montecchio il sito assolutamente inadatto per una centrale termoelettrica.
Di certo però non saranno rispettati i tempi preannunciati durante un recente convegno ad Arzignano: il Via Regionale si riunisce una volta ogni 15 giorni e saranno necessarie svariate sedute per elaborare un giudizio: passeranno dunque alcuni mesi, a riconferma che c’è ancora molta strada da fare.
Non va dimenticato poi che, oltre al livello regionale, il NO all’impianto deve essere confermato dai Ministeri: dunque la strada è ancora lunga e non è il caso di abbassare la guardia e pensare che la storia sia chiusa: al contrario, i Comitati invitano i cittadini a stare all’erta e pronti ad ogni evenienza; rinnovando inoltre l’invito ai Candidati Sindaci dei Comuni dell’Ovest vicentino a dichiarare pubblicamente e in modo chiaro la loro posizione sulla questione Centrale, consigliamo agli elettori di non dare preferenza a quelle liste e a quei candidati che tentano di barcamenarsi e non hanno il coraggio di prendere pubblicamente posizione contro l’impianto.
E A PROPOSITO DI IMMINENTI ELEZIONI: Come già dichiarato da tempo, il Coordinamento dei Comitati ha deciso di non presentare nell’Ovest Vicentino alcuna lista con il proprio simbolo e con i componenti dei Comitati e di mantenersi al di sopra della competizione tra le forze politiche.
Questo non impedisce che alcuni dei componenti del Coordinamento dei Comitati, a titolo personale e a seconda della propria esperienza e collocazione politica, in risposta talvolta alle proposte di partiti e di liste del territorio, possano candidarsi nei vari Comuni: l’augurio dei Comitati è che, indipendentemente dai colori politici, possano raggiungere un numero tale di preferenze da poter entrare nei Consigli Comunali e portare il loro contributo in nome dei valori condivisi che guidano la nostra azione; un augurio va anche ai molti candidati che, pur non appartenendo al Coordinamento Comitati, ci hanno sostenuto ed aiutato (e continueranno certo a farlo) a prescindere dagli schieramenti di appartenenza.
DAVVERO NON FANNO PIÙ LA CENTRALE? È questa è la domanda che sempre più spesso i cittadini dell’Ovest vicentino pongono ai Comitati anticentrale, i quali non possono che dare sempre la stessa risposta: “la parola fine alla questione centrale termoelettrica non può che venire da un atto ufficiale scritto”. Non è una mancanza di fiducia verso le istituzioni, precisano, quanto la necessità di un’ufficializzazione della decisione che dovrà pervenire dalla Giunta Regionale, chiamata ad esprimersi sull’impianto di Montecchio Maggiore nei confronti del Ministero dell’Ambiente e delle Attività produttive. Carta canta insomma.
Il fatto positivo è che il 3 maggio è finalmente iniziata la Valutazione di Impatto presso il VIA regionale, passaggio tecnico importante ed indispensabile perché la Giunta possa poi prendere la propria decisione politica; l’organismo sta effettuando una valutazione comparata su tutti i tre progetti di centrali presentati alla Regione Veneto (Cona e Loreo, oltre che Montecchio), i cui esiti ci si augura confermino tutte le posizioni e le ragioni tecniche che fanno di Montecchio il sito assolutamente inadatto per una centrale termoelettrica.
Di certo però non saranno rispettati i tempi preannunciati durante un recente convegno ad Arzignano: il Via Regionale si riunisce una volta ogni 15 giorni e saranno necessarie svariate sedute per elaborare un giudizio: passeranno dunque alcuni mesi, a riconferma che c’è ancora molta strada da fare.
Non va dimenticato poi che, oltre al livello regionale, il NO all’impianto deve essere confermato dai Ministeri: dunque la strada è ancora lunga e non è il caso di abbassare la guardia e pensare che la storia sia chiusa: al contrario, i Comitati invitano i cittadini a stare all’erta e pronti ad ogni evenienza; rinnovando inoltre l’invito ai Candidati Sindaci dei Comuni dell’Ovest vicentino a dichiarare pubblicamente e in modo chiaro la loro posizione sulla questione Centrale, consigliano agli elettori di non dare preferenza a quelle liste e a quei candidati che tentano di barcamenarsi e non hanno il coraggio di prendere pubblicamente posizione contro l’impianto.