Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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[Comunicato n. 26] Comunicato stampa del 28 luglio 2004
In relazione alle dichiarazioni apparse sulla stampa di ieri, in cui si ipotizza un accordo tra Comitati e polo conciario, il Coordinamento dei Comitati anticentrali Ovest Vicentino prende atto delle dichiarazioni di disponibilità ed attenzione verso la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo compatibile del presidente dei conciatori Beschin ma puntualizza che attualmente il primo obiettivo per i Comitati rimane inderogabilmente impedire la costruzione di quel cerbero a tre teste che corrisponde alla centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore.
Solo a fronte di questo risultato e a questione centrale chiusa si potranno gettare le basi per un percorso comune e condiviso tra Comitati e polo conciario allo scopo di verificare la compatibilità ambientale delle soluzioni che saranno proposte per i problemi dei fanghi e delle acque del distretto conciario.
Il coordinamento comunica di aver elaborato e trasmesso alle competenti autorità 16 fitte pagine di osservazioni (alcune con rilievi clamorosi) a seguito della pubblicazione dell’ AVVISO PUBBLICO sul quotidiano “Il Corriere della Sera” del 30 giugno 2004 ai sensi del decreto legislativo 04/08/1999 e della legge N° 55/2002, relativo alle integrazioni richieste dal MINISTERO DELL’AMBIENTE con lettera prot. DSA/2004/ 07346 del 24/03/2004 E DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI con lettera protocollo ST/402/10612 del 24/03/04 relativa al progetto di Centrale termoelettrica.
Giovedì 29 luglio infine, alle ore 18.00 presso la sala consigliare del Municipio di Montecchio Maggiore, i Comitati incontreranno i sindaci dei comuni appartenenti al Progetto GIADA.
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RONCO. Presentato in municipio il progetto di un impianto termoelettrico – IL CALDO PORTA LA CENTRALE
Martedì se ne discuterà in Consiglio comunale Ronco. Dopo un paio d'anni passati a cercare il posto più adatto per realizzare una nuova centrale termoelettrica, la scelta sembra essere caduta su un'area agricola di Tombazosana, vicinissima al confine con i Comuni di Isola Rizza e Roverchiara.
Senza alcun preavviso, e nel cuore dell'estate, la Tecnoplan - società a responsabilità limitata di Roma ma con sede operativa a Milano - martedì scorso ha depositato il progetto per la nuova centrale termoelettrica a ciclo combinato a gas naturale della potenza di 760 megawatt nel municipio di Ronco, in Regione ed ai ministeri di Ambiente, Beni ambientali e Attività produttive.
Inoltre, per conoscenza, lo stesso progetto è stato recapitato al ministeri della Difesa e delle telecomunicazioni, alle sovrintendenze archeologiche del Veneto e di Verona, alla Provincia ed al municipio di Roverchiara.
Non solo: per legge l'azienda aveva l'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento ai cittadini con un avviso da pubblicare su due quotidiani a tiratura nazionale. È stato fatto lo stesso 20 luglio, scegliendo due testate che sono tra le meno lette nel veronese: il Foglio e il Gazzettino. [Alla faccia della trasparenza, N.d.r.]
Ora il progetto è a disposizione di tutti i cittadini sia in Regione che in municipio per prenderne visione: entro un mese dal protocollo, ovvero entro il prossimo 19 agosto, chiunque potrà presentare osservazioni. [Gliele prestiamo noi, basta cambiare i nomi dei fiumi! N.d.r.]
«Certo non è il miglior periodo per presentare un progetto di questa importanza», sbotta di primo acchito il sindaco Massimo Fin. Che appena rientrato da un breve periodo di ferie si è trovato sul tavolo questa bella gatta da pelare. Per prima cosa il sindaco ha convocato un consiglio comunale d'urgenza per martedì alle 21: l’assemblea sarà allargata ai sindaci di tutti i Comuni limitrofi.
Ai consiglieri Fin comunicherà semplicemente che è stato presentato il progetto e chiederà ai colleghi di esprimersi. La Tecnoplan fa leva sul decreto legge del febbraio 2002, il quale ha previsto che per evitare il pericolo di interruzione di energia elettrica sull'intero territorio nazionale, a questi impianti per essere costruiti basti una valutazione di impatto ambientale (Via) da parte del ministero preposto e nessun altra autorizzazione degli altri enti territoriali, Comuni compresi.
L'istruttoria si conclude una volta acquisita la Via, che vale anche come variante al piano regolatore comunale e che deve essere rilasciata dopo 180 giorni dalla presentazione della richiesta con allegato progetto preliminare. Il sito che dovrebbe ospitare la centrale è stato individuato in località Bastianello, su un'area agricola di 10 ettari circa. È stato scelto perché equidistante (250 metri circa) dalla linea ad altissima tensione dalla quale la centrale attingerà la corrente ed erogherà l'energia prodotta, e dalla rete nazionale dei gasdotti della Snam, dalla quale attingerà il metano per far andare le turbine. La strada di accesso all'impianto cadrebbe invece sul territorio di Roverchiara.
L'incognita più grande del progetto, però, riguarda le emissioni. Secondo la relazione allegata al progetto, queste sono stimate nella metà di quelle normalmente emesse dale centrali elettriche tradizionali. In pratica non sarebbero rilasciate né polveri sottili né ossido di zolfo, ma solo ossidi di azoto che verrebbero dispersi da un camino alto 50 metri. C'è da aggiungere tuttavia che questi vapori solitamente innalzano la temperatura nel clima circostante. Per quanto riguarda le acque di scarico, queste sarebbero depurate attraverso un impianto proprio e rilasciate nello scolo Piganzo. All'esterno della centrale ci sarebbero anche emissioni di tipo acustico, che il progetto stima rientrare comunque nei livelli massimo consentiti.
Zeno Martini
Da L’Arena del 25 Luglio 2004
[Comunicato n. 25] Comunicato stampa del 9 luglio 2004
Il 30 giugno scorso è apparso sulla stampa nazionale un nuovo avviso pubblico di Euganea Energia che riavvia il procedimento per la costruzione della centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore e che descrive sommariamente il colossale impianto che la società si propone di realizzare.
Ce lo aspettavamo: non è per niente casuale che a pochi giorni dalle elezioni amministrative Euganea Energia sia ritornata all’attacco riproponendo un mega impianto che comprende la centrale, il trattamento delle acque del distretto conciario ed un gassificatore per i fanghi delle concerie, il tutto sul territorio di Montecchio Maggiore che di concerie ne ha ben poche e presentando tali soluzioni come il rimedio di tutti i mali del distretto conciario.
Un ritorno di fiamma con 2 obiettivi ben chiari: tentare di convincere le istituzioni locali e gli imprenditori della concia ad accettare le proprie proposte e dall’altro, se i contatti non avranno successo, ottenere dai Ministeri romani corsie preferenziali per il proprio progetto in modo da evitare valutazioni di impatto accurate e di passar sopra per decreto ai No già espressi dal territorio e dalle istituzioni [esiste già in tal senso una bozza di decreto del Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero dell’Ambiente che fa rientrare il progetto di Montecchio nell’elenco dei progetti “da considerare prioritari ai fini dell’effettuazione del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)”, decreto che, siamo assolutamente certi, al prossimo black-out, qualunque ne sia la causa, verrà tirato fuori dal cassetto ed emanato; il testo in centrale.diariodipianura.org - documento 26/06/2004 in pdf: BozzaDecretoEnergia.pdf).
La risposta delle istituzioni locali è stata immediata ed in poche ore molti dei sindaci dell’Ovest vicentino anche neoeletti e di opposte appartenenze politiche sono stati capaci di riunirsi e di ribadire un No secco e concorde a qualsiasi tipo di impianto, gassificatore compreso.
Come Comitati Anticentrale consideriamo ammirevole questa tempestività e questa compattezza dei Sindaci nel ribadire il No alla Centrale ed invitiamo tutti i sindaci dell’Ovest vicentino, assieme alla Provincia, a riunirsi ufficialmente nell’ambito del progetto “Giada” e a redarre un documento comune che ribadisca e motivi i No dei Comuni e che venga spedito ai Ministeri entro i tempi previsti dall’avviso pubblico, nonché a chiedere un incontro urgente ed ufficiale con il Presidente della Regione Veneto Galan e con gli Assessori Chisso e Finozzi, allo scopo di far riconfermare alla Regione le proprie posizioni contrarie a fronte dell’ennesima modifica del progetto di centrale, che a forza di vedere aggiunti pezzi non appare nemmeno più un progetto di centrale termoelettrica.
Ai cittadini dell’Ovest vicentino rinnoviamo l’appello alla fiducia nelle Istituzioni e al tenersi pronti per nuove forme di lotta e di protesta, con una garanzia in più sulla vittoria finale. Molti dei rappresentanti del Coordinamento dei Comitati sono stati eletti nei consigli comunali (a Montecchio Maggiore sono ben tre le persone elette in Consiglio comunale, con un totale di preferenze personali che sommate rappresentano il 4,62% di tutti i voti validi) quando non addirittura divenuti sindaci, come ad esempio nel caso di Montorso.
SENTI SENTI…
Il consiglio dell'ordine dei medici chiede il blocco permanente della costruzione delle centrali termoelettriche perché ATTENTANO ALLA SALUTE DEI CITTADINI
Il Consiglio dell’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso, avendo esaminato le problematiche inerenti la ricaduta sull’ambiente e sulla salute della popolazione conseguenti alla realizzazione e al funzionamento delle Centrali Termoelettriche a Turbogas a ciclo combinato,
VERIFICATE le fonti scientifiche alcune delle quali mettono in evidenza la quantità e la pericolosità degli agenti inquinanti e in particolare delle polveri emesse nell’ambiente limitrofo e a distanza (Polveri Totali Sospese-PTS, Particolato sottile con diametro inferiore a 10 micron-PM 10 e con diametro inferiore a 2,5 micron-PM 2,5),
CONSTATATA l’assenza di misurazioni e quindi di controllo ambientale per tali ultimi agenti inquinanti, pur riconoscendo la necessità di sistemi di produzione dell’energia necessari e indispensabili alla società civile; richiamando i principi sanciti da leggi e decreti, basilari per la salute pubblica, della “precauzione”, della utilizzazione della migliore tecnologia disponibile in materia, della attuazione di appropriate misure di prevenzione dell’inquinamento, della preservazione della migliore qualità dell’ambiente, della garanzia della qualità delle misurazioni degli inquinanti, dell’informazione dei cittadini,
INVITA gli Organi Competenti Istituzionali e le Forze Politiche • a impegnarsi per il blocco permanente della costruzione delle suddette centrali fino a quando non saranno realmente assicurate le massime misure di sicurezza riguardanti le emissioni e i siti di costruzione e non siano valutate le conseguenze dirette e indirette sulla salute dei cittadini; • a stilare un organico piano energetico regionale in cui si privilegi lo sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili, indirizzo auspicabile e ragionevole dato il tipo e la quantità del deficit energetico regionale e le caratteristiche orografiche del Molise.
SINDACI A CONVEGNO PER RIBADIRE IL “NO” ALLA CENTRALE
Si sono riuniti nella Sala consiliare del Comune di Montecchio Maggiore, oggi pomeriggio, sindaci e assessori in rappresentanza dei comuni di Montecchio, Arzignano, Altissimo, Crespadoro, Chiampo, Montorso, Montebello, Zermeghedo, Brendola e Lonigo. Scopo dell’incontro la replica a Euganea Energia sull’invito a riprendere le trattative sul tema della centrale.
Le trattative con gli enti comunali, provinciali e regionali, dopo le integrazioni ambientali al progetto, erano state avviate dalla stessa società, a seguito della clamorosa rinuncia del presidente della Regione Galan a voler sottoscrivere un documento formale per mettere fine alla vicenda.
Ricordiamo che questo atto formale, più volte richiesto, non è mai avvenuto, e proprio in considerazione di questo atteggiamento di attesa (o di altro...) le amministrazioni comunali dei dieci paesi sopra citati hanno fatto quadrato contro l’insediamento della centrale, facendone per altro un punto fermo dei rispettivi programmi di governo.
Questa riunione va dunque interpretata nella volontà di porre dei punti fermi alle richieste di Euganea Energia: sì all’incontro, no alla centrale.
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