Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

visitato 5*loading* volte
[Comunicato n. 27] NON MOLLEREMO MAI: no a qualsiasi centrale!
LA SITUAZIONE AD OGGI
E’ passato un anno dalla nostra ultima grande manifestazione, pochi mesi sono trascorsi dagli ultimi articoli dei giornali e dalle promesse elettorali di chi garantiva che a Montecchio una centrale turbogas non si sarebbe mai costruita. Poi, il silenzio; qualcuno ha ritirato le bandiere dai balconi, convinto che il silenzio significa che la faccenda è positivamente risolta.
Ma la spada di Damocle rimane lì, sopra la nostra testa; come un vulcano apparentemente quieto, sotto la crosta è tutto in piena ebollizione e prima o poi vi sarà l’ennesima eruzione pronta a spaventarci.
Il cammino della centrale procede, l’iter procedurale non si è affatto interrotto a Roma. In estate è stata presentata una nuova versione dell’impianto, un mostro a tre teste che mette assieme la produzione di corrente, il dissalaggio delle acque della concia, l’inceneritore di fanghi. Come ogni anno in pieno agosto Comuni, Comitati, Coldiretti, Acque del Chiampo SpA, Sindacati ed altre organizzazioni hanno fatto le pulci alle nuove e faraoniche versioni progettuali ed hanno presentato le loro osservazioni all’impianto.
Tutto sembra fermo, eppure tutto si muove ai vari livelli; attorno alla cava di Canova girano con inconsueta frequenza e vanno in sopralluogo società finanziarie, società di costruzioni, imprese immobiliari. Un’altra società di Bitetto, gran capo di Euganea Energia, ha presentato un nuovo progetto a Ronco all’Adige (VR); il governo al 3 settembre 2004 ha già autorizzato 38 grandi centrali come quella che si vorrebbe a Montecchio, per un totale di 19.297 megawatt elettrici; questo significa non solo la fine di qualsiasi black-out per insufficienza di Energia, ma che, se tutte fossero davvero costruite, che potremo vendere all’estero la corrente, tanta ne avremo a disposizione (il problema sarà trovare compratori, visto che costa più di quella prodotta da altri: ma forse punteremo sul fatto che la nostra è DOC o che è Made in Italy, più elegante e di classe!).
Finalmente si è mossa anche la magistratura, svelando quali siano i reali, immensi interessi che stanno dietro alla corsa alle centrali, scoprendo il giro di tangenti in cui è coinvolta Enipower, una delle grandi società costruttrici: si sperava che le indagini si allargassero a tutto il sistema e alle altre società, ma come avrete notato dopo la fiammata, la cosa è sbollita.
Dopo la provincia, che ha ribadito il suo No tecnico e politico alla nuova versione di progetto, tutti i Comuni dell’Ovest vicentino hanno riconfermato, con le neoelette amministrazioni, il loro No con delibere ufficiali.
Resta solo la Regione Veneto: il VIA regionale, organismo che doveva valutare sul piano tecnico il progetto di Montecchio e con esso gli altri del Veneto, dopo due sedute si è improvvisamente e stranamente arenato senza che se ne sappiano i motivi; i vertici politici regionali, tra vecchie promesse e ed uscite elettorali contraddittorie, se ne stanno ben zitti.Abbiamo l’impressione che tutto sia fermo.
COSA VOGLIAMO FARE
In questa situazione, tocca di nuovo ai comitati ed ai cittadini rilanciare la questione ed assumere nuove iniziative, per ora identificate nelle seguenti azioni:
visto che l’avversario non molla e che la Marubeni, partner giapponese di Euganea, si dichiara deciso a continuare a sostenere questo progetto ad oltranza, i Comitati entro questo mese si costituiscono in modo permanente come Associazione ed invitano tutti i soggetti pubblici e privati del territorio, nonché i cittadini che vogliono impegnarsi attivamente, a far parte dell’Associazione stessa;
Constatato che a livello di provincia e Comuni siamo tranquilli e che la Regione invece tace, prepariamoci ad una nuova e più gigantesca manifestazione a Venezia in periodo prenatalizio, giusto per ricordare al governo regionale che le promesse vanno mantenute, con l’idea anche di un presidio permanente davanti ai palazzi della Regione.
Si sta pensando, per ora a livello di ipotesi (e nel caso che nei prossimi mesi a Venezia tutto rimanga fermo), che i Comitati possano presentare una propria lista alle elezioni regionali nella quale sono già disponibili ad entrare alcuni sindaci ed ex sindaci anche di opposti colori politici; lo scopo sarà di mandare in consiglio regionale un uomo che per tutti gli anni di mandato, in qualsiasi sede ed intervento, ricordino continuamente a chi governerà la Regione che nell’Ovest Vicentino nessuno vuole una centrale anzi chiede il risanamento ambientale.I numeri ci sono:non va dimenticato che i Comitati hanno raccolto 20.000 firme di elettori in tutto l’Ovest vicentino.
Nello spirito propositivo che ci ha sempre contraddistinto, vogliamo organizzare un convegno/pubblica assemblea di tipo tecnico e scientifico nella quale esperti di livello nazionale possano trattare la questione energetica, insegnarci modi e strategie per il risparmio energetico e per la produzione di energia elettrica a livello locale o domestico con sistemi ed energie alternative.
Tutto questo all’insegna del motto: “l’Ovest vicentino non mollerà mai. No a qualsiasi centrale”.
Fuori di nuovo quindi le bandiere, pronti ad una nuova grande manifestazione a Venezia, attenti, vigili e pronti tutti già da ora a presentare il conto alle prossime elezioni regionali di primavera a chi, indipendentemente dal colore politico, ci avrà preso in giro con false promesse e a chi non avrà portato in fondo ciò che la popolazione e gli elettori dell’Ovest vicentino chiede da ormai tre anni e cioè il No alla centrale Termoelettrica a Montecchio Maggiore.