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PORTO TOLLE, IL PM PRESENTA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER I VERTICI DI ENEL
Rovigo, 17 gennaio - La centrale di Porto Tolle avrebbe inquinato pesantemente il territorio. Lo sostiene il pubblico ministero di Rovigo Manuela Fasolato, che ha presentato una richiesta di rinvio a giudizio per i vertici dell'Enel nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento e le morti sospette nell'area sulla quale sorge la centrale veneta.
I reati ipotizzati riguardano il danneggiamento aggravato del Delta del Po e immissioni moleste e dannose.
La richiesta del pm rodigino vedrebbe imputati l'attuale amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, il suo predecessore Franco Tatò e i due ultimi direttori delle centrale, Carlo Zanatta e Renzo Busatto.
L'inchiesta, avviata nel 2001, ha avuto inizio da un esposto presentato dai cittadini residenti in prossimità della centrale di Porto Tolle, allarmati dall'elevata incidenza di malattie e morti di tumore nella. Le indagini condotte dal Nucleo operativo ecologico di Venezia riguardavano l'inquinamento legato all'uso di olio combustibile per produrre energia elettrica.
Il fascicolo raccolto dalla procura di Rovigo è poderoso. Ad esso hanno contribuito anche i dati in possesso delle aziende sanitarie locali. Dai casi presentati dalle Asl emergerebbe che le morti per tumore nell'area superano ampiamente le medie nazionali. La Procura non ha però potuto dimostrare scientificamente il nesso causale tra le morti per tumore e l'attività della centrale dell'Enel.
L'opinione del pm Fasolato invece ritiene evidente la responsabilità dell'Enel per l'inquinamento ambientale: lo dimostrerebbero le analisi condotte su campioni di licheni, che rivelerebbero la presenza di nichel in quantità cinque volte superiore al normale.
Il tribunale di Rovigo dovrà ora decidere se i vertici dell'Enel dovranno affrontare il processo.
Da E-gazettE