Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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26 ottobre 2007 dalle ore 21 presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore
dal titolo
"RIFIUTIAMOCI - Emergenza Rifiuti: Vicenza come Napoli e Brescia?"
Il nostro intento è quello di far conoscere in maniera più approfondita e sotto un’altra luce un problema che da molti mesi occupa le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali: l’emergenza rifiuti.
Il prof. Ruzzenenti, autore del saggio “L’Italia sotto i rifiuti”, illustrerà l’esperienza della città di Brescia che ha trovato la soluzione nell’inceneritore che fa bella mostra di sé alle porte della città lombarda, ma che, secondo i dati in possesso dello studioso, forse non risulta essere la risposta giusta.
Il dott. Iacuelli, fisico e autore del libro “Le vie infinite dei rifiuti – Il sistema campano”, si addentrerà nella gestione dei rifiuti in Campania. Sarà interessante scoprire, dalle sue indagini, che l’emergenza campana è un problema che coinvolge anche noi cittadini del Nordest perché, direttamente o indirettamente, siamo in parte responsabili della situazione che si è venuta a creare nell’interland napoletano.
Due relatori con due studi che sembrano seguire vie completamente diverse, ma ci si accorgerà nello svolgersi della serata che le loro strade si incroceranno: perché il sistema bresciano sta fallendo e perché il sistema campano è al collasso?
come arrivare
Uno spot per arginare l'allarme inquinamento da diossina, conseguente ai roghi
incontrollati dei rifiuti delle discariche abusive o lungo strade e marciapiedi
della provincia napoletana.
Il messaggio, di 30 secondi, sarà trasmesso da domani
su 20 tv regionali e radio, per un totale di 1200 passaggi televisivi e 600
radiofonici. Previste anche 26 uscite su 18 quotidiani della Campania.
"Se bruci i rifiuti, la diossina brucerà il nostro futuro".
Questo messaggio sarebbe bello leggerlo anche su tutti i blog, di tutte le
piattaforme, degli utenti campani (e non).
Se hai un blog, se hai a cuore le sorti della meravigliosa terra che calpesti,
non aspettare, non esitare a copiare e incollare questo post nel tuo blog,
perchè il futuro della nostra terra dipende anche da te. Così un giorno la
coscienza non busserà alla tua porta per domandarti se hai dato o meno il
tuo contributo, se hai fatto valere, in quell'occasione, la tua opinione
per evitare quel male, mentre un gruppo di cittadini combatteva per evitarlo.
(Copiato e leggermente stravolto da
Mister Cima)
Uno dei punti cardini dello statuto dell’Associazione è quello di informare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche ambientali e lo sviluppo eco ed etico sostenibile, attraverso incontri di approfondimento con studiosi e ricercatori.
A tale proposito abbiamo organizzato una conferenza aperta a tutti i cittadini per il
26 ottobre 2007 dalle ore 21 presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore
dal titolo
"RIFIUTIAMOCI - Emergenza Rifiuti: Vicenza come Napoli e Brescia?"
per approfondire le problematiche sui rifiuti e il relativo smaltimento. Per questa serata riusciremo a far incontrare due studiosi di fama nazionale: il prof. Marino Ruzzenenti di Brescia e il dott. Alessandro Iacuelli di Napoli.
Il nostro intento è quello di far conoscere in maniera più approfondita e sotto un’altra luce un problema che da molti mesi occupa le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali: l’emergenza rifiuti.
Il prof. Ruzzenenti, autore del saggio “L’Italia sotto i rifiuti”, illustrerà l’esperienza della città di Brescia che ha trovato la soluzione nell’inceneritore che fa bella mostra di sé alle porte della città lombarda, ma che, secondo i dati in possesso dello studioso, forse non risulta essere la risposta giusta.
Il dott. Iacuelli, fisico e autore del libro “Le vie infinite dei rifiuti – Il sistema campano”, si addentrerà nella gestione dei rifiuti in Campania. Sarà interessante scoprire, dalle sue indagini, che l’emergenza campana è un problema che coinvolge anche noi cittadini del Nordest perché, direttamente o indirettamente, siamo in parte responsabili della situazione che si è venuta a creare nell’interland napoletano.
Due relatori con due studi che sembrano seguire vie completamente diverse, ma ci si accorgerà nello svolgersi della serata che le loro strade si incroceranno: perché il sistema bresciano sta fallendo e perché il sistema campano è al collasso?
L’incontro lo stiamo organizzando in un periodo in cui si susseguono annunci di progetti di nuovi impianti che si sommerebbero a opere già programmate e ancora da realizzare; iniziative che mettono potenzialmente in crisi la vivibilità della nostra zona.
Pensiamo ad una bilancia a due piatti; nel primo piatto c’è quello che tutti vedono in questa zona: la ricchezza economica. Nell’altro piatto ci sono le conseguenze negative di questo modello di sviluppo: un territorio che nelle sue componenti essenziali per la vita (acqua, aria, suolo) è altamente compromesso.
Questa non è un’affermazione dei soliti “catastrofisti”, ma compare in tutti i documenti ufficiali delle amministrazioni pubbliche che si occupano di ambiente e territorio.
Questa constatazione dovrebbe far sì che, per questa parte del territorio vicentino (ma probabilmente più in generale), si implementassero azioni di salvaguardia, di recupero e di risanamento ambientale.
Fino a qualche tempo fa pensavamo che questo fosse l’obbiettivo comunemente condiviso.
Una serie di elementi però ci fanno temere il contrario.
Oltre ai già annunciati passaggio della Pedemontana, costruzione del Centro Intermodale Servizi con annesso nuovo impianto chimico, necessità di trovare un sistema definitivo di trattamento dei fanghi industriali dei depuratori della zona, dalla stampa locale apprendiamo dell’intenzione di costruire, non si sa da chi, nuovi impianti per la produzione di energia elettrica tramite biomasse, nuove discariche, e un ipotetico inceneritore.
La nostra Bilancia a questo punto difficilmente potrà raggiungere l’equilibrio rappresentato dal concetto di sviluppo etico e sostenibile.
Invitiamo le amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli, nel riprendere in mano una seria programmazione economico-ambientale ripartendo dall’impegno già iniziato con il Progetto Giada.