Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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Uno dei punti cardini dello statuto dell’Associazione è quello di informare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche ambientali e lo sviluppo eco ed etico sostenibile, attraverso incontri di approfondimento con studiosi e ricercatori.
A tale proposito abbiamo organizzato una conferenza aperta a tutti i cittadini per il
26 ottobre 2007 dalle ore 21 presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore
dal titolo
"RIFIUTIAMOCI - Emergenza Rifiuti: Vicenza come Napoli e Brescia?"
per approfondire le problematiche sui rifiuti e il relativo smaltimento. Per questa serata riusciremo a far incontrare due studiosi di fama nazionale: il prof. Marino Ruzzenenti di Brescia e il dott. Alessandro Iacuelli di Napoli.
Il nostro intento è quello di far conoscere in maniera più approfondita e sotto un’altra luce un problema che da molti mesi occupa le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali: l’emergenza rifiuti.
Il prof. Ruzzenenti, autore del saggio “L’Italia sotto i rifiuti”, illustrerà l’esperienza della città di Brescia che ha trovato la soluzione nell’inceneritore che fa bella mostra di sé alle porte della città lombarda, ma che, secondo i dati in possesso dello studioso, forse non risulta essere la risposta giusta.
Il dott. Iacuelli, fisico e autore del libro “Le vie infinite dei rifiuti – Il sistema campano”, si addentrerà nella gestione dei rifiuti in Campania. Sarà interessante scoprire, dalle sue indagini, che l’emergenza campana è un problema che coinvolge anche noi cittadini del Nordest perché, direttamente o indirettamente, siamo in parte responsabili della situazione che si è venuta a creare nell’interland napoletano.
Due relatori con due studi che sembrano seguire vie completamente diverse, ma ci si accorgerà nello svolgersi della serata che le loro strade si incroceranno: perché il sistema bresciano sta fallendo e perché il sistema campano è al collasso?
L’incontro lo stiamo organizzando in un periodo in cui si susseguono annunci di progetti di nuovi impianti che si sommerebbero a opere già programmate e ancora da realizzare; iniziative che mettono potenzialmente in crisi la vivibilità della nostra zona.
Pensiamo ad una bilancia a due piatti; nel primo piatto c’è quello che tutti vedono in questa zona: la ricchezza economica. Nell’altro piatto ci sono le conseguenze negative di questo modello di sviluppo: un territorio che nelle sue componenti essenziali per la vita (acqua, aria, suolo) è altamente compromesso.
Questa non è un’affermazione dei soliti “catastrofisti”, ma compare in tutti i documenti ufficiali delle amministrazioni pubbliche che si occupano di ambiente e territorio.
Questa constatazione dovrebbe far sì che, per questa parte del territorio vicentino (ma probabilmente più in generale), si implementassero azioni di salvaguardia, di recupero e di risanamento ambientale.
Fino a qualche tempo fa pensavamo che questo fosse l’obbiettivo comunemente condiviso.
Una serie di elementi però ci fanno temere il contrario.
Oltre ai già annunciati passaggio della Pedemontana, costruzione del Centro Intermodale Servizi con annesso nuovo impianto chimico, necessità di trovare un sistema definitivo di trattamento dei fanghi industriali dei depuratori della zona, dalla stampa locale apprendiamo dell’intenzione di costruire, non si sa da chi, nuovi impianti per la produzione di energia elettrica tramite biomasse, nuove discariche, e un ipotetico inceneritore.
La nostra Bilancia a questo punto difficilmente potrà raggiungere l’equilibrio rappresentato dal concetto di sviluppo etico e sostenibile.
Invitiamo le amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli, nel riprendere in mano una seria programmazione economico-ambientale ripartendo dall’impegno già iniziato con il Progetto Giada.
Comunicato Stampa del 17 luglio 2007
L’associazione NO ALLA CENTRALE ha come obiettivo l’impegno per la difesa dell’ambiente e del territorio, ma più precisamente la difesa della salute e della qualità della vita dei cittadini che vi abitano.
In quest’ottica l’attenzione agli interventi che possono influenzare, nel bene o nel male, il problema dell’inquinamento e dei rischi per la salute va di pari passo con l’attenzione alla qualità dei servizi socio-sanitari che rispondono direttamente ai bisogni di assistenza dei cittadini.
Recentemente abbiamo seguito, assieme ai gruppi di volontariato attivi, alcune problematiche relative alla sanità pubblica dell’Ovest Vicentino.
Abbiamo potuto toccare con mano quanto la domanda di un buon funzionamento delle strutture ospedaliere e non solo, emerga con urgenza dai cittadini e dagli amministratori pubblici.
La riflessione che ci sentiamo di proporre a tutti coloro che si sono attivati per segnalare le mancanze e le disfunzioni nel comparto socio-sanitario, a partire dal caso oncologia, è che il diritto alla salute dei cittadini è direttamente influenzato sia dalle scelte, o mancate scelte, sull’assistenza socio-sanitaria sia dalle condizioni ambientali che dal carico inquinante del territorio.
È per noi inaccettabile che da un lato manchi da anni una programmazione regionale in tema di sanità, con la Regione che anzi taglia risorse e servizi, come nel caso degli anziani non autosufficienti, con conseguenti ricadute negative e ritardi nell’attivare servizi nelle strutture ospedaliere e servizi sul territorio e, contemporaneamente, si propongono interventi di natura infrastrutturale che aumentano i rischi della salute della popolazione dell’Ovest Vicentino.
Ci riferiamo in particolar modo all’autostrada Pedemontana Veneta che, come concepita dalla Regione Veneto, non è un'infrastruttura al servizio dell’economia locale ma solo attrattore di nuovo traffico con incremento delle ormai famigerate pm10. Inoltre la futura realizzazione del Cis tra Montebello e Montecchio e la costruzione in esso dell’ennesima industria chimica ad alto rischio. Non dimentichiamo inoltre che in zona, oltre al distretto conciario, ci sono già tre industrie ad alto rischio.
Noi non siamo pregiudizialmente contro la crescita, ma vogliamo che essa si accompagni al benessere della popolazione inteso come qualità della vita, tutela della salute e come responsabilità verso i nostri figli nel consegnare loro un ambiente non irrimediabilmente compromesso.
Un benessere che può essere (ed anzi è già) a rischio per il troppo carico inquinante presente nel nostro territorio e con una crisi economica sentita ormai da molte famiglie dovuta essenzialmente alla ancora troppo bassa qualificazione delle produzioni del nostro tessuto industriale.
I costi per l’assistenza sanitaria non possono essere ridotti attraverso il taglio o il peggioramento dei servizi per i cittadini ammalati, ma possono ridursi con investimenti in una attenta politica di prevenzione dei rischi di infortuni e malattie che tocchi tutti gli ambiti di vita dal lavoro all’ambiente ecc…
Invitiamo pertanto gli amministratori pubblici a ritrovare quello spirito unitario, che ci ha permesso di sconfiggere il mostro della Centrale Termoelettrica, anche per quanto riguarda le problematiche dei servizi socio-sanitari e della crescita sostenibile per l’Ovest Vicentino.
Tutela dell’ambiente, riduzione dei fattori d’inquinamento e assistenza sanitaria sono facce della stessa medaglia ed entrambe concorrono a far sì che venga garantito il sacrosanto diritto alla salute per tutti i cittadini.
COMUNICATO STAMPA DEL 09/05/2007
Accogliamo oggi con grande soddisfazione la notizia che da tempo aspettavamo; finalmente il VIA regionale ha dato parere negativo definitivo al progetto di “Euganea Energia” inerente la costruzione di una centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore.
Ora il Ministro dell’Ambiente potrà emettere il decreto già previsto dal parere negativo del VIA nazionale di un anno fa.
L’ultimo tassello di una battaglia combattuta e vinta da tutta la popolazione dell’Ovest Vicentino.
Un ringraziamento va a tutti i cittadini che in questi anni hanno sostenuto l’attività dell’Associazione “No alla centrale”, alle Amministrazioni locali, alle persone che hanno ricoperto, e/o ricoprono attualmente, cariche regionali e nazionali.
L’entusiasmo non ci deve far comunque dimenticare che la questione energetica regionale è ancora una questione aperta e va risolta con soluzioni compatibili con l’ambiente.
Per questo la nostra Associazione non diminuirà il suo sforzo nella sensibilizzazione e informazione su tematiche inerenti l’ambiente (soprattutto dell’Ovest Vicentino) e coglie l’occasione per informare che in data 8 maggio 2007 a Tezze di Arzignano è stato rinnovato il direttivo dell’Associazione: la dottoressa Paola Nardi, dopo due anni di attività nel ruolo di presidente, passa il testimone a Luciano Panato, coadiuvato dal vicepresidente dott. Giorgio Amato e dal segretario Gianpietro Scalchi.
PEDEMONTANA: UN’OPERA NON NECESSARIA…ANZI DANNOSA
SALVIAMO LA VARIANTE ALLA SS 246
LA STORIA La Pedemontana nasce come Autostrada; all’inizio del 1997 i Sindaci dei vari Comuni interessati al tracciato del progetto dell’Autostrada Pedemontana Veneta (A.P.V.) furono convocati e informati dell'intenzione delle amministrazioni Provinciali (Vicenza, Treviso e Padova) e della Regione Veneto di avviare l’iter burocratico per la realizzazione dell'Autostrada.
A chi obbiettava, in tale sede, che i Comuni avevano approvato degli utilizzi diversi per le zone interessate al tracciato, veniva risposto che: “L'autorità della Regione superava quella dei Comuni”, e che “Nessun Sindaco doveva appoggiare proteste popolari” perché non sarebbe servito a nulla in quanto, nei palazzi che contano, le decisioni erano già state prese (una vecchia storia che conosciamo già!).
Ma c’era però una legge dello Stato che impediva la costruzione di nuove autostrade! Niente paura, le leggi si cambiano (oppure si aggirano), e così l’Autostrada si è trasformata in “Superstrada a pagamento!”, che però ha le stesse caratteristiche progettuali di un’autostrada.
IL TRACCIATO L’attuale progetto della Superstrada Pedemontana Veneta si divide in due segmenti: il primo parte, staccandosi dalla A27 Mestre-Vittorio Veneto a sud di Spresiano, passa tra Castelfranco e Montebelluna, punta verso la zona nord di Rosà (sud di Bassano) accostandosi al tracciato della provinciale Gasparona, per poi piegare decisamente a sud all'altezza di Breganze, fino ad incrociare l'A31 Valdastico a Dueville.
Il secondo segmento autostradale si stacca da Thiene, prosegue fino a Malo e continua nella val Leogra fino a Isola Vicentina. Da qui il tracciato prosegue in galleria profonda, sotto Priabona sbucando a Castelgomberto e proseguendo in territorio di Trissino e Montecchio Maggiore fino all'innesto con l’A4 Serenissima ad Alte.
Nella zona che ci riguarda, sono previsti tre caselli: quelli di Cornedo-Castelgomberto e Arzignano-Montecchio, oltre a quello nuovo di Alte di Montecchio Maggiore.
Il percorso nella Valle dell’Agno, prevede di utilizzare il sito della nuova 246 in costruzione, fino ad Alte.
ED È PROPRIO QUI LA PRIMA CRITICA CHE VIENE MOSSA A QUESTO PROGETTO. La variante alla SS246 in via di completamento, è stata fortemente voluta dagli abitanti di Montecchio M. ed attesa da oltre 30 anni, per liberare il centro cittadino dal traffico pesante e di passaggio che da sempre taglia a metà la città e la soffoca creando notevoli disagi ai cittadini.
Ora il progetto della Pedemontana prevede che il tratto in zona sormonti e “si mangi” la variante appena fatta ributtando nuovamente il traffico di percorrenza breve in centro paese.
Dopo le osservazioni critiche dei Comuni di Montecchio ed Arzignano, per ovviare a ciò i progettisti hanno promesso la costruzione di una complanare per servire il traffico locale; due corsie per senso di marcia poste ai lati della pedemontana.
In totale si arriverebbe a dieci corsie (due per senso di marcia più quella d’emergenza per la Pedemontana e quattro per le comlpanari), ma, metro alla mano, 10 corsie non ci stanno nella sede della variante alla SS246; non riuscirebbero a passare sotto i ponti appena costruiti, in particolare i ponti della mega-rotonda di Via Molinetto.
Ciò significa che, o si dovrebbero rifare i ponti, ormai già operativi, se il progetto fosse rispettato, oppure, per ragioni economiche e visti i chiari di luna, le complanari rischierebbero di restare solo sulla carta.
E non sarebbe la prima volta che opere di utilità già previste restino solo sulla carta, basti pensare al contenzioso aperto fra Società Autostrade e ANAS; la prima infatti è in mora per la mancata esecuzione dei Piani di investimento.
L’ALTRA CRITICA AL PROGETTO Riguarda poi il tracciato in territorio di Montecchio; delle tre varianti prospettate (A, B, C), anziché scegliere almeno quella meno impattante, con una galleria più lunga (soluzione “C”), richiesta dai sindaci e dalla Coltiretti, la Regione ha scelto una delle due soluzioni meno accettabili, che comporta un più alto impatto ambientale con maggior consumo di territorio e problemi per le abitazioni e i terreni agricoli. (soluzione “B”).
I DANNI Questo squarcio della nostra campagna, al di la dell’aspetto paesaggistico, pure molto importante, comprometterebbe gravemente le attività agricole della zona, per non parlare delle numerose abitazioni che dovrebbero essere abbattute.
Le riprese aeree utilizzate per la realizzazione del progetto di massima della allora A.P.V. risalgono infatti, al novembre 1994 e il tracciato ipotizzato non tiene quindi conto delle costruzioni che sono state realizzate negli ultimi 12 anni!
Come per la nuova variante alla 246 che dal progetto alla realizzazione ha visto passare decine di anni una soluzione che a suo tempo passava in piena campagna oggi si trova in centro paese: certi progetti da quando nascono a quando si aprono i cantieri vedono stravolti le condizioni di partenza.
La nuova Pedemontana inoltre, oltre a consumare ulteriore territorio, ha come effetto quello di convogliare nella valle ulteriore traffico, con conseguente aumento dell’inquinamento da benzene e dell’inquinamento acustico, oltre al già citato problema del traffico locale che ritorna alla viabilità interna.
Infine c’è da considerare inoltre che la realizzazione di questa infrastruttura, come sempre avviene, rischia di essere un richiamo ed una opportunità per i mai sazi appetiti dei costruttori, per una nuova espansione urbanistica.
LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA:
Se non c'è copertura finanziaria rischia veramente di essere un imbroglio. Il finanziamento per la realizzazione dell’opera, quasi 2 Miliardi di Euro, deriverebbe per la maggior parte, circa due terzi, da capitale privato ed in parte minore da capitale pubblico. Il rientro economico per la società privata (Società Pedemontana S.p.A.) dovrebbe essere garantito dal costo del pedaggio automobilistico. Sappiamo però che quasi tutti i Comuni interessati al tracciato hanno chiesto la gratuità di attraversamento, totale o per diversi decenni, per i propri cittadini (il cosiddetto traffico locale, l'85% del totale). Allora chi pagherà ? In realtà il progetto prevede che se il rientro economico non sarà sufficiente (cosa molto probabile, basti pensare al flop del tunnel di Valdagno o al sotto utilizzo della Valdastico) dovrà intervenire per i prossimi 30 anni, a coprire i mancati introiti della società privata, il contributo pubblico (vale a dire soldi dei cittadini, che però al momento non ci sono e nemmeno ci saranno vista la situazione dei conti pubblici).
Ci pare che qui siano in gioco anche altri interessi, legati più che altro al mercato delle concessioni, delle consulenze, delle perizie tecniche oltre che delle varie progettazioni. Sarebbe interessante sapere ad esempio: quanto si è speso fino ad oggi solo per la fase di progettazione preliminare?
MA SERVE VERAMENTE? II nostro territorio è fortemente urbanizzato e la forza della nostra economia è rappresentata in primo luogo dalle tante piccole e medie imprese. Tutti i cittadini ritengono - e noi con loro – che la mobilità delle persone e delle merci sia insoddisfacente, ma per risolvere i gravi problemi dati dal traffico locale serve la variante alla SS 246 in fase di ultimazione ed in prospettiva (ma questo riguarda tutta la provincia) bisognerebbe puntare con forza verso soluzioni che non siano solo il costruire sempre più strade ma sul trasporto collettivo delle persone e sulla razionalizzazione dello stoccaggio e mobilità delle merci.
Invece, così come viene concepita e per sua stessa natura, la Superstrada a pagamento Pedemontana non risolverà mai i problemi della viabilità locale, vista la non convenienza economica ad utilizzarla. Il problema del traffico sulle nostre strade è infatti costituito per 1’85% da veicoli a breve percorrenza (raggio di 15 km) e solo per il 15% da veicoli a lunga percorrenza.
Ora, il vantaggio di togliere questo 15% di veicoli dalla viabilità ordinaria, verrebbe annullato dal maggiore intasamento delle aree prossime ai caselli. Inoltre in caso di traffico bloccato nella superstrada, cosa in realtà assai frequente, ci sarebbe un versamento di traffico a lunga percorrenza nella viabilità ordinaria della zona compresa fra i due caselli, con la sua completa paralisi.
In definitiva ci pare che si tratti di un’inutile ferita aperta sul nostro territorio, ferita che non rimarginerà mai più.
[Comunicato N° 28]Comunicato del 20 marzo 2005
L'Associazione "No alla Centrale" è molto preoccupata per la totale assenza, nei programmi elettorali dei candidati alle elezioni regionali 2005 del Veneto, di una precisa presa di posizione per il No definitivo alla centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore.
Di fronte a una così grave mancanza di sensibilità nei confronti dei problemi ambientali di grande portata, rappresentati dal pericolo Centrale Termoelettrica (oltre alla possibile realizzazione di un Inceneritore), che affliggono da più di tre anni l'Ovest Vicentino, l'Associazione ha deciso di chiedere un impegno scritto, come già fatto per le amministrative del 2004, ai diretti interessati, affinché sia chiaro a tutti i cittadini quale sia la posizione degli stessi al riguardo.
Chiediamo quindi a ciascun candidato di esprimere in poche righe il suo impegno sulla questione Centrale Termoelettrica di Montecchio Maggiore e sulla possibile costruzione di un inceneritore per i fanghi delle concerie della vallata del Chiampo.
Questa richiesta è stata spedita a tutti i candidati e la loro risposta sarà resa pubblica attraverso un prossimo comunicato stampa e un'azione di volantinaggio, sull’intera area dell’Ovest Vicentino, in prossimità delle elezioni regionali.
Inoltre l'Associazione rende noto che durante l'ultima assemblea dei soci, avvenuta il 19 marzo 2005, sono state rinnovate le cariche della stessa:
Presidente Paola Nardi
Vicepresidente Luciano Panato
Segretario Gianpietro Scalchi
[Comunicato n. 27] NON MOLLEREMO MAI: no a qualsiasi centrale!
LA SITUAZIONE AD OGGI
E’ passato un anno dalla nostra ultima grande manifestazione, pochi mesi sono trascorsi dagli ultimi articoli dei giornali e dalle promesse elettorali di chi garantiva che a Montecchio una centrale turbogas non si sarebbe mai costruita. Poi, il silenzio; qualcuno ha ritirato le bandiere dai balconi, convinto che il silenzio significa che la faccenda è positivamente risolta.
Ma la spada di Damocle rimane lì, sopra la nostra testa; come un vulcano apparentemente quieto, sotto la crosta è tutto in piena ebollizione e prima o poi vi sarà l’ennesima eruzione pronta a spaventarci.
Il cammino della centrale procede, l’iter procedurale non si è affatto interrotto a Roma. In estate è stata presentata una nuova versione dell’impianto, un mostro a tre teste che mette assieme la produzione di corrente, il dissalaggio delle acque della concia, l’inceneritore di fanghi. Come ogni anno in pieno agosto Comuni, Comitati, Coldiretti, Acque del Chiampo SpA, Sindacati ed altre organizzazioni hanno fatto le pulci alle nuove e faraoniche versioni progettuali ed hanno presentato le loro osservazioni all’impianto.
Tutto sembra fermo, eppure tutto si muove ai vari livelli; attorno alla cava di Canova girano con inconsueta frequenza e vanno in sopralluogo società finanziarie, società di costruzioni, imprese immobiliari. Un’altra società di Bitetto, gran capo di Euganea Energia, ha presentato un nuovo progetto a Ronco all’Adige (VR); il governo al 3 settembre 2004 ha già autorizzato 38 grandi centrali come quella che si vorrebbe a Montecchio, per un totale di 19.297 megawatt elettrici; questo significa non solo la fine di qualsiasi black-out per insufficienza di Energia, ma che, se tutte fossero davvero costruite, che potremo vendere all’estero la corrente, tanta ne avremo a disposizione (il problema sarà trovare compratori, visto che costa più di quella prodotta da altri: ma forse punteremo sul fatto che la nostra è DOC o che è Made in Italy, più elegante e di classe!).
Finalmente si è mossa anche la magistratura, svelando quali siano i reali, immensi interessi che stanno dietro alla corsa alle centrali, scoprendo il giro di tangenti in cui è coinvolta Enipower, una delle grandi società costruttrici: si sperava che le indagini si allargassero a tutto il sistema e alle altre società, ma come avrete notato dopo la fiammata, la cosa è sbollita.
Dopo la provincia, che ha ribadito il suo No tecnico e politico alla nuova versione di progetto, tutti i Comuni dell’Ovest vicentino hanno riconfermato, con le neoelette amministrazioni, il loro No con delibere ufficiali.
Resta solo la Regione Veneto: il VIA regionale, organismo che doveva valutare sul piano tecnico il progetto di Montecchio e con esso gli altri del Veneto, dopo due sedute si è improvvisamente e stranamente arenato senza che se ne sappiano i motivi; i vertici politici regionali, tra vecchie promesse e ed uscite elettorali contraddittorie, se ne stanno ben zitti.Abbiamo l’impressione che tutto sia fermo.
COSA VOGLIAMO FARE
In questa situazione, tocca di nuovo ai comitati ed ai cittadini rilanciare la questione ed assumere nuove iniziative, per ora identificate nelle seguenti azioni:
visto che l’avversario non molla e che la Marubeni, partner giapponese di Euganea, si dichiara deciso a continuare a sostenere questo progetto ad oltranza, i Comitati entro questo mese si costituiscono in modo permanente come Associazione ed invitano tutti i soggetti pubblici e privati del territorio, nonché i cittadini che vogliono impegnarsi attivamente, a far parte dell’Associazione stessa;
Constatato che a livello di provincia e Comuni siamo tranquilli e che la Regione invece tace, prepariamoci ad una nuova e più gigantesca manifestazione a Venezia in periodo prenatalizio, giusto per ricordare al governo regionale che le promesse vanno mantenute, con l’idea anche di un presidio permanente davanti ai palazzi della Regione.
Si sta pensando, per ora a livello di ipotesi (e nel caso che nei prossimi mesi a Venezia tutto rimanga fermo), che i Comitati possano presentare una propria lista alle elezioni regionali nella quale sono già disponibili ad entrare alcuni sindaci ed ex sindaci anche di opposti colori politici; lo scopo sarà di mandare in consiglio regionale un uomo che per tutti gli anni di mandato, in qualsiasi sede ed intervento, ricordino continuamente a chi governerà la Regione che nell’Ovest Vicentino nessuno vuole una centrale anzi chiede il risanamento ambientale.I numeri ci sono:non va dimenticato che i Comitati hanno raccolto 20.000 firme di elettori in tutto l’Ovest vicentino.
Nello spirito propositivo che ci ha sempre contraddistinto, vogliamo organizzare un convegno/pubblica assemblea di tipo tecnico e scientifico nella quale esperti di livello nazionale possano trattare la questione energetica, insegnarci modi e strategie per il risparmio energetico e per la produzione di energia elettrica a livello locale o domestico con sistemi ed energie alternative.
Tutto questo all’insegna del motto: “l’Ovest vicentino non mollerà mai. No a qualsiasi centrale”.
Fuori di nuovo quindi le bandiere, pronti ad una nuova grande manifestazione a Venezia, attenti, vigili e pronti tutti già da ora a presentare il conto alle prossime elezioni regionali di primavera a chi, indipendentemente dal colore politico, ci avrà preso in giro con false promesse e a chi non avrà portato in fondo ciò che la popolazione e gli elettori dell’Ovest vicentino chiede da ormai tre anni e cioè il No alla centrale Termoelettrica a Montecchio Maggiore.
[Comunicato n. 26] Comunicato stampa del 28 luglio 2004
In relazione alle dichiarazioni apparse sulla stampa di ieri, in cui si ipotizza un accordo tra Comitati e polo conciario, il Coordinamento dei Comitati anticentrali Ovest Vicentino prende atto delle dichiarazioni di disponibilità ed attenzione verso la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo compatibile del presidente dei conciatori Beschin ma puntualizza che attualmente il primo obiettivo per i Comitati rimane inderogabilmente impedire la costruzione di quel cerbero a tre teste che corrisponde alla centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore.
Solo a fronte di questo risultato e a questione centrale chiusa si potranno gettare le basi per un percorso comune e condiviso tra Comitati e polo conciario allo scopo di verificare la compatibilità ambientale delle soluzioni che saranno proposte per i problemi dei fanghi e delle acque del distretto conciario.
Il coordinamento comunica di aver elaborato e trasmesso alle competenti autorità 16 fitte pagine di osservazioni (alcune con rilievi clamorosi) a seguito della pubblicazione dell’ AVVISO PUBBLICO sul quotidiano “Il Corriere della Sera” del 30 giugno 2004 ai sensi del decreto legislativo 04/08/1999 e della legge N° 55/2002, relativo alle integrazioni richieste dal MINISTERO DELL’AMBIENTE con lettera prot. DSA/2004/ 07346 del 24/03/2004 E DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI con lettera protocollo ST/402/10612 del 24/03/04 relativa al progetto di Centrale termoelettrica.
Giovedì 29 luglio infine, alle ore 18.00 presso la sala consigliare del Municipio di Montecchio Maggiore, i Comitati incontreranno i sindaci dei comuni appartenenti al Progetto GIADA.
[Comunicato n. 25] Comunicato stampa del 9 luglio 2004
Il 30 giugno scorso è apparso sulla stampa nazionale un nuovo avviso pubblico di Euganea Energia che riavvia il procedimento per la costruzione della centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore e che descrive sommariamente il colossale impianto che la società si propone di realizzare.
Ce lo aspettavamo: non è per niente casuale che a pochi giorni dalle elezioni amministrative Euganea Energia sia ritornata all’attacco riproponendo un mega impianto che comprende la centrale, il trattamento delle acque del distretto conciario ed un gassificatore per i fanghi delle concerie, il tutto sul territorio di Montecchio Maggiore che di concerie ne ha ben poche e presentando tali soluzioni come il rimedio di tutti i mali del distretto conciario.
Un ritorno di fiamma con 2 obiettivi ben chiari: tentare di convincere le istituzioni locali e gli imprenditori della concia ad accettare le proprie proposte e dall’altro, se i contatti non avranno successo, ottenere dai Ministeri romani corsie preferenziali per il proprio progetto in modo da evitare valutazioni di impatto accurate e di passar sopra per decreto ai No già espressi dal territorio e dalle istituzioni [esiste già in tal senso una bozza di decreto del Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero dell’Ambiente che fa rientrare il progetto di Montecchio nell’elenco dei progetti “da considerare prioritari ai fini dell’effettuazione del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)”, decreto che, siamo assolutamente certi, al prossimo black-out, qualunque ne sia la causa, verrà tirato fuori dal cassetto ed emanato; il testo in centrale.diariodipianura.org - documento 26/06/2004 in pdf: BozzaDecretoEnergia.pdf).
La risposta delle istituzioni locali è stata immediata ed in poche ore molti dei sindaci dell’Ovest vicentino anche neoeletti e di opposte appartenenze politiche sono stati capaci di riunirsi e di ribadire un No secco e concorde a qualsiasi tipo di impianto, gassificatore compreso.
Come Comitati Anticentrale consideriamo ammirevole questa tempestività e questa compattezza dei Sindaci nel ribadire il No alla Centrale ed invitiamo tutti i sindaci dell’Ovest vicentino, assieme alla Provincia, a riunirsi ufficialmente nell’ambito del progetto “Giada” e a redarre un documento comune che ribadisca e motivi i No dei Comuni e che venga spedito ai Ministeri entro i tempi previsti dall’avviso pubblico, nonché a chiedere un incontro urgente ed ufficiale con il Presidente della Regione Veneto Galan e con gli Assessori Chisso e Finozzi, allo scopo di far riconfermare alla Regione le proprie posizioni contrarie a fronte dell’ennesima modifica del progetto di centrale, che a forza di vedere aggiunti pezzi non appare nemmeno più un progetto di centrale termoelettrica.
Ai cittadini dell’Ovest vicentino rinnoviamo l’appello alla fiducia nelle Istituzioni e al tenersi pronti per nuove forme di lotta e di protesta, con una garanzia in più sulla vittoria finale. Molti dei rappresentanti del Coordinamento dei Comitati sono stati eletti nei consigli comunali (a Montecchio Maggiore sono ben tre le persone elette in Consiglio comunale, con un totale di preferenze personali che sommate rappresentano il 4,62% di tutti i voti validi) quando non addirittura divenuti sindaci, come ad esempio nel caso di Montorso.
[Comunicato n. 24] Comunicato stampa del 25 giugno 2004
Ieri sera abbiamo assistito al comizio elettorale del Governatore della Regione Veneto, On. Giancarlo Galan a Tezze di Arzignano, durante il quale ha affermato che non farà mai una delibera contraria alla centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore.
Questo è in netto contrasto con quanto finora fatto dai comuni del progetto Giada, dalla Provincia e dal Consiglio Regionale del Veneto, che hanno già espresso proprio con delibere il loro parere contrario al progetto dell’Euganea Energia.
Al di là delle promesse elettorali contano solo ed esclusivamente gli atti amministrativi ed a chiedere la delibera non sono solo i Comitati, ma lo stesso Ministero dell’Ambiente che sta aspettando proprio questo Atto Amministrativo per chiudere l’iter relativo alla proposta di progetto per la realizzazione della centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore.
A questo punto il Governatore Galan deve solo confermare la delibera contraria alla Centrale già espressa dal Suo stesso Consiglio regionale il 31 Luglio 2002.
Tutto l’Ovest Vicentino aspetta da due anni questo documento finale da parte della Giunta Regionale, quanto deve ancora aspettare?
[Comunicato n. 23] AGGIORNAMENTO DELLA SITUAZIONE A FINE MAGGIO 2004
Lunedi 17 maggio vi è stata la seconda riunione della Commissione VIA regionale: apprendiamo dalla stampa che l’organismo tecnico, all’interno della valutazione comparata che sta effettuando sulle proposte di centrali termoelettriche presentate alla nostra Regione, ha deciso di chiedere ai tre proponenti le centrali termoelettriche in Regione Veneto (progetti presentati a Montecchio Maggiore, Cona e Loreo) delle integrazioni relative ai progetti.
Questo significa che occorrerà aspettare che i proponenti presentino ulteriori studi e documenti ed i tempi si allungano di molto, contrariamente ai tempi brevi preannunciati un mese fa ad Arzignano, durante una assemblea pubblica, dall’ ing. Morandi del Via regionale su indicazione dell’Assessore Chisso.
Come Comitati Anticentrali consideriamo scandalosa la proroga all'Euganea; significa concedere di continuo alla società di porre rimedio alle evidenti manchevolezze e lacune progettuali che dovrebbero essere il motivo per bocciare il progetto.
È l'ennesimo favore fatto ad Euganea Energia, si continua a dar loro la possibilita di mettere pezze ad un progetto che fa acqua da tutte le parti.
Le ragioni tecniche per bocciarlo c'erano tutte senza bisogno di chiedere integrazioni, ma evidentemente vi è l'indicazione dall'alto di trascinare la cosa ancora e di dare altro ossigeno ad Euganea Energia.
Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto del fatto che ad Arzignano qualche tempo fa qualcuno ha voluto soltanto prenderci in giro, raccontandoci cose che non corrispondono alla verità e che sono in piena contraddizione con l'evolversi della situazione e con le scelte del VIA.
Ancora una volta quindi ribadiamo alla popolazione dell’Ovest vicentino che la vicenda Centrale termoelettrica è ben lontana dall’essersi conclusa e che non possiamo abbassare la guardia.
[Comunicato n. 22] COMUNICATO del 13/05/2004 DAVVERO NON FANNO PIU’ LA CENTRALE?
Questa è la domanda che sempre più spesso i cittadini dell’Ovest vicentino ci pongono.
Una domanda alla quale non possiamo che dare la stessa risposta: la parola fine alla questione centrale termoelettrica non può che venire da un atto ufficiale scritto. Non perché i Comitati non si fidino delle istituzioni e di tutti quei rappresentanti politici che più volte ed in più sedi hanno affermato che questa centrale non si farà, ma per un fatto tecnico di procedura. Solo una delibera scritta della Giunta Regionale, regolarmente pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto ha validità nei confronti dei Ministeri dell’ambiente e delle Attività Produttive.
Il vero fatto positivo è che il 3 maggio è finalmente iniziata la Valutazione di Impatto presso il VIA regionale, passaggio tecnico importante ed indispensabile perché la Giunta possa poi prendere la propria decisione politica; l’organismo sta effettuando una valutazione comparata su tutti i tre progetti di centrali presentati alla Regione Veneto (Cona e Loreo, oltre che Montecchio), i cui esiti ci si augura confermino tutte le posizioni e le ragioni tecniche che fanno di Montecchio il sito assolutamente inadatto per una centrale termoelettrica.
Di certo però non saranno rispettati i tempi preannunciati durante un recente convegno ad Arzignano: il Via Regionale si riunisce una volta ogni 15 giorni e saranno necessarie svariate sedute per elaborare un giudizio: passeranno dunque alcuni mesi, a riconferma che c’è ancora molta strada da fare.
Non va dimenticato poi che, oltre al livello regionale, il NO all’impianto deve essere confermato dai Ministeri: dunque la strada è ancora lunga e non è il caso di abbassare la guardia e pensare che la storia sia chiusa: al contrario, i Comitati invitano i cittadini a stare all’erta e pronti ad ogni evenienza; rinnovando inoltre l’invito ai Candidati Sindaci dei Comuni dell’Ovest vicentino a dichiarare pubblicamente e in modo chiaro la loro posizione sulla questione Centrale, consigliamo agli elettori di non dare preferenza a quelle liste e a quei candidati che tentano di barcamenarsi e non hanno il coraggio di prendere pubblicamente posizione contro l’impianto.
E A PROPOSITO DI IMMINENTI ELEZIONI: Come già dichiarato da tempo, il Coordinamento dei Comitati ha deciso di non presentare nell’Ovest Vicentino alcuna lista con il proprio simbolo e con i componenti dei Comitati e di mantenersi al di sopra della competizione tra le forze politiche.
Questo non impedisce che alcuni dei componenti del Coordinamento dei Comitati, a titolo personale e a seconda della propria esperienza e collocazione politica, in risposta talvolta alle proposte di partiti e di liste del territorio, possano candidarsi nei vari Comuni: l’augurio dei Comitati è che, indipendentemente dai colori politici, possano raggiungere un numero tale di preferenze da poter entrare nei Consigli Comunali e portare il loro contributo in nome dei valori condivisi che guidano la nostra azione; un augurio va anche ai molti candidati che, pur non appartenendo al Coordinamento Comitati, ci hanno sostenuto ed aiutato (e continueranno certo a farlo) a prescindere dagli schieramenti di appartenenza.
[Comunicato n. 21] COMUNICATO STAMPA DEL 3 APRILE 2004
La reazione odierna di Euganea Energia alla dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto Renato Chisso dimostrano ancora una volta come la società proponente la centrale a Montecchio Maggiore sia ormai alla frutta: con in mano un progetto bocciato su tutti i fronti, in primis sul piano tecnico, Bitetto e Cegalin non trovano di meglio che ricorrere alle minacce di denuncia.
La strategia di passare dall’argomentazione alle minacce è il passo disperato di chi non ha più propositività ed ha visto sgretolarsi una dopo l’altra le motivazioni tecniche che puntellavano il progetto ed oggi si trova di fronte alla totale insostenibilità di una proposta rifiutata dal mondo intero.
L’arrogante uscita di oggi rappresenta l’ennesima grave provocazione verso tutti i soggetti che in questi due anni hanno detto No alla centrale ed è la riprova che Euganea Energia non ha ancora capito che l’opposizione popolare alla centrale non è il frutto delle abili capacità manipolatorie di un gruppo ristretto di presunti facinorosi definiti sommariamente come “capi dei comitati”, ma che dietro al movimento anticentrale vi è la gente e vi sono le istituzioni politiche e sociali ed i rappresentanti delle stesse legittimamente e democraticamente eletti.
Di conseguenza la lista delle persone contro le quali presentare le denunce sarà incredibilmente lunga e non saranno sufficenti le carte bollate disponibili nell’intera provincia; a quanti già indicati Euganea dovrà aggiungere qualche ministro e viceministro della Repubblica nonché numerosi Parlamentari, il presidente della Regione Galan e diversi Assessori regionali, svariati Consiglieri comunali, provinciali e Regionali, Sindaci, presidenti di Associazioni imprenditoriali di categoria ed una infinità di altri soggetti dei quali i Comitati conservano e sono pronti a fornire alla magistratura prese di posizioni e giudizi nettissimi di contrarietà al progetto di centrale a Montecchio Maggiore, prese di posizione sia di tipo formale sia sotto forma di registrazioni foniche dei numerosi incontri avuti in questi mesi.
E, volendo essere pignoli, occorrerà denunciare gli oltre 40 componenti del coordinamento Comitati, tutti responsabili alla pari del movimento anticentrali, giacchè non vi è alcun ruolo o carica ufficiale nel coordinamento stesso che legalmente permetta di bollare alcuni e non altri come “capi”, nonché le 20.000 persone che nel 2003 hanno firmato con nome cognome, relativo indirizzo e numero di documento di identità, un impegno scritto contro la centrale; visto che Euganea Energia è in pieno delirio giustizialista, provvederemo al più presto a recapitare all’Euganea copia delle liste con le firme, in modo da agevolare il lavoro di quegli inquirenti che dovranno individuare davvero tutti i responsabili della diffamazione che Euganea dice di aver subito, essendo certi peraltro che i cittadini stessi dell’ovest vicentino saranno pronti ad autodenunciarsi nel momento in cui dalle minacce davvero Cegalin e Bitetto passassero alle azioni legali.
A questi stessi cittadini i comitati raccomandano di non rispondere in alcun modo all’ennesima arrogante provocazione dei rappresentanti di Euganea Energia e a continuare a mantenere integra la fiducia nelle nostre istituzioni democratiche.
[Comunicato n. 20] COMUNICATO STAMPA DEL 25 MARZO 2004
Dopo un periodo di stasi e di silenzio, ci giungono finalmente notizie da Venezia in continuità con quanto anticipato nella nostra ultima Assemblea pubblica: tali notizie riguardano la conferma dell’incontro, pubblicamente annunciato dal consigliere regionale Variati, con l’Assessore Regionale Renato Chisso.
In un colloquio con il consigliere Variati l’Assessore Chisso ha confermato che il V.I.A. Regionale esprimerà il suo molto atteso parere prima di Pasqua .
In seguito la Giunta Regionale Veneta sarà nelle condizioni di rendere nota la sua decisione sul destino della centrale di Montecchio.
Per questo il periodo migliore per i Comitati per incontrare la Regione, che si spera riconfermerà gli impegni più volte presi nei confronti dell’Ovest Vicentino, si colloca, a detta dell’Assessore all’Ambiente regionale, dopo la Pasqua, quindi fra il decreto finale del V.I.A Regionale e la decisione della Giunta Veneta.
Ovviamente per i comitati questo fatto e queste indicazioni di scadenze temporali rappresentano un passaggio molto importante verso la definitiva archiviazione del “caso” centrale termoelettrica; le decisioni del VIA e della Giunta potranno finalmente dare risposte certe alle migliaia di persone che da sempre sostengono le iniziative del comitato stesso.
A questo scopo i comitati rinnovano appello a forze politiche, economiche, associazioni, istituzioni e singoli cittadini perché si impegnino efficacemente (secondo le singole possibilità) in questi giorni nel dimostrare quanto, sempre più forte sia, il NO ALLA CENTRALE di tutto l’Ovest Vicentino e per fare in modo che non vi siano altri slittamenti nei tempi rispetto a quanto indicato dall’Assessore Chisso.
[Comunicato n° 19] COMUNICATO STAMPA DEL 17 MARZO 2004
Il Cordinamento dei Comitati anticentrali ovest vicentino esprime la propria solidarietà al comitato che in questi giorni sta strenuamente lottando contro l’abbattimento degli alberi in piazza Marconi a Montecchio Maggiore.
La salvaguardia del territorio e il rispetto dell’ambiente passa attraverso piccole ma significative azioni di conservazione del patrimonio naturale e la ricerca di soluzioni alternative all’impoverimento del già ridotto verde pubblico e alla cementificazione galoppante.
La sensibilità che i cittadini dimostrano sulla questione centrale si estende a qualsiasi scelta che mette a rischio la qualità della vita e la salute e a tal proposito i Comitati ed i cittadini si dichiarano altrettanto preoccupati nei riguardi della ventilata ipotesi di autorizzazione all’avvio di una nuova attività industriale di galvanica/cromatura in zona industriale a Montecchio Maggiore, altro segnale di scelte che non sembrano cogliere le istanze e la volontà della gente rispetto alla Montecchio che si vuole per il futuro.
[Comunicato n. 18] COMUNICATO STAMPA DEL 26 FEBBRAIO 2004
Nel riaffermare con forza e di nuovo la loro contrarietà a qualsiasi tipo di impianto termoelettrico, un NO per legittima difesa a tutela della salute e coerente con gli impegni di ridurre, in questo territorio, i carichi inquinanti (impegni che la Regione Veneto ed i Comuni del Progetto Giada, assieme alla Provincia, si sono dati e che vanno rispettati), i Comitati, in vista dell’Assemblea pubblica prevista per Giovedi 4 Marzo , hanno rinnovato l’invito all’Associazione Artigiani, all’API e alla Confcommercio provinciali a dichiarare la loro posizione, forti del No esplicitato dall’Associazione Industriali.
La richiesta agli Artigiani in particolare è stata dettata dalla spinta di numerosissime telefonate di protesta e preoccupate segnalazioni di artigiani dell’Ovest vicentino, aderenti all’Associazione, che si dichiarano irritati per i contenuti di un articolo apparso su “Fare Impresa”, periodico dell’Assoartigiani di Vicenza che per la prima volta entra nel merito della questione centrale termoelettrica e che sembra caldeggiare l’ipotesi di una centrale da 400 megawatt a Montecchio Maggiore.
Una seconda azione è stata avviata dai Comitati verso i parlamentari vicentini, ai quali i Comitati chiedono un diretto intervento verso gli organi di governo nazionali, anche a fronte di notizie giunte da ambienti romani: nonostante infatti l’altissimo livello di opposizione delle comunità e delle Istituzioni locali, della Provincia e della Regione, il progetto di Montecchio Maggiore è stato inserito dal Ministero delle Attività Produttive in una bozza di decreto interministeriale come progetto rispondente a criteri di priorità ai fini della Valutazione di Impatto Ambientale e sembra godere quindi a Roma di una corsia preferenziale.
I Comitati scelgono in questa fase di chiedere formalmente a tutti i parlamentari vicentini di fare squadra ed aiutare sia le Istituzioni locali sia la popolazione dell’Ovest vicentino a far giungere la propria voce al governo centrale e si riservano di riferire in Assemblea la prossima settimana gli esiti della richiesta alle Associazioni di Categoria sia le risposte (o mancate risposte) fornite dai parlamentari vicentini.
[Comunicato n. 17] COMUNICATO STAMPA DEL 13 FEBBRAIO 2004
NO A QUALSIASI TIPO DI CENTRALE
Colpo di scena: dopo due anni di lotte, d’improvviso si scopre che I COMITATI ANTICENTRALE AVEVANO RAGIONE e che la Centrale termoelettrica da 760 megawatt che Euganea Energia vorrebbe costruire a Montecchio è incompatibile con il territorio dell’Ovest vicentino.
o sentenzia il recente studio tecnico di valutazione presentato dalla Camera di Commercio,che boccia in modo netto il progetto, evidenziandone le lacune, ribadendo l’irrealizzabilità delle compensazioni ambientali sulle acque e confermando tutti gli impatti in atmosfera dell’impianto. Lo conferma la netta presa di posizione odierna dell’Associazione Industriali, che per bocca del presidente Calearo ha dichiarato la contrarietà degli imprenditori tutti. Con la speranza che anche i vicepresidenti dell’Assindustria locale Masello e Malfermo siano allineati con le posizioni del loro Presidente.
Chi vuole una centrale a tutti i costi però non si rassegna e ha già rilanciato, facendo circolare l’ipotesi di realizzare un impianto di metà potenza. Si tratta dell’ennesima trovata nel tentativo di vestire il lupo da agnello; un tentativo che non ha alcuna concreta possibilità di diventare realtà e che è quindi destinato a rimanere sulla carta, visto che il procedimento di valutazione in corso riguarda ancora ed unicamente il progetto da 760 megawatt presentato da Euganea Energia e universalmente respinto da Istituzioni e mondo economico. A certi personaggi della Camera di Commercio i Comitati ricordano che, nonostante i vari tentativi di far circolare una soluzione alternativa al progetto esistente (nella speranza che si abbassi il livello di opposizione della popolazione e delle amministrazioni locali), le decisioni definitive spettano ancora alla Regione Veneto ed ai ministeri competenti, sentiti i pareri delle rispettive Commissioni di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale). Decisioni che non possono passare sopra al coro di NO espresso dalle Comunità locali, dalle forze sociali, dall’intera popolazione dell’Ovest vicentino ed oggi finalmente anche dagli Impenditori.
Chi sostiene poi che la gente è rassegnata e che la centrale si farà comunque, mente sapendo di mentire, dimentica di proposito che sono ormai passati tre anni senza che Euganea porti a casa un solo risultato o un solo consenso al suo progetto e ha già scordato che appena qualche mese fa in piazza più di 20.000 cittadini hanno riaffermato il loro No nella più grande manifestazione che il vicentino ricordi.
Il giochetto di cambiare nuovamente le carte in tavola con l’ennesimo cambio di vestito all’impianto (come se non ce ne fossero stati già abbastanza) ha il sapore di una presa in giro ed è destinato a morire ancor prima di vedere la luce, anche perché i cittadini non sono così sprovveduti (come pensa qualcuno accecato dall'ansia di ottenere solo il proprio interesse economico): ed è venuto il momento che il VIA regionale la smetta di tergiversare favorendo i furbacchioni che vogliono a tutti i costi questo impianto.
IL NO ALLA CENTRALE DELL’OVEST VICENTINO È SCOLPITO SUL GRANITO: ED E' TEMPO CHE EUGANEA ENERGIA ED I SUOI SPONSOR SI RASSEGNINO
Comuni e Comitati riaffermano con forza e di nuovo la loro contrarietà a qualsiasi tipo di impianto termoelettrico, un NO per legittima difesa a tutela della salute nostra e dei nostri figli; un NO coerente con gli impegni di ridurre, in questo territorio, i carichi inquinanti; impegni che che la Regione Veneto ed i Comuni del Progetto Giada, assieme alla Provincia, si sono dati e che vanno rispettati.
ORA SIAMO IN ATTESA DI VEDERE CHI SI AZZARDERÀ, PRESSO LA REGIONE O PRESSO I MINISTERI, A RIAPRIRE UNA PORTA AD EUGANEA ENERGIA, DOPO CHE TUTTE LE PORTE SONO STATE CHIUSE.
Evidentemente due pacifiche manifestazioni non sono bastate, ci costringeranno di nuovo a scendere in piazza con la consapevolezza che stavolta occorrerà lasciar perdere le buone maniere e far sentire concretamente quanto sia alto il livello di irritazione e di esasperazione della popolazione dell’Ovest vicentino.
Se le azioni finora attuate non sono bastate a mettere una pietra tombale su questa centrale camaleonte, vuol dire che è venuto il momento di alzare il livello dello scontro e di attuare azioni di protesta più pesanti e più incisive anche verso quei soggetti istituzionali che continuano a sostenere l’idea di di fare una centrale a tutti i costi a Montecchio Maggiore. Il punto sulla situazione e le nuove azioni da attuare saeranno il tema della prossima ASSEMBLEA PUBBLICA prevista per Giovedi 04/03/2004 alle 20.30 al Polisportivo di Montecchio Maggiore.
[Comunicato n. 16] LA NOSTRA POSIZIONE UFFICIALE sull’ipotesi di scendere in campo direttamente alle prossime elezioni amminstative: La reazione dei sindaci Signorin e Ceccato e di altri alle parole di Luciano Panato,del coordinamento dei Comitati, che nel Giornale di Vicenza di ieri ha paventato l’ipotesi di un impegno diretto in politica dei Comitati, ci stupisce per la sua tempestività e appare come una levata di scudi che ci conferma quanto alto sia il timore per la nostra capacità di mobilitazione e di aggregare consensi. E’ però allarmismo sproporzionato rispetto alla sostanza delle cose e pochi hanno compreso il senso delle dichiarazioni di Luciano.
Dal ventilare una possibile futura strategia di azione, tra l’altro esplicitamente vincolandola alla decisione a maggioranza di una pubblica assemblea e il presentare la cosa come un fatto compiuto, ce ne passa. Ribadiamo una volta per tutte che, per i comitati, scendere in politica rimane l’extrema ratio, la scelta più impegnativa e meno gradita per tutto il coodinamento.
Una scelta che diverrà obbligata solo nel momento in cui fosse evidente la volontà, in chi deve decidere sulla centrale, di utilizzare l’attendismo ed il non prendere decisioni come mezzo per permettere all’Euganea di raggiungere il suo obiettivo.
Ad oggi, tra le due ipotesi ventilate da Luciano, è molto meno remota la possibilità che, in mancanza di fatti nuovi, alle possime Europee si invitino i cittadini a scrivere sulla scheda un bel “No alla centrale” piuttosto che la scesa in campo nelle amministrative.
Certo che, le prese di posizione recenti di Camera di Commercio per bocca di Masello, spalleggiato dall’ineffabile Malfermo degli industriali, hanno fatto crescere in modo esponenziale la tensione e la rabbia nostra e dei cittadini dell’ovest vicentino: è evidente che è stata lanciata l’offensiva per far passare l’idea di un impianto da 400 megawatt, riaprendo una porta all’Euganea quando tutte le altre sono state chiuse e ciò mette a dura prova la nostra pazienza.
Si tranquilizzino i sindaci : nessuno vuole sconvolgere o alterare il panorama politico locale: meglio che dedichino le loro energie per stroncare sul nascere questo ennesimo tentativo di cambiare le carte in tavola lanciato dagli sponsor della centrale, piuttosto che per ridimensionare noi.
Quanto all’affermazione da veggente di Ceccato sulla naturale collocazione a sinistra dei comitati, appare semplicemente ridicola e ha il sapore di una uscita da campagna elettorale; è ora che tutti la smettano di appicicarci etichette: abbiamo dimostrato con i fatti di non avere colori politici. L’unica bandiera che ci identifica è esposta su migliaia di balconi nell’Ovest vicentino. Ci è sgradito perfino essere chiamati ambientalisti: è un appellativo del quale non siamo degni, che fa torto ai veri ambientalisti che da anni lottano senza visibilità e senza riconoscimenti di sorta per frenare il degrado ambientale delle nostre valli. Noi ci siamo occupati finora di una singola questione, senza metter becco sul resto delle problematiche che rendono così critica la situazione ambientale e che condizionano pesantemente la salute e la qualità di vita della gente dell’ovest vicentino. Infine, sull’uscita polemica di Luciano verso il centro destra, si possono non condividerne i toni e la parzialità: ma confermo come essa esprima un disagio e l’amarezza di molti di noi: in questi ultimi tempi abbiamo la sensazione che vi sia stato un calo di tensione e di attenzione da parte di quei politici che, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, ribadisco, senza distinzione di schieramento, ci hanno fino ad oggi supportato. Questo non tanto a livello locale, ove i sindaci continuano a fare la loro parte, ma a Roma ed a Venezia. Il fatto che non si muova un chiodo a livello di Commissioni VIA non ci fa certo felici; ci si aspettava inoltre una risposta adeguata alle affermazioni di Euganea che fa titolo di vanto degli appoggi e di corsie preferenziali presso i ministeri ed il governo e che delegittima pubblicamente la Regione; ci si aspetta decisamente ora un segnale chiaro di tutte le forze politiche rispetto al tentativo spudorato degli sponsor di Euganea di far passare l’idea della fattibilità di una centrale più piccola, spacciata perfino come benefica per l’ambiente. Non va dimenticato che i comitati sono composti da persone comuni, non da alieni: il silenzio di chi li rappresenta, perché da loro eletto, se infastidisce e disorienta i cittadini, non può certo lasciare indifferenti i comitati.
E’ NATO IL “COMITATO DI LONIGO PER UNA VITA SOSTENIBILE”
Il 9 gennaio scorso si è tenuta, a Lonigo, una riunione dove sono stati illustrati tutti i rischi di impatto ambientale che il progetto di costruzione di una centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore, proposta da Marubeni-Euganea Energia, provocherà sul territorio già fortemente inquinato da insediamenti produttivi (anche ad alto rischio). Dopo una animata e responsabile discussione da parte dei presenti, considerato che anche il territorio di Lonigo sarebbe gravemente danneggiato dalle emissioni degli inquinanti della centrale, si è costituito un comitato apolitico denominato “Comitato di Lonigo per una vita sostenibile” che intende opporsi alla sua costruzione collaborando strettamente con quelli già costituiti in altri comuni.
Nella prima riunione il comitato ha preso in considerazione l’urgenza di informare tutta la popolazione, la quale al momento opportuno sarà chiamata a manifestare in modo civile e massiccio la propria contrarietà qualora la proposta di Euganea Energia non venisse respinta definitivamente in tempi brevi.
Il comitato si propone di continuare l’attività anche dopo la soluzione definitiva a questo grave problema, per mantenere una funzione di osservatorio ambientale sul territorio ed affrontare e dibattere eventuali ulteriori tematiche ambientali.
Esso è aperto ad ogni libero cittadino che intenda informarsi e portare il proprio contributo. Chiunque voglia aderire può lasciare il proprio recapito scrivendo all’ indirizzo “lorenzokatia@hotmail.com”, gli saranno comunicati luogo e data degli incontri.
[Comunicato n. 15] COMUNICATO STAMPA DELL’ 8 GENNAIO 2004 · in risposta all’intervento sul Corriere del Veneto del 07.01.2004, pagina 8.: In pieno delirio di onnipotenza, Euganea Energia nei giorni scorsi ha dichiarato categoricamente sulla stampa che la Centrale Termoelettrica a Montecchio Maggiore si farà ad ogni costo e che tutto dipenderà solamente dalle decisioni dei palazzi romani.
Sputando idealmente in faccia a tutte le istituzioni locali, Regione Veneto in primis e all’intera popolazione dell’Ovest Vicentino, trattando le procedure e le tappe di legge come carta straccia, ignorando palesemente perfino la posizione ufficiale del Ministero dell’Ambiente, che nella persona del Viceministro Tortoli appena due mesi fa aveva dichiarato che “ogni progetto industriale deve passare attraverso il duplice esame del consenso degli abitanti e delle valutazioni di impatto ambientale”, il manager dell’Euganea, Cegalin, snocciola una serie di ravvicinate scadenze temporali e di certezze sugli esiti della vicenda quasi fosse in possesso della sfera di cristallo, ipotizzando meccanismi decisionali sul via libera alla Centrale di tipo bulgaro, scambiando il Governo nazionale per un regime totalitario e spacciando il Premier Berlusconi per un novello Saddam.
Le parole di Euganea appaiono come il classico avvertimento di stampo mafioso, un “lei non sa chi sono io” che ha il sapore del disperato tentativo di mandare segnali neppure tanto velati ai padrini politici superstiti, che davvero oggi devono essere ben mimetizzati oltre che pochi, visto che non ci risulta esservi alcuna forza politica favorevole al progetto e tanto amante dell’azzardo da voler giocarsi sulla questione Centrale l’intero bacino elettorale dell’Ovest Vicentino.
Per quanto ci riguarda, la risposta non tarderà ad arrivare e sarà come di consueto all’altezza della situazione e sempre alla luce del sole e nel pieno rispetto della legalità, mentre ci attendiamo una ferma replica delle amministrazioni locali così spudoratamente e pubblicamente delegittimate.
[Comunicato n. 14]
Sono stati tre mesi di incontri e di attività a volte riportate dai giornali, a volte poco note anche se altrettanto fruttuose; incontri con i Ministeri, riconferme dei NO in Regione e in Provincia, sopralluoghi dei funzionari del Ministero dell’Ambiente ed altro ancora: noi c’eravamo e in tutte le occasioni abbiamo fatto sentire forte la voce della popolazione dell’Ovest Vicentino e il suo NO alla Centrale.
Sul piano nazionale, sono ormai dati acquisiti e difficilmente messi in discussione il fatto che le centrali turbogas abbiano un fortissimo impatto sull’ambiente, in particolare sull’aria, così come il fatto che certi black-out sono stati strumentalizzati e infatti quelle società che hanno ottenuto l’autorizzazione a costruire nuove centrali in giro per l'Italia stanno rivendendo il loro progetto attuando la classica speculazione economica.
L’unico soggetto a credere ancora che la centrale termoelettrica sia l’affare del secolo è Euganea Energia, che tra l’altro proclama a mezzo mondo di avere gli industriali dalla propria parte, senza aver dimostrato in alcuna sede di essere riuscita a raccogliere consensi e adesioni al suo progetto.
Siamo ancora in attesa di vedere quali riscontri avrà la dichiarazione del manager di Euganea, Cegalin, fatta in sede di V.I.A. in Regione a Venezia, che indica nel presidente della Camera di Commercio, Menarin, la persona che si sta occupando di trovare i consensi delle imprese locali al progetto; lo stesso Menarin peraltro non ha ancora smentito pubblicamente tale affermazione pur sapendo che i comitati e la popolazione sono pronti a marciare su Vicenza.
Il mondo della concia ha redatto un documento di netta contrarietà alla Centrale e alle compensazioni ambientali sulle acque proposte dal progetto Euganea e rifiuta di entrare nella società che dovrebbe gestire queste compensazioni. La stessa contrarietà hanno formalizzato nuovamente i comuni del progetto Giada e la società “Acque del Chiampo”.
A fronte di tutto questo, i comitati desiderano ribadire alcuni punti fermi:
1. Al di là delle promesse dei politici, contano gli atti ufficiali e la popolazione dell’Ovest Vicentino è ancora in attesa sia del parere tecnico della Commissione V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione Veneto sul progetto, sia della Delibera di Giunta che confermi la scelta del Consiglio Regionale di dire NO alla Centrale. Ci si aspetta che tali decisioni vengano prese in tempi brevi e non utilizzate in modo strumentale a ridosso delle future campagne elettorali, per correttezza e rispetto della volontà che la gente ha espresso da svariati mesi.
2. L’ipotesi dello spostamento della centrale in un luogo diverso da Montecchio è solo una voce di fantasia che non trova alcuna conferma. Nei prossimi giorni circoleranno altre voci, come quella di una proposta di centrale più piccola rispetto all’attuale progetto e della possibilità che su questo i Comitati trovino un accordo con la società proponente. Anche in questo caso, il nostro punto fermo è e rimane: NO ad alcun compromesso, NO a qualsiasi tipo di impianto: l’Ovest vicentino in tema di impatti sull’ambiente non può veder aggiunto nulla di più, anzi si deve continuare a rimuovere fattori di degrado ambientale ed a diminuire il carico di inquinamento.
3. Siamo molto fiduciosi, ma la nostra pazienza sta per finire: non è nostra volontà fare come Scanzano Ionico: non abbiamo mai ritenuto necessario, nella nostra lotta, superare i confini della legalità e bloccare strade, autostrade, ferrovie, ecc. Scanzano però dimostra che “contro la volontà della gente non si può andare e non esistono decisioni che non possono essere cambiate” e se le forme di protesta civili e pacifiche non saranno sufficienti per bloccare questa Centrale, non esiteremo (nostro malgrado e come soluzione estrema) a ricorrere ai metodi di Scanzano Ionico. La prima azione che attueremo, come chiesto dalla popolazione nella manifestazione del 25.09.2003, sarà il blocco completo della città di Vicenza. A tale proposito, a fine gennaio, se non interverranno fatti nuovi, sarà organizzata un’assemblea pubblica per decidere quando e come attuare le nuove azioni di protesta.
Per inviare contributi allo scopo di sostenere i Comitati e permettere l’avvio di azioni sul piano legale contro il progetto: c/c bancario n. 452079 della Banca Popolare di Verona e Novara Filiale di Tezze di Arzignano ABI: 5188 • CAB: 60122
[Comunicato n. 11] OGGI SIAMO A VENEZIA PER RICORDARE AL CONSIGLIO REGIONALE IL NOSTRO "NO ALLA CENTRALE": Il consiglio regionale si riunirà in seduta straordinaria per discutere sulla programmazione energetica del Veneto. Saranno a Venezia giovedì anche i sindaci aderenti al progetto Giada, coinvolti dall'ipotesi di costruzione della centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore, e i portavoce dei Comitati anticentrale dell'ovest vicentino. La richiesta di incontro, formalizzata lo scorso 29 settembre, è giunta dai consiglieri regionali dell'opposizione a seguito dei recenti black out. «Nell'incontro di giovedì prossimo - spiega il consigliere Claudio Rizzato - sarà chiesto quale sia lo stato di avanzamento del piano energetico regionale, e quale sia il reale fabbisogno energetico della regione. Il Veneto è ampiamente autosufficiente, dal momento che esporta energia verso altre regioni». I dati del 1999 indicano per il Veneto un saldo attivo di produzione elettrica pari a 2.530 GWh; mentre i dati forniti dal Grtn (gestore della rete di trasmissione nazionale) indicano che a livello nazionale la potenza disponibile è pari al 64% di quella installata. Le previsioni di crescita della domanda energetica regionale oscillano fra il 5 e il 30 per cento: tenendo conto dell'ottimizzazione della produzione idroelettrica, dell'energia derivante dalle fonti rinnovabili, e dell'autoproduzione industriale, si prevede che siano necessari 5.500 GWh, soddisfabili attraverso la realizzazione di una nuova centrale da 800 MW. Anche la scorsa settimana, nella sede di Rifondazione Comunista di Brendola, si è parlato della centrale termoelettrica: erano presenti Rizzato, i Comitati anticentrale, il responsabile nazionale dell'energia di Rc Maggi, il capogruppo in consiglio regionale di Rc Maurizio Tosi, e il sindaco di Brendola Mario Dal Monte, il quale ha ribadito la propria opposizione al progetto. «Il problema non riguarda solo l'ovest vicentino - conclude Rizzato -. È fondamentale che il giudizio negativo della Giunta regionale si esprima formalmente». Da Il Giornale di Vicenza del 14 ottobre 2003
[Comunicato n. 10] COMUNICATO STAMPA DEL 08/10/03: A seguito dell’incontro con l’Assessore Finozzi di lunedi sera e alla luce delle notizie che ci giungono dalla Regione Veneto, i Comitati Anticentrali esprimono fortissima preoccupazione per l’immobilismo della Regione Veneto, che non ha convocato ancora il VIA regionale per le valutazioni tecniche sul progetto presentato da Euganea Energia. Le nostre richieste e le nostre pressioni sull’Assessore competente, CHISSO di Forza Italia, rimangono inascoltate e senza esito. Questo rappresenta un fatto molto grave ed inquietante perché un NO politico della Regione ha molto più peso e legittimità se sono stati rispettati i tempi e le procedure e se cioè vi è stato il passaggio al VIA del progetto. Questa situazione rafforza ancor più in noi e nei cittadini il sospetto che qualcuno in Regione volutamene operi ( o meglio, non operi) per fare in modo che si giunga a Roma ad una conferenza dei servizi decisiva senza parere e senza presa di posizione da parte della Regione Veneto, con il rischio che quindi la scelta venga operata a livello di governo.
Crediamo che gli organismi tecnici regionali abbiano a disposizione sufficienti elementi per esprimere il loro parere: in particolare il VIA regionale, che, ribadiamo, va convocato al più presto per ottemperare agli obblighi di legge, in modo che subito dopo la Regione Veneto possa prendere la sua decisione rispetto al progetto di centrale che incombe su Montecchio, riconfermando e soprattutto formalizzando il NO promesso dal Presidente Galan e dall’assessore Chisso pubblicamente ed in piu sedi.
Eccezion fatta per la Lega Nord, la cui posizione è netta, dichiarata e sostanziata da azioni concrete, ci inquieta e ci irrita l’assordante silenzio delle forze di Centro destra in questo ultimo periodo, proprio nel momento in cui sarebbe richiesto un impegno ed uno sforzo, anche a livello di prese di posizione pubblica, forte ed efficace. Moltissimi cittadini, elettori dichiarati di Centro destra, ci chiedono continuamente le ragioni di tale comportamento e francamente ci riesce difficile fornire loro valide giustificazioni.
Facciamo qundi appello a coloro che, sia a livello provinciale che regionale, rappresentano Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC affinchè facciano la loro parte e contribuiscano per quanto è possibile a soddisfare le aspettative che i cittadini dell’Ovest vicentino hanno nei loro confronti relativamente a quanto sopra esposto. Quanto alle prossime azioni, si è deciso di:
1. Pubblicare a pagamento in alcuni i quotidiani una lettera aperta alle forze di Centro destra citate in precedenza, informando l’opinione pubblica della situazione in Regione, esplicitando le responsabilità e rivolgendo loro lo stesso appello già sopra riportato;
2. Se nei prossimi giorni non si sbloccherà la situazione, dare l’avvio alla macchina organizzativa per una seconda, imponente calata a Venezia con lo scopo preciso di indurre l’Assessore Chisso e la maggioranza di governo della Regione a convocare il VIA e a mantenere quanto promesso in occasione della prima manifestazione a Venezia;
3. Incalzare il Ministero dell’Ambiente a riceverci come Comitati e pressare i sindaci e gli altri rappresentanti istituzionali dell’Ovest vicentino affinchè incontrino il Ministro Matteoli e portino direttamente a Roma le ragioni del territorio.
4. Incaricare un legale per verificare se vi sia stato o meno il rispetto delle norme e procedure di legge relativamente all’iter del procedimento ed alla tempistica fissata dal Decreto Marzano.
5. Procedere ad una massiccia campagna informativa sugli impatti nefasti della Centrale in Vicenza città e zone limitrofe per mettere al corrente più cittadini possibile dei rischi e della situazione, campagna che verrà effettuata con volantinaggio diretto porta a porta.
[Comunicato n. 9] COMUNICATO STAMPA DEL 05/10/03: Fuori tempo massimo. Questa la nostra risposta alla richiesta di Valerio Bitetto, presidente di Euganea Energia, di un confronto con i Comitati Anticentrale avanzata sia nelle interviste di venerdi sia ieri per mezzo di un emissario.
Chiederci un incontro a progetto già presentato, dopo averci snobbato per quasi due anni e soprattutto dopo aver riavviato il procedimento ed in pieno iter del progetto stesso presso le sedi decisionali competenti ha il sapore di una presa in giro e di un maldestro tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica. Porre addirittura la condizione di “parlare di cose serie” come se fino ad oggi i Comitati dell’Ovest vicentino si fossero opposti ed avessero detto No solo per scherzo richiama sinistramente il “buffoni” che apre le due lettere minatorie appena ricevute e testimonia quanto arrogante e lontano dalla realtà del territorio sia la posizione di Euganea Energia. Altrettanto paradossale e presuntuosa l’indicazione di essere disposti ad incontrare solo alcuni presunti “capi” di un movimento che notoriamente al proprio interno non ha alcuna gerarchia.
Di un fatto finalmente sembra aver acquisito consapevolezza il signor Bitetto: del fatto che l’incidenza dei tumori nella valle sia da attribuire alla situazione ambientale ed in particolare all’inquinamento atmosferico. Ma ai proclami di bonifica non corrisponde la realtà dei dati forniti dalla stessa Euganea:
1. L’ Euganea con un sistema di teleriscaldamento dice di essere in grado di far chiudere i camini di 400 concerie, eliminando una quantità di emissioni pari a 43.000 mc/ora e definisce testualmente tale possibilità “un importante contributo di risanamento atmosferico”; quello che Euganea non dice, è che la sua centrale scaricherà in aria nel medesimo momento, 3.900.000 mc/ora degli stessi gas. Ciò che l’impianto di teleriscaldamento si propone di togliere rappresenta quindi ben l’1,11% di quanto emetterà il camino della stessa centrale; in altre parole, l’Euganea tirerà via meno del 2% di emissioni aumentando le stesse del 98% rispetto all’esistente.
2. Secondo i dati dell’Euganea la quantità di Ossidi di azoto contenuta nelle emissioni della centrale è pari a 50 mg/Nmc .Sapendo che I metri cubi in uscita dal camino della centrale sono 3,9 milioni all’ora, i calcoli sono presto fatti: complessivamente abbiamo una emissione di: 50 x 3,9 x 1.000.000 = 185.000.000 mg di NOx all’ora = 185 kg/ora di ossidi di azoto emessi. Nello studio ENEA si afferma che gli ossidi di azoto rilasciati da tutto il comparto conciario, in base alla stima della potenza termica installata, è pari a 3,34 kg/ora. Quindi tutti gli ossidi di azoto che attualmente l’intero distretto produttivo della concia scarica in atmosfera sono solo l’1,82% di quanti ne emetterà in aria la centrale in funzione.
Nessun cenno, volutamente, Euganea fa sul resto degli inquinanti che un impianto che brucerà un miliardo di metri cubi di metano all’anno scaricherà in atmosfera per un raggio di 20 km: in particolare delle 290 tonnellate/anno di particolato (polveri fini), le famigerate PM 10, il più pericoloso degli inquinanti per la salute umana e le oltre 40 tonnellate/anno di formaldeide CH2O, fortemente cancerogena.
Siamo ansiosi infine di vedere chi, tra i soggetti pubblici e privati del territorio ed in particolare tra gli imprenditori, avrà il coraggio ed il gusto dell’azzardo di accettare di entrare nella tanto decantata NEWCO avventurandosi in un progetto in cui il ritorno dell’investimento appare tanto precario quanto incerto e lontano nel tempo.
[Comunicato n. 8] COMUNICATO STAMPA DEL 02/10/2003: Preso atto dell’incredibile e calunniosa affermazione dell’Euganea Energia, che per bocca di Renato Cegalin, ha sostenuto sulla stampa di aver subito “angherie” dai comitati anticentrali, angherie che non abbiamo mai fatto e che non rientrano nella nostra linea di comportamento, come comitati abbiamo deciso di non essere presenti a Vicenza in occasione della presentazione del progetto dell’Euganea Energia prevista per Venerdì 3 Ottobre 2003.
Riteniamo di avere sufficientemente mostrato la nostra capacità di mobilitazione e di avere già fatto sentire assai forte la voce del NO, in occasione della manifestazione di Giovedì 25 Settembre scorso con oltre 20.000 presenze di cittadini dell’Ovest Vicentino.
Invitiamo quindi i cittadini ad ignorare la presentazione del progetto e a non attuare alcuna forma o azione di protesta in città, al fine di evitare qualsiasi provocazione o strumentalizzazione. Troviamo semplicemente inaudito che in questi quasi 2 anni, Euganea Energia non abbia mai trovato il tempo, se davvero credono alla bontà del suo progetto, di presentare direttamente a Montecchio Maggiore alla popolazione locale, le sue proposte d’impianti e di compensazioni, preferendo farlo solo ora, a porte chiuse e a chilometri di distanza.
I comitati scelgono invece coerentemente, di stare in mezzo alla gente e dare voce al NO dei cittadini dell’Ovest Vicentino e in concomitanza con la presentazione di Euganea Energia saranno in piazza a Montecchio Maggiore durante il mercato settimanale.