Associazione No alla Centrale

Associazione per uno sviluppo e(ti)co-sostenibile dell'Ovest Vicentino

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La nostra bandiera

Contanime

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martedì, novembre 06, 2007

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Da Il Giornale di Vicenza del 28 ottobre 2007

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venerdì, ottobre 12, 2007

Uno spot per arginare l'allarme inquinamento da diossina, conseguente ai roghi incontrollati dei rifiuti delle discariche abusive o lungo strade e marciapiedi della provincia napoletana.
Il messaggio, di 30 secondi, sarà trasmesso da domani su 20 tv regionali e radio, per un totale di 1200 passaggi televisivi e 600 radiofonici. Previste anche 26 uscite su 18 quotidiani della Campania.
 
"Se bruci i rifiuti, la diossina brucerà il nostro futuro".

cassonetto che brucia

Questo messaggio sarebbe bello leggerlo anche su tutti i blog, di tutte le piattaforme, degli utenti campani (e non).
Se hai un blog, se hai a cuore le sorti della meravigliosa terra che calpesti, non aspettare, non esitare a copiare e incollare questo post nel tuo blog, perchè il futuro della nostra terra dipende anche da te. Così un giorno la coscienza non busserà alla tua porta per domandarti se hai dato o meno il tuo contributo, se hai fatto valere, in quell'occasione, la tua opinione per evitare quel male, mentre un gruppo di cittadini combatteva per evitarlo.
 
(Copiato e leggermente stravolto da Mister Cima)

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mercoledì, settembre 19, 2007

E anche Francesco Rutelli, dopo la firma di Pecoraro Scanio, ha messo la sua per il NO alla CENTRALE.

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giovedì, luglio 05, 2007

REGIONE, NO DEFINITIVO AL PROGETTO CENTRALE

Arriva dalla Regione il tanto atteso stop alla realizzazione della centrale a Montecchio.

Su proposta dell’assessore agli investimenti strategici, Renato Chisso, la giunta ha formalizzato con una delibera il “parere non favorevole al rilascio del giudizio positivo di compatibilità ambientale”, espresso all’unanimità dei presenti dalla Commissione regionale di valutazione d’impatto ambientale sul progetto di centrale termoelettrica a ciclo combinato a Montecchio.

«Insomma, la Regione boccia la centrale - ha spiegato Chisso - recependo tutte le motivazioni della Commissione Via. In questo modo abbiamo messo la parola fine ad una vicenda che aveva coinvolto la comunità vicentina, mantenendo gli impegni che avevamo preso qualche anno fa».

La delibera di giunta sarà ora trasmessa al ministero dell’Ambiente, comunicata alla società proponente e pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione.

«Tra le motivazioni della bocciatura della Commissione regionale Via figurano - ha detto Chisso - la non conformità del progetto al Piano di tutela delle acque della Regione in merito ad un pozzo che ricade nella zona di ricarica degli acquiferie e la presenza di un’area di interesse paesaggistico tutelata da legge statale».

Da Il Giornale di Vicenza del 4 luglio 2007

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mercoledì, maggio 31, 2006

FINALMENTE IL VIA REGIONALE SI E' ESPRESSO…

…E HA DETTO NO!!!

Questa mattina, dopo cinque anni di manifestazioni, incontri e discussioni, il Via Regionale del Veneto ha messo la parola FINE alla centrale termoelettrica di Montecchio.

Il No alla centrale da parte della Commissione di Via è stata unanime e categorica: la Centrale non si fa!

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lunedì, maggio 29, 2006

MERCOLEDÌ 31 MAGGIO 2006

la commissione VIA Regionale

si riunirà

per valutare l'impatto ambientale

della Centrale Termoelettrica

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venerdì, febbraio 03, 2006

Stasera in Comune sindaco, sottosegretario Stefani e senatore Franco spiegano ai cittadini la bocciatura

Via, i motivi del no alla centrale

Molti e circostanziati i punti che hanno affossato il progetto Euganea

Montecchio Maggiore Quando si tratta di questioni importanti per il benessere del territorio, i politici dell'ovest vicentino diventano capaci di superare le reciproche divergenze di opinione politica, facendo squadra e affrontando i problemi con serenità e spirito di collaborazione.

A dimostrarlo con i fatti, l'incontro pubblico di stasera, fissato per le 19 nella sala consiliare di Montecchio, dove il padrone di casa Maurizio Scalabrin, “ospita” il sottosegretario all'ambiente Stefano Stefani e il senatore Paolo Franco per illustrare le motivazioni sulla base delle quali il Via (valutazione di impatto ambientale) nazionale ha bocciato il progetto di centrale termoelettrica presentato lo scorso 2001 in località Ghisa dalla società Euganea Energia.

All'incontro sono invitati i sindaci aderenti al Progetto Giada, i rappresentanti dell'associazione "No alla centrale", i capigruppo del consiglio comunale di Montecchio, i consiglieri regionali e i parlamentari vicentini e tutti i cittadini ovviamente.

Immediata e positiva la reazione del primo cittadino castellano: «Sono stato contattato lunedì dal senatore Paolo Franco - spiega il sindaco - il quale mi ha informato dell'intenzione di presentare puntualmente e pubblicamente insieme al sottosegretario all'ambiente Stefani le motivazioni che hanno indotto il Via nazionale a bocciare il progetto della centrale termoelettrica di Montecchio. Trattandosi di una questione istituzionale, intorno alla quale si è creata una intensa mobilitazione, ho messo volentieri a disposizione la sala consigliare di Montecchio».

Quasi "scontata", secondo il senatore Franco, la scelta della sede di Montecchio per l'incontro: «Montecchio è il comune sul cui territorio Euganea Energia aveva proposto di realizzare il progetto, ed era quindi giusto che proprio a Montecchio venissero chiarite le tante motivazioni che hanno portato alla bocciatura dello stesso».

Le motivazioni, infatti, non sarebbero una o due, bensì un vero e proprio elenco, che si conclude appunto con il no definitivo: «Nel documento elaborato dalla commissione non ci si limita ad una semplice disamina - sottolinea il senatore - ma il parere negativo sul progetto viene espresso dopo un lungo elenco di motivazioni e pareri, espressi nelle diverse sedi d'esame dai rispettivi organi competenti, tutti negativi, che spaziano dalla valutazione dello stato delle risorse idriche, dell'impatto acustico dell'impianto, delle possibili compensazioni, eccetera. Va dato atto a questo governo e ai parlamentari vicentini di aver sempre seguito molto da vicino il problema della centrale, finalmente concluso con esito positivo».

Lo stesso Scalabrin conferma: «Quando si lavora per ottenere risultati concreti volti al miglioramento del territorio e quindi delle condizioni di vita dei cittadini, è importante saper andare oltre le singole appartenenze politiche».Arianna Guderzo

Da Il Giornale di Vicenza Giovedì 2 febbraio 2006

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mercoledì, settembre 21, 2005

Riceviamo una e-mail e la pubblichiamo

Il comune di Recoaro Terme intende aprire una cava di pietrisco alle pendici del monte Civillina. Questa cava si estenderebbe su una superficie di 240.000 mq e prevederebbe l'escavazione di 7.000.000 di metri cubi, divenendo di fatto una delle più grandi del Veneto.

Nel periodo di escavazione (come minimo 20 anni), questa attività genererebbe un flusso di oltre 35.000 grossi camion che si riverserebbero sulla viabilità della valle, già intasata di suo, sia all'andata che al ritorno.

In altre parole circa 200  transiti di automezzi al giorno lungo il tratto stradale che partendo a nord di S.Quirico di Valdagno porta a Montecchio (uno ogni 3 minuti ipotizzando una giornata lavorativa di 10 ore).

Chi la strada la percorre si rende benissimo conto che si tratterebbe di un disagio non sopportabile.

Gli abitanti della zona, al confine fra i comuni di Valdagno e Recoaro, dovrebbero subire polvere e rumore dei frantoi, ma l'intero abitato di Valdagno vedrebbe messo a rischio l'approvvigionamento idrico dato che l'acquedotto che lo serve ha diverse prese in prossimità dell'area di escavazione.

Tutto questo senza contare l'impatto ambientale devastante che un'opera di questo tipo comporta in un comune che si dice votato al turismo.

Comitato per la difesa del Monte Civillina

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giovedì, giugno 16, 2005

A un gruppo di lavoro il compito di valutare meglio le emissioni in atmosfera delle polveri sottili

Intanto Endesa ferma il raddoppio

Nasce una commissione ministeriale, bloccati i progetti

Tavazzano Mentre Energia corre verso l'autorizzazione della propria centrale turbogas da 750 megawatt elettrici, Endesa ha fermato l'iter della propria richiesta di ampliamento. A confermarlo è lo stesso direttore dell'impianto, Salvatore Signoriello: «Si tratta di un'autosospensione: preferiamo consentire al ministero di avere più elementi attraverso le indagini di questa commissione prima di proseguire nella nostra richiesta al ministero dell'ambiente».

La centrale di Tavazzano, attualmente in funzione con due gruppi riconvertiti a turbogas e una delle vecchie caldaie per la quale può essere utilizzato anche il metano, ha una potenza di 1500 megawatt.

Attraverso la sua richiesta di tenere in funzione l'ultima delle vecchie caldaie e costruire due nuovi gruppi a ciclo combinato, Endesa amplierebbe la propria potenza fino a 2400 megawatt elettrici. Il progetto di "raddoppio" però è attualmente fermo al ministero dell'Ambiente in attesa della valutazione d'impatto ambientale. E la multinazionale spagnola ha fermato il procedimento al ministero.

La motivazione è la costituzione, nello scorso febbraio, della commissione nazionale sull'inquinamento atmosferico. «Il compito della commissione - spiega l'assessore all'ambiente della provincia Francesca Sanna - è approfondire la conversione in atmosfera di ossidi di azoto e altri inquinanti emessi dalle centrali turbogas in polveri sottili».

Un aspetto che va messo a fuoco e che ha provocato lo stop di quasi tutti i progetti di riconversione o di nuove centrali nel territorio italiano. Sono state le stesse aziende costruttrici a fermarsi dopo che Assoelettrica, sulla base di una comunicazione scritta avuta dal ministero dell'Ambiente, aveva consigliato i propri associati a mettere in "stand by" i rispettivi progetti fino alla comunicazione delle conclusioni della commissione ministeriale.

Degli oltre 70 progetti previsti in tutta Italia (molti dei quali sono già stati respinti dal ministero dell'ambiente o bloccati dalle società produttrici) quasi tutti si sono autosospesi, fra cui Endesa. Pochissimi sono andati avanti, e uno di questi a spron battuto: si tratta della centrale Energia di Bertonico. Fr. Ga.

Da Il Cittadino

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mercoledì, giugno 15, 2005

DIRIGENTI (CIDA): BISOGNA PUNTARE SU NUOVE CENTRALI, FONTI ALTERNATIVE E NUCLEARE

Milano, 13 giugno - Anche i dirigenti puntano su nuove centrali, fonti alternative e ritorno al nucleare per ridurre il prezzo delle bollette.

La Cida, la Confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità ha voluto esprimere il proprio parere in materia di scenari energetici.

Il suo presidente Giorgio Rembado rileva tuttavia che la situazione non è irreversibile e anzi far scendere il costo energetico per il Paese si può. Occorre - dice - potenziare l'energia alternativa, e soprattutto prevedere la costruzione di nuove centrali energetiche per riequilibrare la forte dipendenza dagli idrocarburi". "Non possiamo conservare l'attuale gap rispetto ai paesi nostri concorrenti che - prosegue Rembaudo - hanno una dipendenza dagli idrocarburi per il 20%, contro la nostra che supera l'80%. La Cida è favorevole alla reintroduzione del nucleare.

E' un fatto che l'abbandono del nucleare, unito all'aumento del petrolio, ha causato un raddoppio del costo dell'energia elettrica" aggiunge Rembaudo, "ma oggi si tende a dimenticare che esiste un "nucleare sicuro" e che i costi di attivazione sarebbero sopportabili e facilmente recuperabili.

Da E-gazettE

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mercoledì, febbraio 16, 2005

ORA SIAMO UN'ASSOCIAZIONE PERMANENTE !!!

La sera del 15 febbraio 2005, a Tezze di Arzignano, alla presenza del dott. Michele Colasanto notaio in Arzignano, il nostro Coordinamento Comitati "No alla Centrale" si è trasformato in Associazione permanente per la salvaguardia e la tutela del nostro territorio e per uno sviluppo etico e sostenibile.

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martedì, febbraio 08, 2005

DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE N° 4277 del 22 dicembre 2004

La Giunta regionale

(omissis)

delibera

1) di disporre la sospensione delle attività istruttorie della Commissione VIA in corso per le centrali per la produzione di energia elettrica da realizzarsi nei comuni di Montecchio Maggiore, Cona, Loreo e Ronco all’Adige;

2) di incaricare il rappresentante regionale in sede di conferenza di servizi di esprimere parere negativo;

3) di negare l’intesa con il Ministro delle Attività Produttive;

4) di incaricare il Dirigente della Direzione Tutela dell’Ambiente di notificare al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e al Ministero delle Attività Produttive il presente provvedimento.

Da RegionevenetO

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martedì, gennaio 18, 2005

PORTO TOLLE, IL PM PRESENTA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER I VERTICI DI ENEL

Rovigo, 17 gennaio - La centrale di Porto Tolle avrebbe inquinato pesantemente il territorio. Lo sostiene il pubblico ministero di Rovigo Manuela Fasolato, che ha presentato una richiesta di rinvio a giudizio per i vertici dell'Enel nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento e le morti sospette nell'area sulla quale sorge la centrale veneta.

I reati ipotizzati riguardano il danneggiamento aggravato del Delta del Po e immissioni moleste e dannose.

La richiesta del pm rodigino vedrebbe imputati l'attuale amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, il suo predecessore Franco Tatò e i due ultimi direttori delle centrale, Carlo Zanatta e Renzo Busatto.

L'inchiesta, avviata nel 2001, ha avuto inizio da un esposto presentato dai cittadini residenti in prossimità della centrale di Porto Tolle, allarmati dall'elevata incidenza di malattie e morti di tumore nella. Le indagini condotte dal Nucleo operativo ecologico di Venezia riguardavano l'inquinamento legato all'uso di olio combustibile per produrre energia elettrica.

Il fascicolo raccolto dalla procura di Rovigo è poderoso. Ad esso hanno contribuito anche i dati in possesso delle aziende sanitarie locali. Dai casi presentati dalle Asl emergerebbe che le morti per tumore nell'area superano ampiamente le medie nazionali. La Procura non ha però potuto dimostrare scientificamente il nesso causale tra le morti per tumore e l'attività della centrale dell'Enel.

L'opinione del pm Fasolato invece ritiene evidente la responsabilità dell'Enel per l'inquinamento ambientale: lo dimostrerebbero le analisi condotte su campioni di licheni, che rivelerebbero la presenza di nichel in quantità cinque volte superiore al normale.

Il tribunale di Rovigo dovrà ora decidere se i vertici dell'Enel dovranno affrontare il processo.

Da E-gazettE

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martedì, dicembre 28, 2004

La società contraria al «no» della Regione Veneto

Centrale, Euganea ricorre

Comitati fiduciosi: «Non può andare contro tutti»

«Non ci arrenderemo, andremo davanti al Tar, ricorreremo all'antitrust se necessario. Non possiamo stare inermi davanti ad un'operazione elettorale che non tiene conto di ciò che dice la legge che dà la competenza sulla centrale allo Stato».

È duro il commento di Valerio Bitetto presidente di Euganea Energia a due giorni dalla decisione del governatore Giancarlo Galan di firmare la delibera di giunta con cui si dice no all'impianto di Montecchio.

«Quando la procedura è innescata - replica Bitetto - si è sottoposti ad una normativa nazionale e la Regione può dare il suo parere solo alla fine della procedura stessa. Aspettiamo la pubblicazione della delibera sul Bur regionale e poi interverremo per vie legali».

La palla dunque spetterebbe, secondo Euganea Energia, al Ministero delle attività produttive, anche se da più parti in tutti questi anni si è sempre convenuto che il parere della Regione era vincolante. Valerio Bitetto è comunque disposto ad andare avanti e non teme i conflitti neppure con Enel, che dovrebbe intervenire sulla riqualificazione dell'impianto di Porto Tolle per produrre Kw che servirebbero al Veneto.

«Le normative europee parlano chiaro - insiste l'ingegnere che oltre alla centrale di Montecchio ha portato in Regione un progetto analogo destinato a Ronco all'Adige - il mercato elettrico è libero e l'Enel ha già una posizione di mercato dominante, per questo arriveremo fino all'antitrust».

Sorridono invece i comitati che dopo la firma di Galan sanno bene di aver incassato una vittoria storica: «Vogliamo vedere se Bitetto si sente davvero più forte di un'intera Regione».

Eugenio Marzotto

Da Il Giornale di Vicenza, edizione di martedì 28 Dicembre 2004

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Arrivata ieri una delibera attesa da due anni

CENTRALE DI MONTECCHIO, c’è la sospensione.

MONTECCHIO MAGGIORE - La delibera della giunta regionale del Veneto porta il n. 4277 e la data del 22 dicembre 2004. Numero e data che i cittadini dell'Ovest vicentino (e non solo) dimenticheranno difficilmente, visto che la stanno rincorrendo da più di due anni. Oggetto? Lo stop alle centrali termoelettriche di competenza statale. La delibera dispone, infatti, la sospensione delle attività istruttorie della commissione Via (valutazione d'impatto ambientale) in corso per le centrali per la produzione elettrica che avrebbero dovuto essere realizzate a Montecchio Maggiore, Cona, Loreo e Ronco all'Adige.

Una mossa elettorale in vista delle elezioni regionali del 2005? La voglia da entrambi i fronti di togliere una materia così incandescente dalla disputa elettorale? Fatto sta che questo, dai primi commenti, è il più bel regalo che i cittadini dell'Ovest vicentino potessero desiderare sotto l'albero di Natale.

I comitati, rappresentanti di cittadini, associazioni, parrocchie e affiancati dalle amministrazioni comunali e provinciale, in questi 24 mesi, hanno rappresentato un movimento che non trova eguali, tanto da diventare materia di studio in una tesi di laurea.

«È un successo dei comitati e dei cittadini dell'ovest vicentino» commenta a caldo il consigliere regionale Claudio Rizzato, ricordando l'importanza della mozione di contrarietà al progetto, votata dal consiglio regionale il 30 luglio 2002, davanti ad oltre 2000 persone, durante la famosa calata a Venezia, sotto il sole cocente, raccolte sul sagrato della Basilica della Salute, davanti al palazzo della Regione.

Esulta il coordinamento dei comitati: «Non abbiamo ancora in mano il testo della delibera, ma se davvero i contenuti che ci riferiscono sono veri, è davvero il più bel regalo di Natale non solo per Montecchio ma per tutto il Veneto, visto che lo stop riguarda tutti i progetti di nuove centrali. E' la vittoria del buonsenso e della gente, prima che dei Comitati; già sappiamo che saranno in molti a saltare sul carro dei vincitori e ad attribuirsi i meriti e la paternità di un successo che in realtà è solo e soltanto il frutto della volontà della popolazione dei nostri paesi. Pur con l'incognita di cosa farà Roma di fronte a questa scelta del governo regionale, siamo felici e ringraziamo il presidente Galan, la Giunta ed il Consiglio Regionale senza distinzioni di colore politico per aver mantenuto le promesse del luglio 2002».

La delibera regionale riporta anche un altro interessante passaggio, un'implicita risposta alle velate preoccupazioni dei comitati sul dopo, a Roma: qualora il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, anche in assenza di parere regionale, esprimesse una valutazione positiva dalla redazione di una o più delle centrali ipotizzate, ci saranno il parere negativo in sede di conferenza dei servizi prevista dal "decreto salvacentrali" e pure la negazione dell'intesa con il Ministero delle attività produttive.

Paola Frighetto

Dal GAZZETTINO, edizione di Vicenza e Bassano, Venerdì, 24 Dicembre 2004

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martedì, novembre 23, 2004

CENTRALE: sedici comuni ribadiscono il loro "NO"

Tutti a Venezia. I sindaci dei sedici comuni aderenti al Progetto Giada hanno appoggiato in toto la proposta dei Comitati anticentrale, cioè di recarsi a Palazzo Balbi a Venezia per ricevere il no alla centrale direttamente dalla giunta regionale.

Il forum di ieri di Arzignano ha dunque ribadito, se ce ne fosse stato bisogno, le posizioni dei comuni dell’Ovest vicentino. Stavolta però saranno i sindaci, accompagnati dai capigruppo e dai consiglieri comunali, a recarsi in Regione, proprio perché “serve un pronunciamento politico della questione”, come ha affermato Claudio Meggiolaro dei Comitati, che hanno rinunciato a manifestazioni spettacolari in vista delle prossime elezioni per non essere fraintesi o strumentalizzati.

Tutti i sindaci hanno dato la loro disponibilità attivandosi fin da ora per avviare i contatti con la giunta regionale e stabilire la data dell’incontro, che, presumibilmente, avverrà tra fine dicembre e i primi di gennaio.

L’assessore provinciale Walter Formenton, presente al forum sull’ambiente, informerà dell’iniziativa il presidente dell’amministrazione provinciale, quindi non è escluso che anche la Provincia possa partecipare all’incontro.

Da OvestvicentinO

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martedì, novembre 02, 2004

NIENTE DI NUOVO DAL FRONTE

L’incontro di mercoledì scorso a Venezia tra i sindaci dell’Ovest vicentino, i rappresentanti del Comitato anticentrale e il presidente della Commissione V.I.A. regionale, Roberto Casarin, ha dato indicazioni precise e delineate sul futuro della centrale a Montecchio Maggiore.

La commissione per la valutazione ambientale sta esaminando i quattro progetti regionali di Cona, Loreo, Ronco all’Adige e appunto Montecchio.

In teoria potrebbero essere approvate tutti come nessuno. Non esiste infatti un piano energetico regionale che stabilisca la necessità reale di un impianto termoelettrico. Al contempo si sta cercando di capire se e come verrà utilizzata la centrale di Porto Tolle, che potrebbe da sola coprire l’intero fabbisogno energetico del Veneto.

Casarin ha inoltre affermato che una opportuna delibera del governatore Galan sarebbe vincolante ai fini delle decisioni ministeriali sui quattro progetti in esame.

E ancora, il V.I.A. potrebbe essere costretto a stilare una specie di graduatoria dei quattro impianti da inviare a Roma, ma non esistono i presupposti per capire se, nel nostro caso, l’impianto di Montecchio si troverebbe in prima fila.

“È stato confermato quanto temevamo – ha commentato il sindaco di Montecchio, Maurizio Scalabrin – e cioè che il parere della Regione è vincolante per il Ministero delle Attività Produttive. A questo punto serve il no ufficiale della giunta Galan”.

Il cerchio, insomma, sta per stringersi...

Da OvestvicentinO

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mercoledì, luglio 28, 2004

SENTI SENTI…

RONCO. Presentato in municipio il progetto di un impianto termoelettrico – IL CALDO PORTA LA CENTRALE

Martedì se ne discuterà in Consiglio comunale Ronco. Dopo un paio d'anni passati a cercare il posto più adatto per realizzare una nuova centrale termoelettrica, la scelta sembra essere caduta su un'area agricola di Tombazosana, vicinissima al confine con i Comuni di Isola Rizza e Roverchiara.

Senza alcun preavviso, e nel cuore dell'estate, la Tecnoplan - società a responsabilità limitata di Roma ma con sede operativa a Milano - martedì scorso ha depositato il progetto per la nuova centrale termoelettrica a ciclo combinato a gas naturale della potenza di 760 megawatt nel municipio di Ronco, in Regione ed ai ministeri di Ambiente, Beni ambientali e Attività produttive.

Inoltre, per conoscenza, lo stesso progetto è stato recapitato al ministeri della Difesa e delle telecomunicazioni, alle sovrintendenze archeologiche del Veneto e di Verona, alla Provincia ed al municipio di Roverchiara.

Non solo: per legge l'azienda aveva l'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento ai cittadini con un avviso da pubblicare su due quotidiani a tiratura nazionale. È stato fatto lo stesso 20 luglio, scegliendo due testate che sono tra le meno lette nel veronese: il Foglio e il Gazzettino. [Alla faccia della trasparenza, N.d.r.]

Ora il progetto è a disposizione di tutti i cittadini sia in Regione che in municipio per prenderne visione: entro un mese dal protocollo, ovvero entro il prossimo 19 agosto, chiunque potrà presentare osservazioni. [Gliele prestiamo noi, basta cambiare i nomi dei fiumi! N.d.r.]

«Certo non è il miglior periodo per presentare un progetto di questa importanza», sbotta di primo acchito il sindaco Massimo Fin. Che appena rientrato da un breve periodo di ferie si è trovato sul tavolo questa bella gatta da pelare. Per prima cosa il sindaco ha convocato un consiglio comunale d'urgenza per martedì alle 21: l’assemblea sarà allargata ai sindaci di tutti i Comuni limitrofi.

Ai consiglieri Fin comunicherà semplicemente che è stato presentato il progetto e chiederà ai colleghi di esprimersi. La Tecnoplan fa leva sul decreto legge del febbraio 2002, il quale ha previsto che per evitare il pericolo di interruzione di energia elettrica sull'intero territorio nazionale, a questi impianti per essere costruiti basti una valutazione di impatto ambientale (Via) da parte del ministero preposto e nessun altra autorizzazione degli altri enti territoriali, Comuni compresi.

L'istruttoria si conclude una volta acquisita la Via, che vale anche come variante al piano regolatore comunale e che deve essere rilasciata dopo 180 giorni dalla presentazione della richiesta con allegato progetto preliminare. Il sito che dovrebbe ospitare la centrale è stato individuato in località Bastianello, su un'area agricola di 10 ettari circa. È stato scelto perché equidistante (250 metri circa) dalla linea ad altissima tensione dalla quale la centrale attingerà la corrente ed erogherà l'energia prodotta, e dalla rete nazionale dei gasdotti della Snam, dalla quale attingerà il metano per far andare le turbine. La strada di accesso all'impianto cadrebbe invece sul territorio di Roverchiara.

L'incognita più grande del progetto, però, riguarda le emissioni. Secondo la relazione allegata al progetto, queste sono stimate nella metà di quelle normalmente emesse dale centrali elettriche tradizionali. In pratica non sarebbero rilasciate né polveri sottili né ossido di zolfo, ma solo ossidi di azoto che verrebbero dispersi da un camino alto 50 metri. C'è da aggiungere tuttavia che questi vapori solitamente innalzano la temperatura nel clima circostante. Per quanto riguarda le acque di scarico, queste sarebbero depurate attraverso un impianto proprio e rilasciate nello scolo Piganzo. All'esterno della centrale ci sarebbero anche emissioni di tipo acustico, che il progetto stima rientrare comunque nei livelli massimo consentiti.

Zeno Martini

Da L’Arena del 25 Luglio 2004

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venerdì, luglio 02, 2004

SINDACI A CONVEGNO PER RIBADIRE IL “NO” ALLA CENTRALE

Si sono riuniti nella Sala consiliare del Comune di Montecchio Maggiore, oggi pomeriggio, sindaci e assessori in rappresentanza dei comuni di Montecchio, Arzignano, Altissimo, Crespadoro, Chiampo, Montorso, Montebello, Zermeghedo, Brendola e Lonigo. Scopo dell’incontro la replica a Euganea Energia sull’invito a riprendere le trattative sul tema della centrale.

Le trattative con gli enti comunali, provinciali e regionali, dopo le integrazioni ambientali al progetto, erano state avviate dalla stessa società, a seguito della clamorosa rinuncia del presidente della Regione Galan a voler sottoscrivere un documento formale per mettere fine alla vicenda.

Ricordiamo che questo atto formale, più volte richiesto, non è mai avvenuto, e proprio in considerazione di questo atteggiamento di attesa (o di altro...) le amministrazioni comunali dei dieci paesi sopra citati hanno fatto quadrato contro l’insediamento della centrale, facendone per altro un punto fermo dei rispettivi programmi di governo.

Questa riunione va dunque interpretata nella volontà di porre dei punti fermi alle richieste di Euganea Energia: sì all’incontro, no alla centrale.

Da Ovestvicentino.neT

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mercoledì, giugno 30, 2004

CENTRALE SI RICOMINCIA…

Alla luce dei nuovi cambiamenti elettorali che hanno ridisegnato in parte le situazioni amministrative di Arzignano e Montecchio, ritorna alla carica Euganea Energia con il suo progetto di centrale termoelettrica.

La notizia dell’ultima ora prelude a un incontro tra la società proponente, i comuni, la Provincia e la Regione, per ridiscutere il progetto, anche in relazione al piano di integrazione ambientale presentato da Euganea e depositato presso la Regione, la Provincia e i comuni di Arzignano e Montecchio.

Ne dà avviso la stessa società attraverso la pubblicazione di un avviso su un quotidiano nazionale, nel quale si comunica l’avvenuta deposizione del documento integrativo a disposizione di quanti vorranno prenderne visione, al fine di presentare le relative osservazioni in forma scritta, entro 30 giorni dalla data odierna, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

Passata la campagna elettorale ricomincia il gioco delle parti, fermo restando che questa nuova sortita di Euganea Energia è dovuta, secondo il pensiero di molti, alle dichiarazioni di Galan e alla sua mancata firma di dissenso al progetto.

Da Ovestvicentino.neT

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martedì, giugno 01, 2004

Corriere Vicentino e Comitati Anticentrale

organizzano

CANDIDATI SINDACO A CONFRONTO

MONTECCHIO - 8 giugno 2004

Polisportivo Gino Cosaro - ore 20.30

ARZIGNANO - 9 giugno 2004

Castello di Arzignano - ore 20.30

MONTORSO - 10 giugno 2004

Palazzetto dello Sport - ore 20.30

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mercoledì, maggio 26, 2004

Montecchio Maggiore - Centrale, l’ennesimo rinvio

La Provincia: «Sito controindicato». I comitati: «Una manovra» Ma la società Euganea sostiene che la procedura è quella prevista

I periti chiedono altri dati così la Regione fa slittare la decisione

«Ma non doveva essere finito tutto entro maggio?». A Montecchio arriva la notizia che non t'aspetti e al mercato settimanale in piazza c'è chi comincia a masticare amaro. Il progetto della centrale firmato Euganea Energia continua il suo corso in Regione, dopo che la commissione V.i.a. ha chiesto altri dati. Dopo l'estate forse, arriverà quel giudizio tecnico che da mesi tiene col fiato sospeso, cittadini, comitati e la stessa Euganea.

È un nulla di fatto che lascia spazio alla delusione quello che arriva da Venezia, non tanto per lo slittamento dei tempi, che in qualche modo erano prevedibili, quanto per quella promessa fatta meno di un mese fa, dai tecnici del V.i.a., per conto dell'assessore regionale Renato Chisso, che in un incontro pubblico ad Arzignano si erano esposti nel dire che la commissione tecnica avrebbe dato un parere sull'impianto di Montecchio in breve tempo.

Quello che è certo invece è che il 17 maggio scorso nella riunione per la valutazione d'impatto ambientale, sono state chieste delle integrazioni di progetto a tutti i tre proponenti di centrali in Veneto, integrazioni che hanno a che vedere soprattutto con le dispersioni di ossido d'azoto, ma anche con quel calore provocato da 20 mila metri cubi d'aria calda al secondo. Chiaro dunque che a questo punto si allungano i tempi perché il V.i.a. dovrà attendere i documenti delle tre società proponenti. Oltre a Montecchio infatti si stanno studiando centrali anche a Loreo in provincia di Rovigo e a Cona nel Veneziano.

L'assessore provinciale Walter Formenton, che il 17 maggio fu presente alla commissione V.i.a. spiega che in questa fase «i tecnici, pur essendo stati nominati dalla parte politica, stanno lavorando in autonomia e solo alla fine della valutazione consegneranno alla giunta regionale il risultato della comparazione. Sembra chiaro in ogni caso - aggiunge Formenton - che il V.i.a. darà parere favorevole ad uno dei tre siti, ma considerando che a Montecchio esistono molte controindicazioni e l'impianto di Loreo è vicino a quello di Portotolle…».

Duro invece, e sensa puntini di sospensione, il commento dei comitati che in una nota scrivono: «Consideriamo scandalosa la proroga all'Euganea; significa concedere di continuo alla società di porre rimedio alle evidenti manchevolezze e lacune progettuali che dovrebbero essere il motivo per bocciare il progetto. È l'ennesimo favore fatto ad Euganea Energia, si continua a dar loro la possibilità di mettere pezze ad un progetto che fa acqua da tutte le parti. Le ragioni tecniche per bocciarlo c'erano tutte senza bisogno di chiedere integrazioni, ma evidentemente vi è l'indicazione dall'alto di trascinare la cosa ancora e di dare altro ossigeno ad Euganea Energia. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto del fatto che ad Arzignano qualche tempo fa qualcuno ha voluto soltanto prenderci in giro, raccontandoci cose che non corrispondono alla verità e che sono in piena contraddizione con l'evolversi della situazione e con le scelte del V.i.a.».

Non canta vittoria comunque Euganea Energia che per bocca del suo rappresentante Renato Cegalin spiega che «quello della commissione tecnica è un atto dovuto conforme alla procedura, così come avevamo sempre chiesto. La commissione sta facendo il suo lavoro, cioè sta valutando il progetto dal punto di vista tecnico e non politico. Del resto da quando tre anni fa siamo partiti per studiare l'impatto nell'ovest vicentino, anche la tecnologia ha fatto il suo corso. Oggi per esempio abbiamo a disposizione impianti che abbattono gli ossidi di azoto almeno del 50%, che due anni e mezzo fa non esistevano».

Scavalca la questione politica invece Cegalin, dopo i no ripetuti prima dal governatore Galan, poi dell'assessore Chisso, passando per il Consiglio regionale veneto. «Sono cose che non mi toccano - ribatte Cegalin - mi aspetto delle risposte tecniche e non politiche a questo progetto di centrale ed è quello che sta avvenendo». Eugenio Marzotto

Da Il Giornale di Vicenza del 22 maggio 2004

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giovedì, maggio 13, 2004

DAVVERO NON FANNO PIÙ LA CENTRALE? È questa è la domanda che sempre più spesso i cittadini dell’Ovest vicentino pongono ai Comitati anticentrale, i quali non possono che dare sempre la stessa risposta: “la parola fine alla questione centrale termoelettrica non può che venire da un atto ufficiale scritto”. Non è una mancanza di fiducia verso le istituzioni, precisano, quanto la necessità di un’ufficializzazione della decisione che dovrà pervenire dalla Giunta Regionale, chiamata ad esprimersi sull’impianto di Montecchio Maggiore nei confronti del Ministero dell’Ambiente e delle Attività produttive. Carta canta insomma.

Il fatto positivo è che il 3 maggio è finalmente iniziata la Valutazione di Impatto presso il VIA regionale, passaggio tecnico importante ed indispensabile perché la Giunta possa poi prendere la propria decisione politica; l’organismo sta effettuando una valutazione comparata su tutti i tre progetti di centrali presentati alla Regione Veneto (Cona e Loreo, oltre che Montecchio), i cui esiti ci si augura confermino tutte le posizioni e le ragioni tecniche che fanno di Montecchio il sito assolutamente inadatto per una centrale termoelettrica.

Di certo però non saranno rispettati i tempi preannunciati durante un recente convegno ad Arzignano: il Via Regionale si riunisce una volta ogni 15 giorni e saranno necessarie svariate sedute per elaborare un giudizio: passeranno dunque alcuni mesi, a riconferma che c’è ancora molta strada da fare.

Non va dimenticato poi che, oltre al livello regionale, il NO all’impianto deve essere confermato dai Ministeri: dunque la strada è ancora lunga e non è il caso di abbassare la guardia e pensare che la storia sia chiusa: al contrario, i Comitati invitano i cittadini a stare all’erta e pronti ad ogni evenienza; rinnovando inoltre l’invito ai Candidati Sindaci dei Comuni dell’Ovest vicentino a dichiarare pubblicamente e in modo chiaro la loro posizione sulla questione Centrale, consigliano agli elettori di non dare preferenza a quelle liste e a quei candidati che tentano di barcamenarsi e non hanno il coraggio di prendere pubblicamente posizione contro l’impianto.

Da ovestvicentino.net

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martedì, aprile 20, 2004

Domani sera, 21 aprile, alle 20.30, presso la sala conferenze del Centro Comunitario S. Rocco in via Cappuccini ad Arzignano, si svolgerà l’incontro pubblico sulla centrale termoelettrica a Montecchio.

Si dovrebbe, in teoria, conoscere in questa sede il parere definitivo della Regione chiamata ad esporre le ragioni del no all’impianto. L’introduzione è affidata al consigliere provinciale Andrea Pellizzari. Seguiranno gli interventi degli assessori Renato Chisso e Walter Formenton e dell’on. Amalia Sartori.

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giovedì, marzo 25, 2004

SOCIETÀ CIVILE E IMPRESE INSIEME

A Firenze, nella prestigiosa cornice della Fortezza da Basso, dal 1 al 4 aprile 2004 (la rassegna espositiva è aperta da venerdì 2 aprile), Terra Futura sarà la prima grande mostra-convegno per presentare e promuovere tutte le iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, di consumo, di produzione, di finanza, di commercio sostenibili: idee virtuose che, se adottate e diffuse, contriburebbero a garantire la salvaguardia dell’ambiente e la tutela dei diritti delle persone e dei popoli.

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venerdì, marzo 12, 2004

CENTRALE TERMOELETTRICA DI MONTECCHIO, PRIMA BISOGNA SISTEMARE IL TERRITORIO

«Prima si sistema il territorio e poi si pensa alla centrale termoelettrica. La posizione degli abitanti di Montecchio alla centrale è comprensibile, se si considerano le particolari condizioni ambientali della zona, caratterizzata in molti casi da un pesante carico urbanistico e con la presenza di notevoli insediamenti industriali. Un tessuto economico molto attivo, cresciuto e affermatosi con inevitabili risvolti sul territorio. Consapevoli di ciò, alcune Amministrazioni hanno dato vita a progetti di risanamento e miglioramento ambientale, perseguendo il non sempre facile obbiettivo di coniugare sviluppo economico, esigenze sociali e tutela del territorio; è questo, in sostanza, il compito del Progetto Giada, condiviso e sostenuto dalla stessa nostra Associazione Artigiani».

«I dati relativi non solo all'inquinamento atmosferico, ma anche alla situazione delle risorse idriche e al consumo di suolo pongono le amministrazioni di fronte al compito di gestire in modo razionale il loro territorio, evitando interventi che peggiorino l'attuale situazione. Ecco perché, a fronte delle valutazioni tecniche fornite dagli enti preposti che dimostrano come la centrale in questione sia incompatibile con le condizioni del contesto, il sito proposto non può essere accettato».

«Tuttavia, accanto a doverose considerazioni di salvaguardia del territorio e di mantenimento della salubrità ambientale, bisogna anche fare i conti con una necessità di approvvigionamento energetico che resta un elemento basilare per il nostro sistema economico. Da questo punto di vista, il problema si estende a livello provinciale e regionale, con ingenti consumi energetici destinati a crescere ancora, determinati da un modello di sviluppo essenziale per il benessere economico diffuso che esso genera. Vi è quindi il rischio che vi sia da un lato una passiva accettazione di un "certo" progresso, e che dall'altro ci si opponga sistematicamente a qualunque impianto tecnologico legato a tale sviluppo».«È auspicabile che il problema venga affrontato con coerenza, attuando con urgenza, su scala sovracomunale, dei processi di crescita qualitativa che comportino un contenimento dei consumi energetici, idrici e una più razionale utilizzazione della risorsa territorio. Solo dopo l'attuazione di politiche programmatorie di tale natura si potrà tecnicamente e coerentemente valutare la necessità di eventuali nuove centrali, individuando nel contempo un'idonea localizzazione». Giuseppe Sbalchiero, Presidente dell'Associazione Artigiani vicentina

Da Il Gazzettino del 12 marzo 2004

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giovedì, marzo 11, 2004

LA POSIZIONE DI APINDUSTRIA SULLA CENTRALE

10/03 – Apindustria ribadisce la propria posizione sulla questione centrale di Montecchio. Lo fa con un comunicato nel quale si afferma che tale posizione era stata resa pubblica durante il convegno in Villa Cordellina dell’ottobre scorso, seguito da un comunicato stampa distribuito agli organi informativi.

“Purtroppo – fa sapere il presidente del mandamento di Montecchio-Arzignano, Romano Nostrali – il maggiore quotidiano locale non ha mai riportato tale comunicato. Alcuni portavoce dei comitati anticentrale conoscevano già la nostra posizione, estremamente critica sull’ipotesi di collocare una centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore. Infatti alcuni associati Api si erano già impegnati personalmente con gli stessi comitati”.

Per Nostrali la posizione è quella di un no deciso, non fine a se stesso ma motivato:

“Prima di parlare di nuove centrali – continua – occorre innanzitutto valutare l’effettivo fabbisogno del territorio; verificare, inoltre, l’esistenza sul territorio di impianti dismessi o sottoutilizzati da riattivare, per far fronte in questo modo al bisogno. Questo va collegato ad un apolitica energetica regionale. Ciò premesso ci risulta che il Veneto esporti energia in Emilia e che ci siano almeno una dozzina di centrali elettriche dismesse, alcune delle quali potrebbero essere riattivate (Marghera ad esempio)”.

In conclusione Nostrali ritiene che non ci siano motivi per realizzare nuove centrali, “tantomeno in un territorio come quello di Montecchio, già gravato da pesanti problemi ambientali e circondato da cave, discariche e miniere”.

Da OvestVicentino.net

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mercoledì, novembre 26, 2003

[ Lonigo. A breve l’assemblea pubblica per capire i motivi del «no» al nuovo impianto termoelettrico a Montecchio ] - [ NON C'E' LA CENTRALE, NASCE IL COMITATO ]

Finora da Lonigo si è guardato alla ventilata costruzione di una grande centrale termoelettrica a Montecchio Maggiore con un certo distacco, come se la cosa non riguardasse le sorti del Basso Vicentino. Ora, da parte di due giovani leoniceni, si leva una voce per chiedere interesse e mobilitazione nei confronti di un problema di interesse generale. «Il nostro Comune ? spiega Lorenzo Gentilin, promotore assieme alla moglie Katia Cristoferi di un’iniziativa di mobilitazione su questo argomento ? si è schierato fin da subito contro la costruzione della centrale sostenendo i vari comitati sorti spontaneamente. Notiamo però che da parte dei cittadini di Lonigo, c’è una pericolosa tendenza a sottovalutare il problema e a rimanere passivamente a guardare. Ricordiamo che, anche se il consiglio regionale del Veneto ha promesso, sulla spinta della mobilitazione popolare, di far sì che la centrale non venga costruita, manca tuttavia ancora il no ufficiale indispensabile per mettere uno stop definitivo al progetto. Per questo è necessario non abbassare la guardia e per questo chiediamo ai nostri concittadini di mobilitarsi». «Pensiamo che sia sbagliato dire no solo per il gusto di opposizione o dire sì solo per obbedienza - continua Katia Cristoferi -. La cosa giusta da fare è interloquire con i responsabili portando motivazioni valide e proposte perseguibili. Come gran parte dei componenti dei vari comitati, anche noi siamo semplici cittadini che non fanno parte di movimenti ecologisti o di partiti politici. Semplicemente ci chiediamo se sia giusto produrre energia "per i nostri figli", dimenticandoci dei danni che potremmo arrecare ai "figli di altri", se non si possa investire in energie alternative, se questo tema non coinvolga solo le questioni legate all’ecologia e all’industria ma si allarghi invece ad altri temi come la giustizia, la pace e la personale responsabilità di ognuno». Entro qualche settimana i due attivisti organizzeranno un pubblico incontro per gettare le basi del comitato leoniceno anti centrale. «Ne abbiamo già parlato con il sindaco Boschetto - concludono ? il quale ci ha assicurato il suo incondizionato appoggio».

Lino Zonin, da Il Giornale di Vicenza del 24 novembre 2003

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giovedì, novembre 20, 2003

[ Ok alla mozione dei Comunisti italiani ] - [ IL CONSIGLIO PROVINCIALE PER LA SECONDA VOLTA VOTA CONTRO LA CENTRALE ]

(g. m. m.) La centrale incassa altri trenta no. È passata infatti all’unanimità ieri, in consiglio provinciale, la mozione proposta dal capogruppo dei Comunisti italiani Giorgio Langella, che ha sollecitato una nuova presa di posizione del consiglio di palazzo Nievo dopo quella votata (anche allora all’unanimità) nel luglio 2002. «Considerato che la commissione Via ha evidenziato, nel progetto presentato, gravi carenze soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale, che a distanza di oltre un anno il problema si ripresenta nella medesima, se non maggiore, gravità procurando nella popolazione un giustificato allarme, considerato che le motivazioni che hanno portato alla votazione unanime contro la costruzione di una nuova centrale termoelettrica a Montecchio non sono state in alcun modo rimosse e che sono ancora attuali, il consiglio provinciale ribadisce il proprio parere contrario e impegna la giunta a trasmettere tale valutazione negativa alla Regione». Così è accaduto che i 30 consiglieri presenti, da sinistra a destra, si sono ritrovati a votare una mozione proposta da un esponente dei Comunisti italiani. Nelle dichiarazioni di voto è parso chiaro che non era il caso di lasciarsi andare a troppi distinguo e ad argomentazioni troppo elucubrate, con il rischio di essere fraintesi, soprattutto dopo le piccole grandi polemiche delle scorse settimane, dentro e fuori la quarta commissione per le problematiche ambientali. Lo stesso assessore all'ambiente Walter Formenton ha preferito limitarsi a ribadire l’ormai scontato parere negativo che verrà dato al progetto attualmente in esame. E se Daniela Sbrollini (Ds) ricorda che il no va ribadito «tanto più in quel luogo, in una regione che ci risulta autosufficiente per la produzione di energia elettrica», Formenton ricorda come dai dati in circolazione l’autosufficienza c’era fino all’altro giorno, ma che in prospettiva futura, vale a dire attorno al 2010, il regime di produzione attuale non basterà più. Dai banchi della maggioranza, per bocca fra gli altri di Giulio Bertinato (Forza Italia) sono giunte parole di fiducia sul modus operandi adottato dalla giunta. Più di qualcuno ha poi sollevato dubbi sulla necessità di esprimersi un’altra volta, giudicandola pleonastica, come ha sottolineato Andrea Pellizzari (FI): «Credo che la contrarietà non abbia una scadenza: comunque, se c’è da votare, si vota». (Da Il Giornale di Vicenza del 19 novembre 2003

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venerdì, novembre 14, 2003

[ La Commissione V.I.A. Regionale il giorno 17 Novembre 2003 ha messo all' ordine del giorno la Valutazione di Impatto Ambientale della centrale termoelettrica di Montecchio Maggiore. ]

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martedì, ottobre 21, 2003

[ MERCOLEDì SIAMO A ROMA, AL MINISTERO DELL'AMBIENTE ]

SINDACI A ROMADirezione Roma. In tre giorni i sindaci dell'ovest vicentino e comitati anticentrale incontreranno i vertici dei ministeri delle Attività produttive e dell'Ambiente. S’ inizia oggi con una quindicina di sindaci e amministratori che andranno ad incontrare i Ministri Marzano e Matteoli per ribadire che la centrale a Montecchio non serve e che le compensazioni ambientali presentate da Euganea Energia nel secondo progetto, sono irrealizzabili. Un incontro quello di oggi fortemente voluto dai sindaci dell'area e ottenuto grazie soprattutto all'azione dei sindaci di Montecchio e Arzignano. Prima Giuseppe Ceccato nelle settimane scorse aveva chiesto al Ministro Giovanardi, suo compagno di partito nell'Udc, di interessarsi al caso. Poi sul fronte arzignanese Signorin aveva lavorato ai fianchi del compagno della Margherita Willer Bordon per un appuntamento al ministero dell'Ambiente. Alla fine le due richieste si sono incrociate e oggi una delegazione di quindici sindaci andrà a ribadire che l'ovest è già fortemente penalizzato sotto il profilo ambientale e che la centrale da 760 Mw a Montecchio non ci può stare. Ma gli incontri romani del fronte anticentrale non si esauriranno oggi, visto che per mercoledì prossimo è in programma un incontro tra i comitati e il sottosegretario all'ambiente Tortolì. Questa volta nella capitale si dirigeranno tre esponenti dei movimenti con l'obiettivo di fare pressione sul Ministero. «Del resto - spiegano i comitati- la stessa Euganea Energia dieci giorni fa andò a Roma per presentare il suo progetto, abbiamo anche noi il diritto di spiegare che quel progetto non aiuta l'area della Valchiampo». Dopo aver incassato un no alla centrale, che comunque aspetta conferma, da parte del consiglio regionale, sindaci e i comitati ora puntano su Roma in attesa che la conferenza dei servizi a Roma, che potrebbe slittare ai primi mesi del 2004, dica cosa si farà a Montecchio, dopo che Regione e Ministeri competenti diranno ufficialmente cosa intendano fare sul fronte centrali. Eugenio Marzotto

Da Il Giornale di Vicenza del 20 ottobre 2003

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venerdì, ottobre 17, 2003

[Comunicato n. 13] 16 OTTOBRE 2003 - L'OVEST VICENTINO INCONTRA I CAPIGRUPPO DEL CONSIGLIO REGIONALE: In occasione della convocazione del consiglio regionale straordinario che affrontava il tema del fabbisogno energetico, i comitati hanno incontrato i capigruppo consiliari in rappresentanza di tutte le forze politiche, per stimolare la Regione a convocare finalmente il V.I.A. ed esprimere con delibera la decisione negativa sul progetto di Euganea Energia, poiché sono passati 15 mesi dalla mozione votata dal consiglio regionale che impegna la giunta in tal senso. Sarebbe, infatti, troppo rischioso arrivare alla convocazione della Conferenza dei Servizi a Roma, per decidere le sorti della centrale di Montecchio, senza un parere negativo della Regione, perché questo silenzio potrebbe essere inteso come una sorta di tacito consenso.

I comitati, accompagnati dai Sindaci, dal vicario della Valle del Chiampo e da alcuni rappresentanti di categorie economiche, del sindacato provinciale e delle associazioni del territorio, hanno presentato un documento ribadendo le osservazioni tecniche fatte dai comitati stessi e da altri enti e associazioni (Consorzio Acque Chiampo, Coldiretti, CGIL) già inviate per iscritto alle sedi istituzionali competenti.

Hanno soprattutto ricordato la sopra citata mozione votata il 30 luglio 2002 dal consiglio regionale, in occasione della prima "calata a Venezia".

Dopo l'intervento dei comitati, dei sindaci e di alcuni capigruppo presenti, in cui è stata ribadita la necessità di un'ulteriore presa di posizione del consiglio regionale, il presidente del consiglio stesso Cavaliere, si è impegnato a spedire una lettera alla Giunta Regionale e ai Ministeri delle Attività produttive e dell'Ambiente nella quale si rinnova il parere negativo del Consiglio regionale che impegna la Giunta a produrre atti concreti prima della convocazione della Conferenza dei Servizi a Roma.

I consiglieri hanno inoltre ribadito l'impegno di inserire il problema di Montecchio nei loro interventi in aula durante il dibattito sul Piano di Fabbisogno Energetico Regionale.

I comitati e i cittadini dell'ovest vicentino, visto l'andamento dell'incontro, restano in attesa di ulteriori sviluppi fiduciosi degli impegni assunti dal consiglio regionale e ringraziano per la disponibilità data.

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